Chi è Squabus?


              
Squabus ci sta lavorando ancora...
su di sè e su una sua breve presentazione.
Non ha il dono della sintesi


Calabrese di nascita, milanese (o quasi) per adozione, trapiantata in territorio francese, quindi poi statunitense. Le corte radici hanno cercato di gettare nel verde e fertile suolo olandese. Altro giro, altra corsa... Qui non ci si annoia mai!  E infatti ZAC, tagliate le radici batave si riparte, si torna in Francia (ottobre 2012, n.d.Squa).

Il mio motto da tardo adolescente tormentata ed in fuga era proprio quel
 Vado, non so dove, ma sto andando...
che troneggia qui sopra.

Finchè poi mi sono stancata  di andarmene girando come una trottola, i tagli con l'ultimo passato dolgono ancora parecchio,  si attende e lotta per la ripresa. Il motto è ancora là perchè ci sto riflettendo. Ne avevo scritto molto tempo fa.


A giugno del 2011 sono stata travolta e stravolta. Di dolore e gioia immensa, quasi nello spazio di un solo giorno. Da allora niente sarà mai più come prima. E anche se questo per molti versi è un bene, sono ancora intenta a raccogliere i cocci. Tormentata lo sono sempre, sto scendendo a patti con la fuga.

Sono uno dei tanti cervelli in fuga, anche se di quelli minori. Ho lavorato per sei anni in università e mi appresto a ricominciare qui. Ho un marito chercheur, che è il vero cervello della famiglia, Un bio-geek che potreste avvistare mentre osserva pigne e cerca in natura prove dell'esistenza della serie di Fibonacci o che mentre sono in travaglio studia la biochimica a supporto del volo degli insetti, ma così just for fun. Coltiviamo un bellissimo esemplare di Pistacchio che ci da tantissime gioie e probabilmente darà molti dolori.

Adoro leggere, cucinare (ero giovane), nuotare, il gelato alla nocciola, le patate cucinate in qualsivoglia modo, la terra di Spagna, il mare e tutte le masse di acqua orizzontali o verticali che siano, il blu, il verde e l'arancione, andare in bici [Questa è Tempesta ...ma e' stata solo la prima a cui ne sono seguite altre, almeno una per paese]
Detesto il fegato, fare la spesa al carrefour, lavare piatti mal abbandonati, stendere i panni, gli sprechi, il natale, presentarmi in poche parole...

Ho un amico immaginario, si chiama Mario.

10 comments:

  1. Ciao, ho letto un tuo commento da Nina e sono venuta a conoscerti. Pensavo di trovare altro e invece incontro te. Complessa, densa, in movimento, che cerca pause che vuole "oltre". Una frase mi ha coplita. Penso che tu abbia vissuto qualcosa che ti ha cambiata per sempre. E c'è un prima e un dopo e una te diversa. Ti racconti e ci racconti di un viaggio continuo. Mi piaci e io quel viaggio lo vorerei seguire da vicino. A presto, allora.
    Raffaella

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    1. Ti ringrazio di esserti fermata a manifestare il tuo calore. Non puoi sapere quanto mi fa bene... o forse si?
      Come dici: c'è un prima e un dopo. E qualcosa che non c'è più e lascia un vuoto difficile da gestire, forse quanto la sua presenza

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  2. "Tormentata lo sono sempre, sto scendendo a patti con la fuga". Ci capiamo.

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  3. Certo che sei proprio bella tu, eh?!? capito qui da whymumwhy e le sono enormemente grata di avermici portato.Mi hai colpito, forte, nel cuore. Era già stata una giornata intensa e particolare, ma ora di più. Grazie. E che sia una notte felice.

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    1. Giordana,,, mi hai fatto piangere. La notte è stata serena, la mia mattina presto-tutta-per-me inizia con un po' di commozione. Grazie

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  4. Vengo a scoprirti dopo un tuo commento da me. Ho leggiucchiato qui e lì e mi sembri una miniera di sensibilità. E purtroppo abbiamo in comune un dolore simile e una gioia immensa anche se che la mia creatura è venuta qualche anno dopo. Un abbraccio caro

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    1. Grazie...
      vulnerabilità sicuro... sensibilità lo spero, ma temo non sempre.

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  5. sono andato a guardare "tempesta": una bici alla partenza mi commuove sempre, è più carica di sogni che di bagagli. Ho girato mezza europa in bici, ma ancora mi emoziona la partenza, anche solo per un giro attorno a casa.
    ciao,
    massimolegnani

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    1. Forse ti ho letto su blog ciclistici? Via Patatofriendly?
      Non sono mai più scesa dalla bici dopo tempesta! Lei è ancora in forma a casa di mio padre, un giorno forse ci ricongiunheremo (io e il suo telaio di ghisa :D )

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  6. sono andato a guardare la "tempesta": è sempre emozionante la bici alla partenza, la guardi, la fotografi, è più carica di sogni che di bagagli.
    ho girato mezza europa in bici ma ancora mi emoziona la partenza, anche solo per un giro attorno a casa :-)
    ciao,
    massimolegnani

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Io lo so cosa stai pensando.
Lo scrivo, non lo scrivo, quasi quasi lo scrivo. Ma no dai...
E' lo stesso che penso anche io quasi ogni volta.
Ma tu prova, prova a lasciare una traccia.
Non sarà invano.

Prova pro-pro-prova