24 December 2007

Depressione natalizia




Io odio il natale, si sapeva già. Ad aggravare la situazione di quest'anno è che quei trentanni li ho compiuti.
Passare lunghe, interminabili, ore ai fornelli (come sto facendo) aiuterebbe pure il morale... Non fosse che i fornelli li devo dividere con uno che è più nevrastenico di me. Che dico? Il mio maestro di nevrastenia, il motivo fatto uomo del perchè io sono nata e cresciuta nevrastenica. Lo ero già nella pancia, dicono. E te credo. Sfido chiunque.
Io vorrei solo farmi gli spezzatini con patate miei. C'avete mica dei fornelli liberi che posso prendere in prestito? Possibilmente fuori milano! I cucinotti milanesi sono incompatibili con ogni tentativo di sopravvivenza al natale... per non parlare poi della nebbia.

Ora vado a farmi un sudoku... sono arrugginita (e nostalgica)

13 December 2007

Need your help


In occasione della nostra imminente venuta*, cogliamo la presente per lanciare la campagna piu' attesa dell'anno...




Invita anche tu a cena Squa e 1001miglia, che tornano in patria, si vabbe' per la famiglia, per gli amici, ma soprattutto perche' in crisi da astinenza da pasta asciutta, mozzarella, prosciutto crudo, pizza della pizzerria, il pane, il pesto genovese, le lasagne, le polpettine di melenzane, il lardo di colonnata, il parmigiano come se nevicasse, l'asiago, la burrata, il salame di vazrzi e non, il vinello quello bono, la sambuca e la grappa perche' no, il nocinoooo in tema alcolici... il panettone...

e tra poco perdono la navetta per l'aereoporto


*e un po' stufi di subire in silenzio i cartelloni esibiti di fronte alla chiesa(!) dove passiamo in bici quando il clima lo consente









IO ODIO BIANCANEVE


Dopo una settimana e piu' di supplizio... prima alle prese con l'homework numero 5 e poi subito dopo, neppure s'era consegnato il numero 5, gia' avevamo in mano l'esame finale (che veniva dopo non uno, non due, ma tre esami intermedii)... che' poi non so che ne sarebbe stato della mia salute psicofisica se l'esame fosse stato "vero" invece di prendi e porta a casa (take-home). Io e' una settimana (nonche' la nona volta) che mi siedo davanti allo schermo come se fosse un piatto infinito di fegato con cipolle (bleachhhh) ed invece di vomitare, sospiro a piu' non posso. Non mi si sopporta piu'.
Ora ce l'ho qui stampato, 7 facciate con interlinea 1,5. No, non sono fiera, ne' mi sento piu' leggera, perche' non lo ho ancora riletto. Comunque ho deciso che intanto mi sfogo, che' non si puo' dare un esame con titolo tipo perche' la terra e' importante ? E' criminale. Quindi mo' tiro un urlo e poi condivido con voi l'incipit dell'esame... non posso tenere per me questo tripudio di luoghi comuni e sbrodolamenti in latino e greco pure. Ridete, accomodatevi, che' poi lo so che mi vergogno e lo cancello.
Intanto, si sappia che:

IO ODIO BIANCANEVE



The word soil, from Latin solum, embraces multiple and dense concepts. Soil is directly related to life and survival but can also assume metaphysical significances related to culture, emotion and history. People migrated in the ancient past seeking for good soils, along with better weather conditions. In the History human kinds have fought to conquer rich soils. Still today soil is one of the most important resources of a country, being the origin of life and the site where substrates for life are grown.
Soil microbiology finds its object of studies in the soil intended as pedologic system (pedosphere). However it is interesting to notice that soil microbiology participates, although in an often invisible manner and at a microscopic level, to build the same characteristics that are appreciated at emotional, cultural and social levels. The landscape, the type of vegetation, the presence of resources in a soil intended as plant productivity or availability of precious materials (metals, minerals, crude oils) are all dramatically related to microbial activity in a soil. The pedosphere, from the Greek πεδον (.pedon: soil), was defined by Mattson in 1938 as the domain on the earth interacting with the atmosphere, hydrosphere, biosphere and lithosphere.

10 December 2007

Istantanea: mari monti e cristalli


Si e' decisamente di gusto marino qui... pero' anche la neve ci piace, ci piace assai. Soprattutto se fuori ci sono piu' di dieci gradi sotto zero e le strade restano bianchissime anche al passaggio di mille macchine. E si sbicicletta su cinque-sette centimetri di soffice e bianca, farinacea neve, con i freni ed il cambio ghiacciati, i pomelli rosso melograno, all'improvviso un caldo tropicale dietro il collo, troppi strati di sciarpa a strisce azzurro-celeste. Si cerca diligentemente di non slittare via, si sorride parecchio, anche. E servirebbe un idraulico, che' il moccio comincia a colare copioso (che schiiiifo, m'è scappato...) e poi passa a fianco lo spazzaneve e scompaio in un'onda gelata.


Fuori dalla finestra, domenica mattina:




La passeggiata
sottotitolo: quasi come in Lapponia





Avrei ricevuto in dono una macchina-fotografica-digitale-ultima-generazione, in quel di nuova york! Il dono era di celebrazione del primo anno di liberazione dal-La Schiavitu', 22 novembre. La prima volta negli ultimi venti anni che pretendo un regalo, credo. Me lo sono meritato. In quel di (S)Brooklyn and Manhattan, si son fatte circa 300 foto, assatanate. Avrei, poi, creato un account flickr, ma non s'e' trovato il tempo di fare una degna selezione.
Intanto si accumula un archivio fotografico di Squa dormiente... non faccio altro che dormire!
In programma anche un archivio fotografico di cristalli di neve. Chissa' se anche noi riusciremo ad avvistarne due gemelli... La foto, per amor di precisione, non e' mia, ma di 1001miglia.
Stay warm!

Il primo cristallo



01 December 2007

Zazie sulla Torre Eiffel


- Dite-moi, demanda Zazie sans bouger, pourquoi que vous êtes pas marié?
- C'est la vie.
- Pourquoi que vous vous mariez pas?
- J'ai trouvéé personne qui me plaise.
Zazie siffle d'admiration
- Vzêtes rien snob, qu'elle dit.
- C'est comme ça. Mais dis-moi toi quand tu seras grande, tu crois qu'il y aura tellement d'hommes que tu voudrais épouser?
- Minute, dit Zazie, de quoi qu'on cause? D'hommes ou de femmes?
- S'agit de femmes pour moi, et de hommes pour toi.
- C'est pas comparable, dit Zazie.
- T'as pas tort.
- Vzêtes marant vous, dit Zazie. Vous savez jamais trop ce que vous pensez. Ça doit être épuisant. C'est pour çà que vous prenez si souvent l'air sérieux?
Charles daigne sourire.
- Et moi, dit Zazie, je vous plairais?
- T'es que une môme.
- Ya de filles que se marient à quinze ans, à quatorze même. Y a des hommes qu'aiment ça.
- Alors? Moi? je te plairais?
- Bien sur que non, répondit Zazie avec simplicité
Après avoir dégusté cette vérité première, Charles reprit la parole en ces termes:
- Tu as de drôles d'idées, tu sais, pour ton âge.
- Ça c'est vrai, je me demande même où je vais les chercher.
- C'est pas moi qui pourrais te le dire.
- Pourquoi qu'on dit des choses et pas d'autre?
- Si on disait pas ce qu'on a à dire, on se ferait pas comprendre .
- Et vous, vous dites toujours ce que vous avez à dire pour vous faire comprendre?
- (geste)
- Mais répondez moi donc!
- Tu me fatigues les méninges. C'est pas des questions tous ça.
- Si, c'est des questions. Seulement c'est des questions auxquelles vous savez pas répondre.
- Je crois que je ne suis pas encore prêt à me marier, dit Charles pensivement.
- Oh! vous savez, dit Zazie, toutes les femmes posent pas des questions comme moi.
- Toutes les femmes, voyez-vous ça, toutes les femmes. Mais tu n'es qu'une mouflette.
- Oh! pardon, je suis formée.
- Ça va. Pas d'indécences.
- Ça n'a rien d'indécent. C'est la vie.
- Elle est propre, la vie.
Il se tirait sur la moustache en biglant, morose, de nouveau le Sacré-Cœur.
- La vie, dit Zazie, vous devez la connaître. Parait que dans votre métier on en voit de drôles.
- Où t'as été chercher ça?
- Je l'ai lu dans le Sanctimontronais du dimanche, un canard à la page même pour la province où ya des amours célèbres, l'astrologie et tout, eh bien on disait que les chauffeurs de taxi izan voyaient sous tous les aspects et dans tous les genres, de la sessualité. A commencer par les clientes qui veulent payer en nature. Ça vous est arrivé souvent?
- Oh! ça va ça va.
- C'est tout ce que vous savez dire: «Ça va ça va». Vous devez être un refoulé.
- Ce qu'elle est emmerdante.
- Allez, râlez pas, racontez-moi plutôt vos complexes.
- Qu'est-ce qu'il faut pas entendre.
- Les femmes ça vous fait peur, hein?
- Moi je redescends. Parce que j'ai le vertige. Pas devant ça (geste). Mais devant une mouflette comme toi.

Raymond Queneau, Zazie dans le métro.


Omaggio alla Zazie in Nuova Zelanda. Che voglio ringraziare.
Letto in due fiati tra aereo per e da New York e ultimo, lungo, tratto in metropolitana per l'aereoporto. (Sor)riso molto.

30 November 2007

Succedeva in Novembre


Un post sfracellap@lle

Succedeva domenica 11 di Novembre
era domenica appunto, e tutta la settimana che la precedeva era stata durissima, alle otto postmeridiane ero pronta per il letto. Pero'... ormani da due mesi mi tormentavo al pensiero del rinnovo del visto scaduto che mi tocchera' affrontare a natale. Solo il pensiero della trafila affrontata l'anno scorso mi metteva quella stessa stanchezza atavica addosso. Minacciose raccomandazioni lette sul sito dei consolati-americani-riuniti mi perseguitavano nel sonno*. Finalmente mi ero messa di buzzo buono ed avevo compilato il modulo on-line, ripassato la trafila burocratica che m'aspettava e via dicendo. Passo successivo chiamare il numero a pagamento dall'estero (quindici euri sonanti)** per fissare l'appuntamento al consolato di Milano. Mi guidava la paura di essere in ritardo. Poco piu' di un mese di anticipo, speriamo bene! dicevo. Cosi', lanciata com'ero, mi misi d'impegno ed aspettai sonnolenta che fossero le 8.30 antimeridiane in Italia (nonche' 00.30 orario locale). Impresa ardua fu. E quindi alle 8.30 in punto ora italiana:

For English please press one
Per Italiano per favore premere il numero due

Due

Grazie per aver chiamato il servizio informazione del visto dell'ambasciata di Roma e dei consolati di Firenze, Milano e Napoli
Per ottenere informazioni oppure per fissare un appuntamento lei deve essere in possesso di una carta di credito visa oppure master card. Quindici euro saranno addebitati sulla vostra carta di credito per il servizio prima di richiedere informazioni
Un pagamento e' valido per l'informazione e la prenotazione di uno fino a quattro appuntamenti
Per prendere un appuntamento lei deve avere in mano il suo barcode

Questo servizio vi e' offerto da Telequest Defacto callcenter
[Il vocabolo offerto non e' un francesismo, non e' proprio regalato insomma]

Se lei chiama riguardo un visto di non immigrazione, premi uno
Se lei ha ricevuto una lettera che vattelappesca... premi due
[giuro, testuale]

Uno [Sob]

'ngiorno Visa o Master Card ?

Visa...
buongiorno


dica

quattro quattro cinque cinque ...

ultimi tre numeri

x y z

scadenza della carta

...

Dica pure signora come posso aiutarla?

Dunque, mi trovo negli usa adesso ma il mio visto e' scaduto, torno in Italia per natale ed avrei bisogno di un appuntamento in dicembre per rinnovare il visto

Ah no signora, mi dispiace non abbiamo ancora aperto il calendario per gli appuntamenti di dicembre

come non avete ancor aperto il calendario per gli appuntamenti di dicembre...? e quando lo aprite?

il 26 novembre

come il 26 novembre?

si, il 26 novembre

ma come... questo sul sito non c'e' scritto, sul sito c'e' scritto tutto ma questo non c'e' scritto. Anzi sul sito c'e' scritto tutt'altro: cioe' di chiamare con largo anticipo etc etc [*,**]

eh mi dispiace deve richiamare

come devo richiamare? ma voi ora me li ridate i quindici euri che m'avete fatto chiamare e sul sito non c'era scritto che non avreste attivato il calendario di dicembre fino al 26 di novembre? [oh che data precisa-precisa]?

ah no mi dispiace signora ormai ha pagato

ma come ormai ho pagato...? [pure quando compri una gonna se c'e' qualcosa che non va ti ridanno i soldi e te li riaddebitano pure sulla carta di credito]
Ma lei capisce che mi tocca richiamare e quindi saranno 30 euri spesi per parlare due minuti con lei? Non le sembra un po' troppo?


signora, faccia chiamare da qualcuno in Italia [che costa solo 1,50 euri al minuto piu' iva]

ma come faccia richiamare da qualcuno in Italia? Non mi sembra molto giusto: sono stata malinformata

signora, non dipende da noi, si lamenti col consolato

ma come si lamenti col consolato? Lei sa benissimo che non c'e' modo di parlare direttamente col consolato, altrimenti non stavo qui a parlare con lei***

signora, le ripeto faccia richiamare da qualcuno in Italia il 26 novembre

[alla seconda ripetizione di questo suggerimento la fantozzite mi passa e mi incazzo seriamente] Ma senta non si permetta... e se non avessi nessuno a cui chiedere questo favore? Ma voi che ci state a fare la'? Solo a prendervi 15 euri per dare informazioni diverse da quelle che ci sono sul sito?

[poi finisce a schifio, che risparmio]



Succedeva poco dopo
Appena finita questa telefonata, inquieta ed insoddisfatta di un 26 di novembre sentenziato dal primo pinco pallo del telequest de facto callcenter, comincio a contorcermi al pensiero dell'assurdita', ingiustizia, malafede? della situazione. Il sonno e' passato completamente.
Chiamo un'altra volta e dopo il fatidico:


visa o master card?

no, senta, ho appena chiamato e pagato 15 euri per aver un'informazione diversa da quella riportata sul sito, vorrei solo una conferma su quando aprira' il calendario per gli appuntamenti di dicembre [tutto d'un fiato, che' mi sentivo clandestina]

no, signora, mi dispiace deve pagare per avere questa informazione

senta, voglio parlare con un responsabile
[tsze, illusa]

etc etc

etc etc



Sono ormai in preda alle convulsioni. Appena si calmano un minimo faccio un altro tentativo. Mi risponde il primo con cui avevo parlato. Risparmiamo i dettagli.




Succedeva lunedi' 12 di Novembre
La mattina dopo, 8.30 ore coloradense, disturbo -mio malgrado- via chercheur lo pseudo suocero che si offre di telefonare per la modica cifra di 1,5 euri al minuto + IVA. Ci richiama nel giro di dieci minuti e ci comunica che l'addetto al callcenter a lui ha detto che le prenotazioni si apriranno nell'ultima settimana di novembre: 28-30, circa, dicono.



Succedeva intorno al 19 di Novembre
Dopo circa una settimana, mentre io mi produco in e-mail bilingue con tanto di URGENTE in oggetto [vedi ***] oppure COMPLAIN e non ricevo neanche uno straccio di mail copia/incollata, lo pseudo-suocero richiama il callcenter. La data di "apertura del calendario" torna ad essere il 26 novembre. Io il 26 novembre saro' in quel di New York.



Succedeva il 26 di Novembre
Alle 9.30am ora newyorkina, 15.30 oraItaliana del 26 novembre sto esitando, carta di credito alla mano, se rompere ancora l'anima allo pseudo-suocero oppure fidarmi del 2 su 3 sul 26 novembre. Alla fine chiamo

(... bla bla bla ...)

'ngiorno Visa o Master Card ?

visa

numeretti

signora, non funziona

[io quel signora l'ho gia' sentito]
strano
[vengo provvista di altra carta di credito dal chercheur]
provi questa
numeretti


non funziona, signora

ma non e' possibile, riproviamo...

signora e' meglio se ci richiama
richiamaci signora



Arrichiamo

(... bla bla bla ...)
'ngiorno Visa o Master Card ?
visa
numeretti
Come posso aiutarla, signora?

[ma che, quello non ci voleva parlare con me?]
Ho bisogno di un appuntamento in dicembre per rinnovare il visto

dove?

a Milano

no signora, mi dispiace non abbiamo ancora aperto il calendario per gli appuntamenti di dicembre a Milano

ma come? e' la seconda volta che chiamo senza contare le svariate altre che qualcuno ha chiamato per me dall'Italia...?

se vuole puo' prendere appuntamento a Roma, oppure c'e' un posto libero a Milano il 29 di Novembre

io non voglio andare a Roma, voglio andare a Milano. Quando si aprebbe adesso il calendario per Milano?

il 29 di Novembre

[comincia ad attraversarmi il dubbio che sto prendendo la situazione con un qual certo snobbismo e che le cose, in fondo, funzionano cosi' e che non e' che posso mettermi a criticare come funzionano l'ambasciata di Roma e i consolati di Firenze, Milano e Napoli. Io pero' ora sto parlando con Telequest Defacto callcenter, che offre questo splendido servizio...]

Senta non mi sembra molto serio, mi sorge il dubbio che stiate fregando soldi alla gente, ma perche' non lo fate scrivere sul sito quando si aprono le disponibilita'?

signora, funziona cosi', se vuole lamentarsi deve contattare il consolato

[arridaglie***]
ma come si lamenti col consolato? Lei sapra' benissimo che il consolato non risponde, altrimenti non pagava voi
[che pero' mi sa che vi pagate largamente da soli]
Li ho gia' tempestati di mail

signora, questo e' il sistema...

bhe mi scusi eh, pero' l'unico collegamento tra me e il sistema e' lei...
e lei si dovrebbe vergognare perche' sta lavorando per un sistema che frega i soldi alla gente...

[la tizia non ha pazienza di ascoltare le mie lamentele, neppure per quindici euri forfettari e dopo qualche breve altro scambio, giunge il click: mi riatacca il telefono in faccia. Forse ho anche esagerato...]



Succedeva la veglia del 29 Novembre
L'alternativa era tra il fidarsi del 29 novembre oppure rompere di nuovo l'anima a qualcuno. Ci provo con mio fratello che pero' via mail non capisce bene, mi dice chiamami e spiegami e vattelapesca. Mi propongo di chiamarlo l'indomani mattina.



Succedeva il 29 Novembre
Ore 7.30 antimeridiane ora coloradense, 15.30 ora italiana. Sto per chiamare mio fratello, quando una mail dello pseudo-suocero -ormai un eroe- annuncia:
Ho parlato con un certo Vincenzo, dice che hanno cominciato a prendere appuntamenti su Milano il 28 novembre e ci sono posti liberi a partire dal 21 dicembre.
A parte che sono perplessa, si capira'. Poi il 21 e' un venerdi', la mia prima data utile e' lunedi' 17, vale a dire perderei tutta la loro settimana lavorativa prenatalizia. Mi resta solo da sperare che avranno voglia di lavorare dopo natale. Ma poi io mica lo so quanto ci mettono a rilasciare 'sto visto, da qualche parte sul loro sito avevo letto dieci giorni lavorativi. In realta' l'anno scorso avevano fatto in un lampo. Io pero' non sto tranquilla. Chiamo:


...bla bla bla...
Se lei chiama riguardo un visto di non immigrazione, premi uno
Se lei ha ricevuto una lettera che vattelappesca... premi due

Due
'ngiorno Visa o Master Card ?
numeretti
Dica pure signora come posso aiutarla?
ho bisogno di un appuntamento in dicembre per rinnovare il visto, mi trovo negli usa adesso, torno in Italia per natale, la mia prima data utile e' il 17 di dicembre
[un po' cantilenante, ormai]

il barcode ce l'ha?

[emozione]
zi zi

il DS-2019?

certo

sevis?

gia' pagato

le va bene lunedi 17 dicembre alle 8.30??

certo

si ricordi di portare la ricevuta del versamento di ottantacinque euro alla BNL

ah gia'

...


Succedera' in Dicembre...
E mo' devo rompere l'anima a qulacuno per il versamento alla BNL, non faccio in tempo a farlo.
Vabbe' direi che il peggio e' passato...





*
In order to avoid travel delays and disappointment, the U.S. Embassy in Rome and the U.S. Consulates General in Milan, Florence, and Naples strongly encourage nationals and residents of Italy to apply early for their visas.

Appointments are required for visa interviews, and the wait for an available time can be substantial.


Since no assurances regarding the issuance of visas can be given in advance, final travel plans or the purchase of non-refundable tickets should not be made



**
The Visa Information Line at 899-34-34-32 maintains the appointment calendar, and can give you an idea of appointment backlogs at any given time. Cancellations are possible, so you can also check back to see if an earlier time has come available.



***
Sul sito dellambasciata/consolati non c'e' nessun altro numero di telefono al di fuori di quello del callcenter. L'ultima volta che avevo tentato di contattarli per mail -prima di questa telefonata- avevo ricevuto la seguente risposta copia/incollata:

Gentile Signora/Signore
Dato l'elevato numero di richieste, siamo in grado di rispondere direttamente solo in caso di emergenza.
Pertanto, Le risponderemo solo ed esclusivamente se la Sua richiesta si riferisce a un viaggio negli Stati Uniti per uno dei seguenti motivi:

· decesso di un parente prossimo negli Stati Uniti;
· cure mediche;
· necessitá di comparire davanti a un tribunale Americano;
· viaggio d'affari urgente, la cui interruzione potrebbe causare un ingente danno economico.

Se desidera prenotare un appuntamento per presentare domanda di visto, DEVE chiamare il Servizio informazioni sui visti, al numero a pagamento 899 34 34 32 (+39 02 3032 9656 se chiama dall'estero).

Se desidera richiedere informazioni sui tipi di passaporti italiani che permettono l'ingresso ngli USA senza visto, le procedure di richiesta del visto, la documentazione da presentare, oppure sui diversi tipi di visto, La invitiamo a consultare il nostro sito http://italy.usembassy.gov/visa/default-it.asp oppure a contattare il Servizio informazioni sui visti, al numero a pagamento 899 34 34 32 (+39 02 3032 9656 se chiama dall'estero).

Cordiali saluti.

Ufficio Visti
Consolato Generale degli Stati Uniti D'America
Milano, Italia
La domanda che sorge spontanea e': come fanno a sapere se una mail e' urgente o meno se non la leggono? Forse la leggono e rispondono col copia/incolla? Bho!




22 November 2007

Neve permettendo*


Da qualche giorno mi alzo la mattina e canticchio

Papparapapa'
papparapapa'
pa-ppa-ra-para-para-pa'
papa papa
papparapa'-pa'-pa'
papparapa'-pa-pa



Adesso finalmente ci siamo...
E siccome di voce canto malissimo, ma per iscritto temo peggio...
Volendo essere piu' espliciti:

Start spreading the news, I m leaving today (...)
I want to wake up in a city, that never sleeps



*neve permettendo, perche' stamane ci si e' svegliati "sotto" 4 inches di neve, si e' dovuto spalare simbolicamente la bici.
Non ci si credera' ma noi lunedi' a mezzogiorno pranzavamo fuori dal theplaceIwanttobe in maniche di camicia, invece stasera c'erano meno-Undici-gradi-Celsius. Il Colorado e' piu' volubile di me. Fantastico.
Pero' speriamo che stanotte dia tregua che' domani s'ha un aereo da prendere.

Felice Thanksgiving a-t-tutti!

11 November 2007

E trovarlo familiare



Ieri leggevo un post della succulenta Comida de Mama, che parlava di zucche con cranberries e salvia* (ma davvero in italiano si chiamano ossicocchi??)...

A parte avere una nuova idea per cucinare la quarta e ultima zucca organica, salvata dal carving e raccolta con le nostre manine, nel campo di zucche (che spettacolo un campo di zucche!!) della farm dell'università' che ci ha sfamati per tutta l'estate. [Qui in USA li chiamano CSA, in Francia li chiamavano AMAP. Benedetti siano. Non vedo l'ora di partecipare ad uno italiano verace. Li chiamano GAS, in Italia, chissà' che cose buone.]

Sono rimasta abbastanza scioccata nel guardare le scatole di sale che ha fotografato di sfondo al piatto... e trovarle familiari. Ho in dispensa ambedue le scatole. Tra l'altro quella della bimbetta tutta gialla, bisogna che me la porti in patria quando torno. Mi piace tanto.

M'ha fatto paura questo effetto.
Comincia ad essere un po'...


* e ringrazio di avermi prestato la foto !

Invidia del Piccolo Ranger


Balcony House, Mesa Verde National Park, CO.


Un post catartico.

Un bamboccio di cinque o sei anni se ne stava con i suoi genitori, poco distante da noi, nel parcheggio di Balcony House, al Mesa Verde National Park. Aspettavamo tutti il ranger che ci accompagnasse per la visita guidata. Non ricordo se fu la mamma o il bimbo stesso ad approcciare il ranger al suo arrivo, sarebbe stato un dettaglio interessante. Però ricordo esattamente lo sguardo dritto, diagonale, del bamboccio, occhi fissi in quelli del ranger. Non quello sguardo dove sono gli occhi che si muovono in alto a cercare gli occhi dell'adulto (o del superiore), ma quello dove è tutta la testa ad inclinarsi fiera e sicura. Quello sguardo che a casa mia (quella di oggi) si definisce a 270 gradi. Facile riconoscerlo in un adulto: presente quando uno, indipendentemente dalla sua altezza relativamente alla tua, inclina la testa in alto e poi fa sì che siano gli occhi ad andare su una diagonale, dall'alto al basso? Interessante notarlo in un bambino.
Il bamboccio stava partecipando al programma di Junior Ranger organizzato nel parco ed aveva alcune importanti domande da fare al Ranger. Lo guardavo, con quello sguardo benevolo da persona adulta, mi ascoltavo dentro pensare guarda che carino, ma poi in fondo, proprio in fondo, si però adesso fatti da parte e passiamo a cose serie. La scena invece sembrava interminabile, la Rangeressa rispondeva al marmocchio, poi lo ascoltava di nuovo ed annuiva, rilassata, non che si chinasse a parlargli come si fa quando si ha a che fare con una cosa piccola. La mamma intanto se ne stava in disparte, assistendo alla scena.
Realizzavo che mi si stava rivelando il segreto di tutti gli sguardi fieri, oh quanti, che avevo visto nei mesi di permanenza in terra yankee. Pensai che quel momento era un piccolo pezzettino essenziale per l'uomo che quel marmocchio sarebbe stato domani. L'immagine mi perseguita da allora.

Quale bambino non vorrebbe essere un junior ranger?
Eppure torno indietro nella memoria e non mi vedo mai piccola ranger. Piuttosto vedo mio padre con quello sguardo benevolo guardare me, piccola cosa, e farmi vergognare della speranza di poter sperimentare in grande la mia piccolezza. Non ricordo neppure di me osare desiderare di essere un piccolo ranger. Si guardavano gli altri bimbi fare i piccoli adulti, noi nell'angolo, con lo sguardo benevolo, di chi la sa lunga e non indulge in sciocchezze fatte per ingenui marmocchi che giocano ai grandi.
Ho imparato tante altre cose in casa mia (quella di ieri), ma non ad osare, ad uscire fuori dall'angolino, col coraggio di essere parte attiva e sicura del quadretto.

E' una nazione che viaggia a 270 gradi questa qui. Chi abbassa la testa è fottuto. Sto lottando per trarre da questo continuo stato di allerta, quel che può insegnarmi ad essere una persona più in pace con se stessa, soprattutto nell'interazione con L'Altro. Sto lottando -anche- contro l'arroganza che va spesso di pari passo con la sicurezza di sé. Ho a che fare tutti i giorni con Junior Ranger solo un attimo più cresciuti che si prendono per grandi scienziati e per grandi uomini di giustizia. E mi rendo conto della contraddizione: educata al tacito monito chi ti credi di essere?, non tollero la presunzione arrogante (e volgare), soprattutto in chi è più giovane di me. Eppure invidio, tardiva, i junior rangers. Ci sia il rischio che io rovesci quella specie di sopruso che avverto di aver subito e lo perpetui? Me lo domando seriamente.
Quanto ai piccoli ranger cresciuti, non li guardo benevola. Tutt'altro. Inorridisco quando si permettono di sparare a zero o di criticare senza alcun rispetto il lavoro degli altri, perché loro sono meglio, sempre e comunque. Ma anche, solo, rabbrividisco, quando parlano (con te o con un altro studente, fa uguale) e si stravaccano, sbam, i piedi dritti sul tavolo. Come non lo sopporto.
Immagino che inizialmente mi si è etichettato come quella debole, forse ancora adesso. Ma credo, spero, che nel tempo stia riuscendo a costruire la mia rispettabilità. Quando i marmocchi cresciuti si mettono in cattedra, sono io quella che gliela fa saltare da sotto i piedi. Per lo meno questa è la missione che mi sono data. Con mia somma meraviglia, e per ben due volte, ho messo al suo posto la masterizzanda-che-non-si-vuole-masterizzare, che stava iterando nel suo tono di profondissima arroganza e questa m'è scoppiata a piangere. Il salto dall'arroganza più completa alle lacrime disperate m'ha talmente spiazzata che quasi le dicevo che mi dispiaceva. Per la prima volta in vita mia ho sentito il brivido dell'educatore (o del professionista?) ed ho resistito al pronunciare qualsiasi parola di consolazione. Zero doppi vincoli, che ti fanno male. Io sono un tuo collaboratore, sto lavorando con te e tu non ti devi permettere di fare l'arrogante aggratis con me. Punto. Non so bene chi delle due stavo cercando di educare. Entrambe, suppongo.

Ma ho perso la messa a fuoco. Si parlava di americani, tra educazione e cultura...


Continua. Forse...

10 November 2007

Forse non tutti sanno che


...si dice suspense e non suspance (ahime', suspance mi piaceva di piu').
Lo stesso vale in italiano, anche se il discorso della voce di wikipedia sulla diversa pronuncia non mi torna mica.

E siccome, si diceva poc'anzi, la vita quotidiana si sta di nuovo pepando di sensazioni suspensistiche, qui non si riusciva a tacere la scoperta di aver sbagliato a scriverlo per anni ed anni.
Ovviamente si e' anche aggiornato la categoria, pero' si e' lasciato anche suspance, a futuro monito e memoria.

(Sottotitolo: ogni scusa e' buona per creare una nuova etichetta)
[Quanto ci piacciono gli archivi!]

01 November 2007

Post-Halloween


Perche' poi voglio tornare qui e ricordarmi della sbiciclettata di ritorno dal lavoro nella "notte" (tardo pomeriggio) di Halloween. Io, playmobil piu' "consapevole", in un plastico un po' piu' illuminato del solito dopo il calar del sole. Le luci venivano dalle case, infestate da fantasmi, grida lugubri, zucche luccicanti. Orde di bambocci per le strade, sempre buie, ma un po' meno, lo ripeto. Nell'aria c'era odore di neve. Sulle colline al confine della citta', sotto il lago, sopra il laboratorio, la neve c'era gia', trionfale. Aria pungente.

Mi son svegliata alle cinqu'e'trenta -che impressione- stamane, pensando che nei prossimi giorni dovro' "sacrificare" il lavoro a cui mi son dedicata negli ultimi due mesi (appena). Smontare tutto, recuperare i simpatici batteri, irrorarli di spesso, mieloso, glicerolo, che gli faccia da piumone in quella ghiaccia atmosfera di menottanata celsius. Non amano l'ossigeno che respiriamo, sono chiusi in bottiglie ermetiche, devo capire come tirarli fuori di la'... io li ho maledetti per gli ultimi due mesi, ma ora che m'han detto di metterli a nanna, un po' mi sento persa, vuota, senza le grane che m'han dato, un po' non voglio fargli male... essere delicatissima, cantargli la ninna nanna prima di ibernarli.

Tra l'altro, le due mucche superstiti sono tornate al loro posto, sull'ultimo miglio.

27 October 2007

Rocce contro Calzini Rossi


Babe Ruth

I Colorado Rockies sono una squadra di baseball di Denver e giocano nella Major League (la serie A). Si sono formati nel 1993 e fino a quest'anno non avevano mai vinto niente.
[Excursus. Nel baseball americano, a concorrere al titolo di campioni baseballistici supremi (World Series) sono due gruppi distinti di squadre, in pratica due campionati paralleli: la National League e l'American League. Entrambe le league sono formate da 3 gruppi geografici: East, Central and West. Alla fine della regolare stagione, quattro squadre di ciascuna delle due league (le tre migliori squadre delle divisioni, più' la migliore seconda (detta Wild Card) passano alla postseason, dando vita ai quarti di finali, la seminale, finché' in pratica la finalissima della World Series e' disputata dalle squadre vincitrici dei due campionati separati.]

Le Rocce, sono stati quest'anno la seconda migliore squadra (Wild Card) delle tre divisioni della National League e, dopo mille peripezie lungo la post season, hanno battuto gli Arizona Diamondbacks [nome che -scopro appena adesso- non ha nulla a che vedere con diamantucci, ma si riferisce ad un tipo di serpente: Crotalus atrox, cheppaura] aggiudicandosi per la prima volta un posto nella finalissima.
La finale della World series sta avendo luogo in questi giorni -al meglio di 7 partite: la squadra vincitrice dovra' vincere 4 partite- contro i Boston Rex Sox (che hanno battuto nella semifinale dell'American League i Cleaveland Indians).


E' una finale decisamente interessante, questa, densa di folklore e ammericanita', simbolo dello scontro tra East e West: i Bostoniani sono i fichetti del Nuovo(issimo) Mondo, le Rocce sono i cowboys, che il Nuovo Mondo se lo sono fatto da se', tra le aride e sterminate vallate, ai piedi delle immense e temibili Montagne Rocciose. I Bostoniani sono i coloni, le Rocce i pionieri, fondati da neppure un ventennio, sbarbatelli senza passato: non sono (ancora?) nessuno. Gli altri hanno centosei anni di storia, hanno vinto la World Series Championship sette volte, una volta nel 1903, quattro volte tra il 1912 ed in 1918 e la settima ed ultima volta nel 2004, quando hanno chiuso le pagine di un incubo leggendario durato 86 anni.
Vuole infatti la leggenda che il motivo per cui i Calzini Rossi non abbiano mai piu' vinto un titolo della World Series dal 1918 fino al 2004 (86 anni appunto) abbia a che fare con un certo Babe Ruth, che giocava nei Calzini Rossi nella loro epoca d'oro - ed e' oggi ritenuto il piu' grande giocatore di baseball di tutti i tempi. Dopo che i Calzini Rossi vinsero il titolo nel 1918, Ruth fu venduto ai New York Yankees e si dice che i proventi della sua vendita furono usati per finanziare un musical a Broadway. Da quel momento gli Yankees divennero la squadra piu' forte e temuta della Major League, mentre i Calzini Rossi non vinsero piu' un solo titolo. La storica e derbistica rivalita' tra le due squadre divenne odio.
Che la responsabilita' delle continue sconfitte dei Boston Red Sox fossero superstiziosamente correlate a quella infausta vendita, era tristemente noto ad ogni tifoso, ma la leggenda venne formalmente definita a meta' degli anni 80, quando un giornalista la chiamo' la maledizione del Bambino (The Curse of the Bambino). Da allora molti sono stati i tentativi per spezzare la maledizione, tra cui una spedizione sull'Everest per piazzare sulla vetta un cappello dei Red Sox e bruciarne uno degli Yankees, oppure quella per cercare un pianoforte che Ruth avrebbe gettato in uno stagno vicino a casa sua (Home Plate Farm, a Sudbury, Massachusetts), nell'intento di mostrare la sua forza possente. Per non tacere delle piazzate televisive, in una delle quali un esorcista professionista, tale Father Guido Sarducci- prego guardare la foto-, fu ingaggiato per purificare Fenway Park (lo stadio dei Red Sox).

Finche' il 31 Agosto del 2004, i Red Sox stavano giocando contro gli Anaheim Angels, la luna era -dicono- piena (in realta' lo era quasi, Manny Ramirez (uno che sembra il cantante di un gruppo reggae) batte un fuori campo, la palla schizza al settore 9, box 85, fila AA del Fenway Park di Boston, colpisce in faccia un ragazzo di 16 anni, Lee Gavin, gli stacca due denti in un bagno di sangue. Quella stessa sera mentre i Calzini Rossi battono gli Anaheim Angels per 10 a 7, gli Yankees perdono 22 a 0 contro gli Indiani di Cleaveland. Si viene a sapere che quel ragazzino, Lee Gavin, non e' uno qualunque, vive nientepopo'dimenoche' a Home Plate Farm, Sudbury, Massachusetts, nella stessa medesima casa del leggendario Babe, dove mostrava la sua forza fisica lanciando pianoforti negli stagni. Boston e' in furore, la maledizione potrebbe essere stata spezzata, troppe le coincidenze confluenti (!?).
A breve la stagione finisce, portando i Boston Red Sox in postseason come Wild Card (migliore seconda squadra dell'American League). I New York Yankees vincono contro i Minnesota Twins e i Calzini Rossi -di nuovo- contro gli Anaheim Angels. Le due rivali storiche si incontrano quindi per la semifinale (nonche' finale dell'American League, che -lo ricordo- determinera' la squadra che dovra' affrontantare la vincente della National League nella finale della World Series... lo so e' complicato).
Il confronto e' al meglio delle 7 partite, gli Yankees vincono la prima, la seconda, la terza. Il 17 ottobre 2004 e' il quarto incontro, se gli Yankees vincono passeranno in finale e la maledizione continuera'. Al terzo inning gli Yankees fanno due punti (runs). Al quinto i Boston li superano facendone 3, al sesto gli Yankee ne fanno altri 2 (4-3). Bisogna aspettare il nono prima che i Red Sox pareggino (4-4). Si deve andare oltre i 10 innings regolamentari per decretare un vincitore. Ed e' al dodicesimo che finalmente i Red Sox corrono altri due home run mettendo fine alla partita.
I Red Sox vinceranno poi il titolo di World Series, contro i St. Louis Cardinals, in sole 4 partite, quello che in gergo viene chiamato sweep (un po' come il cappotto a briscola). La partita finale viene giocata il 27 ottobre 2004, durante un'eclissi di luna (questa volta, sembra vero. Boston, a questo punto, deve essere stata in delirio.

Tornando ai giorni d'oggi, la finale della World Series e' nel suo pieno corso. I Calzini Rossi hanno vinto le prime due partite in casa loro, la prima con un umiliante 13-1, la seconda 2-1. Per le Rocce si mette male, anche se la speranza non e' ancora sopita, dato che hanno a disposizione le prossime tre partite da giocare in casa, a Denver, per rimontare. La prossima partita e' proprio stasera alle 20 e sara' abbastanza decisiva. Non e' cosi' improbabile che il risultato venga ribaltato. Per tutta una serie di motivi. Innanzitutto, non l'ho ancora detto perche' complica ulteriormente le cose, ma nella finale della World Series si incontrano due squadre che non solo sono "fisicamente" separate in due campionati, ma questi campionati sono anche governati da due regolamenti diversi. Durante le 7 partite della finale, le regole seguite sono quelle della squadra ospitante, quindi stasera e per le prossime altre due partite si giochera' con le regole della National League, da dove le Rocce vengono. Non sono in grado di andare nei dettagli, ma ci sono delle regole che mi sembra possano cambiare le carte in tavola. Per esempio nell'American League i ruoli dei giocatori sono piu' rigidi (i giocatori si specializzano maggiormente), mi sembra quindi ragionevole che una squadra di National League sia avvantaggiata giocando con le proprie regole.
Un altro punto a favore delle Rocce e' che lo stadio di Denver, a 1600m di elevazione, e' lo stadio di Major League piu' elevato d'Ammerica, chi ci si allena e' ovviamente avvantaggiato. C'e' anche il tema dell'aria secca che sembrerebbe avere un effetto sulla traiettoria della palla. Le palle in un atmosfera piu' secca sarebbero infatti piu' rigide e verrebbero battute piu' lontano, avvantaggiando, ancora una volta, i padroni di casa che a questo effetto sono abituati. Sembra inoltre -ed e' fonte di polemiche- che le Rocce conservino le proprie palle in un ambiente umidificato, annullando (se non peggiorando) per gli avversari gli effetti stratosferici che l'aria secca determinerebbe in sede di battitura.
Probabilemte, infine, ci sara' anche una componente mistica. A quelli che non ci sono mai stati e l'hanno vista solo in foto, Denver potra' richiamare l'immagine di una metropoli, luogo di perdizione. Invece no. Se andate a Denver ed uscite appena dalla foto suddetta, vi ritrovate nel totale far west. Sara' dura da credere, ma e' cosi'. Io ho contato i grattacieli di Denver: sono quattro, poi ci sono un altro po' di edifici alti alti a fare contorno, il resto - giuro - e' far west. Ed e' anche un far west bello puritano. Le Rocce del Colorado sono fieramente e spudoratamente puritane, l'hanno dichiarato a Usa today: loro vogliono solo giocatori di carattere, i giornaletti ose' sono proibiti dagli armadietti, nelle sale pesi e' tutto un fraseggio di versi della bibbia.
A Boston i giocatori gli si distraevano, forse.

Pare quindi che i giochi siano ancora aperti, i pioneri puritani possono ancora soggiogare gli Yankees peccatori.
Io sto a guardare.


23 October 2007

Halloween's coming



Domenica ci si e' svegliati sotto un nevischio misto acqua a temperature già' frigorifiche. Nel pomeriggio si e' partecipato ad un Carving Party in vista dell'imminente Halloween.
Più' che partecipato si e' assistito corrucciati a tanto spreco di bene diddio, che' giusto a mezzogiorno c'eravamo fatti una deliziosa zuppa di zucca, perfetta per la temperatura frigorifera. Pero' bisogna dire che quando a sera si e' andati fuori ad accendere le candele dentro le zucche, facevano proprio la loro figura, le pumpkins. La terza da destra, in seconda fila, aveva intagliato il profilo delle montagne e sotto la scritta GO ROCKIES. Te pareva. Se non mi scoccio del tutto finirò' di scrivere il post in canna sul perché' questa finale della World Series e' cosi' cool.

Sabato prossimo c'e' invece la festa di Halloween dove il costume e' un must. E che vogliamo fare gli emarginati? Avrei pensato che, senza troppe preoccupazioni, usando quello che ho in casa, potrei travestirmi da Pippi Calzelunghe, e ci metto pure la foto per ispirazione, che ci sta anche bene. Pero' poi temo che mi scambino per qualcun altro. Si accettano suggerimenti.
Intanto, giusto per non annoiarsi, domani mattina ho l'esame di pratica della patente, mi sento tutta rifiorire a nuova adolescenza...

21 October 2007

Se non faccio questo mi lascera' per una giocatrice di softball

Sottotitolo: The curse of the softball-girl-player

Sto cercando di ricordare come e' iniziata questa faccenda ...
Almeno in parte per colpa di Biancaneve, la prof dell'unico corso che sto seguendo. Ora la vedo più' tranquilla, ma le prime lezioni era tutta presa in un totale e malcelato tentativo di conquistare la stima del numero più' alto possibile di individui della classe. Diventare una prof popolare, insomma. Come sara' affrontare questa -pure legittima- aspirazione per una bella e giovane donna che insegna ad un gruppo di ragazzini Mtv-generation? Biancaneve, bisogna dirlo, e' proprio una bella donna, si muove delicata, sorridente, quando non controlla i suoi appunti, muove i suoi occhioni azzurri per tutta la classe, tra un topic e l'altro si abbandona in un OOOOOOOOK oppure un SOOOOOO... con un' intonazione che non avevo mai sentito in nessun altro. Ha una bocca rossa rossa, ma non sembra truccata, chissa' se c'e' sotto qualche misteriosa trovata della moderna tecnologia. Somiglia a Nicole Kidman, ma se non fosse bionda sarebbe una perfetta Biancaneve.
Biancaneve, nei primi giorni di lezione, si dilettava in incisi che sviavano dal corso stretto della lezione, coordinando una perfetta alternanza tra citazioni alla piu' trendy letteratura scientifica contemporanea (abitudine che per altro continua a mantenere) e commenti su partite di un qualche (credo)random sport. Se le prime risultavano abbastanza naturali (un po' il "vi stupisco con effetti speciali" c'era), le seconde erano un tantino goffe. Se avesse avuto scritto sugli appunti ora di' qualcosa di sport, non mi sarei mica stupita. La guardavo perplessa mentre recitava goffamente il suo Avete visto i Vattelapesca ieri? che partita eh! Parleremo tanto dei Vattelapesca durante il semestre. Punto. e si tornava alla lezione. Mha, dicevo io, sarà che se mantiene un perfetto equilibrio tra l'immagine della secchiona e della cheerleader, guadagna piu' popolarità' netta. Per fortuna dopo poche settimane ha smesso, forse stupita di avere, per una volta, una classe in grado di mantenere l'attenzione ad un grado accettabile anche senza un richiamo a qualcosa di più' eccitante. Gran parte delle volte in cui Biancaneve esercitava la sua captatio benevolentiae sportivae, i Vattelappesca assumevano l'intrigante nome: Rockies. Che mi e' rimasto in testa perche' a breve todo el mundo s'e' messo a parlare di Rockies. Ma io non e' che ascoltassi davvero.

Ci si e' dovuta mettere anche Hacca, una dottoranda del March-lab. Hacca e' come i personaggi femminili buoni dei telefilm americani, e nonostante questo riesce ad essere anche simpatica. E' dolce, sorridente, ti invita alle girl-night: una nuotata nella piscina del suo condominio e poi tutte a mangiare l'artichoke dip che ha preparato con le sue mani. Io ed Hacca siamo prima di tutto coffee-mate, poi bevendo il caffe' si parla amabilmente del mondo. Siamo le uniche a bere caffe' in tutto il March-Lab, ma tutti ci ringraziano dell'aroma di hazelnut-cream-coffee (del quale sono ormai schiava) che diffondiamo nell'aere, al terzo piano del the-place-I-want-to-be (un giorno poi magari li racconto sti dettagli.. e' che oggi, stranamente, c'ho l'euforia del post). Hacca mi ha regalato la mia prima card. Dicesi card uno di quei cartoncini con dentro la frase simpatica, il disegnino, che si abbina in genere ad un regalo. Pare che regalare card personalizzate sia una cosa molto in. Riceverle ovviamente ancor di piu'. La tua popolarita' si misura in base a quante card hai appiccicate sopra la scrivania. Naturalmente devono essere azzeccate. Quanto sia diffuso il gioco della card azzeccata lo puoi giudicare al supermercato: il reparto card e' immenso e se hai pazienza di cercare, puoi trovare la card adatta per ogni occasione. La mia prima card recitava qualcosa tipo se gli amici fossero caffe', tu saresti un super cappuccino caldo con una schiuma tanta e una spruzzata di cacao a forma di stella cadente. Si un po' kitsch, ma carina. Hacca e' proprio carina, quando le scrivo le mie mail da aliena sgangherata, risponde che la faccio sorridere, ogni tanto esclama you are so cute!! Eppure mi piace.
Un giorno Hacca ha chiuso una mail informativa inviata a tutto il March-Lab esclamando GO ROCKIES!!!!!!!, esattamente cosi'. A questo punto ho vacillato, e le ho timidamente chiesto chi diavolo fossero questi Rockies. Da qui in poi, tra un caffe' e l'altro, tutto un mondo baseballistico si e' aperto ai miei occhi. Oppure i miei occhi si sono aperti sul mondo baseballistico.
E quindi -nella prossima puntata- si sapra' perche' seguire le rocce del Colorado is so exciting...

14 October 2007

Revival


Riflettevo che la seconda segnalazione, forse, diffondera' quella malinconia peggio di un contagio invece che arginarla.
Ma forse no.
Vale la pena tentare.

L'esperimento consigliato e' questo:
a) assicuratevi di avere 5/6 minuti di pace (4 effettivi piu' 1/2 per raccogliere le idee),
b) alzate il volume ad un certo tenore,
c) cliccate su VIA, piu' sotto,
d) chiudete gli occhi per garantire l'effetto sorpresa,
e) pazientate che la pagina si carichi...


VIA




Dopo di che varrebbe la pena anche di guardare il video...
E soprattutto raccontatemi come e' andata.

Questo e' solo il preambolo d'effetto. Il "bello" deve ancora venire...
La vera segnalazione e' questa, ma ne riparliamo dopo.

13 October 2007

Un geriatra in Africa


La prima cosa bella da segnalare e' il blog di GianMuga, un geriatra in Mozambico. Fioccano blog, per buona pace di chi sta preferendo leggere! Ed e' gia' e si preannuncia una splendida e piacevole lettura.

Guazzabuglio












Eccoci qui, un guazzabuglio di pensieri, assolutamente impossibilitata a metter ordine.

In questo inizio week end un po' malinconico, grigio-milano-rogoredo fuori, dovrei mettermi a scrivere mail o collegarmi al centralino-mondo e dare qualche notizia qua e la'... ma ho come l'ansia da prestazione. Al momento, poi, preferisco di gran lunga leggere che non scrivere. Sorrido quindi compiaciuta allo scambio di ruoli, io china su un libro al tavolo della cucina-soggiorno, lui, pigiando tasti come un forsennato, lui fa il blog. E sono felice perche' poi lo leggero'. A me le persone piace anche leggerle.
Poi dice che nel suo blog cose personali ed opinioni non ne vuole scrivere e mi fa ma se vengo a scriverle sul tuo? ... I puntini sospensivi erano tutti suoi, perche' io ho detto subito va bene. Questo posto mi piace tornarci ogni tanto*, ha i miei colori e quella foto li' che e' proprio come piace a Squa. Tanto la password la indovini in due nanominuti... poi lo chiamiamo Squa et al. o fai te che sei bravo coi nomi.
Poi, mi piace questa cosa... che in questo istante che dovremmo andare, ma io c'ho la verve -ora, non dopo- e sono io a pigiare i tasti e non succedeva da un po', ora che blogga pure lui, c'e' un rispetto di diversa natura nell'aria. Mi piace.

Ma non volevo parlare di questo, volevo stemperare questa malinconia, tutta mia, con colori a tinte forti, prima di "tornare" tra queste pagine.
E quindi due segnalazioni, due piccoli post dedicati.
(E metto qui sopra questo screenshot prima che me lo si freghi. Mi si addice anche molto oggi)

Intanto, un bacione

28 September 2007

Tempesta










Tutto un fermento qui.
Appena si trova un attimo di pace si torna...
appena quando non si sa!

Qui sopra il tema della prossima gita cultural-etologica alle montagne rocciose nescional park

16 September 2007

1001 Miglia


Sono indietro su tutti i fronti: il corso di microbiologia del suolo a cui mi sono iscritta, i vari esperimenti in ballo, il blog...
mio o altrui... oggi ho aperto bloglines e mi sono sentita male a vedere quanto -coloro che leggo- hanno postato ultimamente. Non riesco a leggere tutto.

Ho aperto bloglines oggi per aggiungere un nuovo blog tra -quelli che sicuramente leggero'- e sono qui oggi per segnalarlo anche a voi...

Vediamo se lo riconoscete...

10 August 2007

Americanate



Era da un po' che volevo scrivere un post su tutte le cose che mi paiono strane quaggiu'. O che non sono proprio strane, ma magari non m'aspettavo.
Intanto le cose si accumulano ed io non scrivo nessun post.
Visto che mi son divertita tanto ultimamente a catalogare tutti i vecchi post... inauguro una nuova categoria, quella delle americanate.



Settimana scorsa mi e' capitato di notarne tre tutte nello stesso giorno:


La scritta sulla macchina
(Questa farebbe categoria a se': gli americani gli piace attaccarsi le frasi sul retro della macchina.
Gli piace spargere il verbo stando comodamente in coda al semaforo.)


Quel giorno mi chiamo' l'attenzione, dal retro dell'enorme pickup di turno:
Cowboy country
love it or live it


La segreteria chiamante

Rispondo al telefono in ufficio. Aspetto cortesemente che il tizio che sta chiamando prenda fiato, per dirgli che cio' che mi sta proponendo proprio non mi interessa. Quando mi spazientisco e faccio per interromperlo, mi rendo conto che era una voce registrata...



Dio non voglia

Ero alle prese con le negoziazioni che la casa fabbricante di Luigino ci propone nell'intento di rubare spudoratamente piu' soldi possibile, ed alla fine, ma solo contingentemente, anche aggiustare lo strumento. Con le mani tra i capelli, stavo leggendo il contratto relativo alla mirabolante promozione mangia-soldi proposta (che c'e' di piu' divertente di leggere un contratto in una lingua straniera?).. quando arrivo a quel punto dove il venditore t'avverte che il contratto non potra' essere considerato valido in corrispondenza di eventi catastrofici o dovuti a forza maggiore o vattelappesca... In Ammerica quel vattelappesca suona cosi':
Neither party shall be liable for delays in performance or nonperformance in whole or in part, or for loss, injury, delay, expenses, damages or other casualty suffered or incurred on account of or due to, any causes that are beyond its reasonable control, such as, without limiting the generality of the foregoing, acts of God, fires, strikes, trade disputes, riots, embargos, earthquakes, storms, acts of the government, power losses or shortages, or inability to obtain parts or supplies, provided that the foregoing shall not apply to any obligation to pay money due.

Non sono la sola a stranirmi. Ci hanno fatto anche un film: L'uomo che denuncio' Dio . Ovviamente e' un film australiano !

29 July 2007

.


Sono sveglia dalle sei e trenta, come accade ormai da due settimane. Non e' la luce, chè non ci son le tapparelle laddove si e' puritani. Non e' solo la luce, e' la fregola. C'era un huge gel che mi aspettava sul bancone nero di 'sto buio laboratorio. E se non stavo qua, sarei finita la' a guardare il sole splendere fuori. Dannata citta' senza attrattive...

Son senza energie, non ho le forze neppure per riposarmi.
Nell'attesa che "il pranzo molecolare" sia servito, gia' che ci sono, vi presento Luigino :


Dopo tante soddisfazioni che m'ha dato, siamo in una fase di stallo. Ha cominciato a fare i capricci un mesetto orsono. E' partito completamente per la tangente quando sono andata in vacanza [_ecchevacanza (...)_!_].
E' venuto il tecnico questa settimana ed ha detto
- o e' la scheda madre e sono 4500 dollaroni
- o e' la telecamere ed allora sono 4000.
A 'mbe dicevo io.
Sembrava l'inizio del film di Micheal Moore con quel povero cristo che doveva scegliere tra salvarsi il medio o l'indice....


Voglio una vita a meta' ciclo









E' successo un paio d'ore fa'.
Ero alle prese con le mie micro provette e pensavo alle analogie tra la biologia molecolare e la cucina. Tra un esperimento ed una ricetta riuscita. Tra uno chef e un bravo ricercatore.
Seguira' post dedicato, se questa volta avro' la meglio sulla magdite. Cioe' se la io tra le tante qua dentro avra' ragione sulle altre.

Intanto vorrei scrivere su questi muri virtuali che, ecco, io lo farei un dottorato. A trentanni suonati, perche' poi no?
E' la prima volta dopo la mia tesi di laurea che ci ripenso (almeno in questi positivi termini) e volevo scriverlo subito, come se avessi paura che questa messa a fuoco svanisca nel nulla.
Forse mi sto emancipando dai ricordi brutti di quella strega che avevo per relatrice.
E forse da un paio di altre cosette.

O forse e' solo la potenza del "meta' ciclo".
Perche' non posso vivere una vita a "meta' ciclo"?

28 July 2007

Magdite in arrivo










Io di cose da raccontare ce n'avrei pure...
Eccome....

Solo che non ce la faccio.
E non solo a raccontare.

Preannunciasi attacco di magdite.
Si salvi chi puo'!


09 July 2007

On the road












Domani prendo l-aereo, a distanza di sei mesi giusti giusti dall-ultimo... Cioe-praticamente domani son sei mesi buoni buoni che si vive qui. Robe da matti.
A ben vedere, comunque, ne abbiam fatta di strada...

Tanto per iniziare a fine maggio si e- peregrinati allo Yellowstone. Duemilamiglia *o tre???* in poco piu- di tre giorni. E se non e- strada questa...

Gli orsi se ne sono avvistati a fiotti, al Rocky Mountains e al sacro Yellowstone anche pure. Con tanto di invidia bruciante di chi non era con noi... *pare fosse il pêcheur a portar fortuna...* L-avvistamento piu- bello e tenero e- stato il primo al Rocky Mountains: un-orsa bruna con i suoi due cubs che giocavano festosi. Ovviamente a debita distanza, che- non e- proprio cosa desiderabilissima un tupertu- con un orso, con un-orsa menchemeno.
Poi si e- visto pure un orso adulto *grizzly o bruno_ e chi lo sa, ci ho gia- perso una scommessa... *, in iperlontananza. Un interessante puntino tra le lenti del cannocchiale di un altro turista. Ed infine un grizzly, questo si-, ne- cub ne- adulto... adolescente diciamo, che se la passeggiava pacifico a pochi metri dai turisti da nescioal parc in visibilio.
Comunque vedere orsi allo Yellowstone e- cosa abbastanza comune. L-orso Yogi dove altro viveva?
Un debole per gli orsi non lo si puo- proprio negare.


Sempre in tema ritorno alla natura, il chercheur s-e- fatto pescatore piu- disincantato e ci si e- fatti anche delle gran belle mangiate di pesce, qualche settimana orsono. Poi, ultimamente c-e[ stato un po- di stallo, anche per l-appropinquarsi della stagione afosa, piu- propensa ad altri sport. Tipo rafting, dal quale io mi sono astenuta... oppure il Tubing . E chi lo immaginava che potesse esistere un sollazzo di tal fatta.
Il Tubing coloradense *altrove non so* consta dell-andare dal gommista piu- vicino, comprare una camera d-aria d-auto, anche la piu- dozzinale, farsela gonfiare, raccogliere una banda di sciamannati *e relative camere d-aria* ed andare al fiume. Il massimo del folklore si e- visto presso colui che chiamero- Cartman, perche- parla uguale-identico-sputato, nonche- cicerone dell-evento, che e- partito da Fort Nox alla volta del fiume con tutti questi donuts appesi al macchinone.
Poi prendi il tuo immenso donuts *non e- sospettabile quanto grande diventi la camera d-aria di un-auto gonfiata fuori da un pneumatico* t-affidi a qualche santo e scendi giu- per il fiume e le rapide, col culo nel buco della ciambella, badando bene a tenerlo parallelo al flusso, che- il Poudre n-e- mica cos-i- fondo... il mio sacro lo puo- confermare che, distraendosi dall-orizzontalita-, ha preso un paio di pietroni...


Si e- parlato un po- di francese e tanto spagnolo, si stanno anche apprendendo le sfumature semantiche del castigliano argentino, Qué hacés, venís?


A fine giugno si son compiuti trentanni, tondi tondi.
E da allora si cerca di non persarci piu-.
L-ingegnere spagnolo del sembrate molto più giovani mi ha fatto una tortilla con le patate surgelate del King Soopers, per l-occasione. Che tenerezza. Poi barbecues a non finire e squisite pizze fatte con il BreadMaker. Felice acquisto del chercheur per 5$ ad un garage sale.


Si e- vista un po- di televisione che prima faceva paura in astratto, ora pure piu- in concreto.
S-e- cercato di giocare a calcio, che- nel paese della liberta- le donne sono ammesse a giocare con gli uomini. Ma prese dalla foga ci si e- strappate entrambi i quadricipiti, uno era banale. Ed allora niente bici per un po-, calcio nemmeno a parlarne. Quando il dolore e- passato, con in nostri bravi, ulteriori, chiletti in surplus, ci si e- iscritti ad un corso di Water fitness per sole donne ed il calcio e- tornato tra i sogni nel cassetto. Per ora.
S-e- cercato di volersi un po- bene... e di sentirsi brave, col compimento ormai del settimo mese da non-fumatrice. Poi, pero-, ci si e- ritrovate annegate in un fiume di birra buona, scartando cioccolatini al caramello. Che-, per quanto mi riguarda, il mostro di cui parlava Allen Carr *pace all-anima sua* non e- andato affatto ad abitare altri lidi, ha semplicemente dirottato la connessione neuronale che portava alla dipendenza-nicotinica verso altre mete goderecce. Non fosse altro che per questioni puramente estetiche, ricomincerei tranquillamente a fumare. Che tanto la salute me la rovino lo stesso tra alcool e colesterolo. Mi trattiene solo l-idea del molestare il prossimo *fiancee in testa* e secondo-poi rinunciare al mondo olfattivo che ho -ri-scoperto. Dio, se c-e-, e- profumo di pino silvestre...


Ma tutto sommato la cosa piu- sconvolgente delle ultime otto settimane, tutto-tutto sommato, e- stata la presentazione alla stampa scientifica di un articolo intitolato>
Che ne e- stato del cioccolato che hai mangiato l-altro giorno? L-hai digerito?
firmato Jim Morrison, Yoko Ono, Jo March and Squabus
Il cioccolato e- un personaggio di pura invenzione, giusto per svicolare l-attenzione della stampa scandalistica, Jo March invece e- proprio la nostra beneamata. E Squabus sono io, anche se ancora non ci credo. Mi sembrava cosi- poco credibile, che devo essere sembrata snob e tignosa agli occhi dei miei compagni di pubblicazione... spesse volte l-insicurezza e- scambiata per presunzione. Altre per stupidita tout court. Non ho ancora capito in quale delle due impressioni mi si fotografa.
Quel che so e- che si fa una gran faticaccia a non riuscire proprio-proprio a svaccarsi sul divano, scarpacce sul tavolo e dire Va- che son stata brava -sta volta. Non ce la fo- proprio.

E tra un-insicurezza malcelata ed un presuntuoso snobismo, mi mi e- stato proposto un altro anno di contratto.
E che fai?
Dici si e cerchi di concentrarti su tutte queste cose, piu- o meno belle.
E rimandi ad un altro giorno il parlare di malinconia e delle brutture di questo nuovo mondo.
Sperando, davvero, che serva ad un dannato qualcosa...
Domani e- pur sempre un altro giorno.

08 July 2007

Un po- come e^x









Mi son finita la finta-mozzarella con le finte-micro-piadine.
Le ultime due in realta' si sono carbonizzate nell-iperforno.
Ho avuto paura scattasse l-allarme antincendio.
Avessi avuto il barattolone di nutella...

Fuori tuona da mezzora, ma il tifone che prometteva non s-e- ancora materializzato...

Questo computer ha subito l-upgrade alla nuova versione di Debian, in conseguenza la tastiera e- partita, con gli accenti e tutte cose... Naturalmente io, proprio in concomitanza, ho deciso di completare il passaggio di questo blog alla versione beta. Che vita dura...

Argentina/Peru' comincia tra un paio d-ore *Copa America*.
Ed io, ieri, #Fiko, certo che ci vengo...# -a casa degli argentini a tifare celeste-


No veramente non...non mi va.
Ho anche un mezzo appuntamento al bar con gli altri.

Senti, ma che tipo di festa è?
Non è che alle dieci state tutti a ballare i girotondi ed io sto buttato in un angolo...no.

Ah no, se si balla non vengo.
No, allora non vengo.

Che dici vengo?
Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?
Vengo. Vengo e mi metto così, vicino a una finestra, di profilo, in controluce.
Voi mi fate "Michele vieni di là con noi, dai" ed io "andate, andate, vi raggiungo dopo".
Vengo, ci vediamo là.

Dovrei davvero sforzarmi di andare, che quaqquaraqqua- senno)

Intanto mi son versata un bicchiere di vino e cio- non preannuncia nulla di buono.
Meglio non andare o andare ubriaca *punto interrogativo(

Il chercheur e- partito per una conferenza stamane. E- partito con Bob.
Io li raggiungo mercoledi-. C=ho gia- in tasca un biglietto d-aereo sola andata per Salt Lake City.
E non mi sembra mica una cosa reale a me.
Invece e- vero: mercoledi- prendo l-aereo, lo raggiungo a Salt Lake City e ce ne andiamo in vacanza al Bryce Canyon nescional parc. Che- il Rocky Mountains e tutti i suoi orsi cominciavano a starci un tantino stretti.

Vado o non vado a tifare la coppa america?
Taci che ho intercettato un punto interrogativo` ??? questi li tengo di scorta...

E- che io erano mesi che non mi ritrovavo sola in casa... mesi davvero...
In un altro continente poi... *ma questo fa un po- specie*
Sola con giorno e notte davanti... Verrebbe voglia di chiuder le tapparelle *ci fossero, sob* e rimandar a domani qualsiasi cosa...
... altro che coppa america

In una giornata cosi- finisce che prendo sul serio pure le stronzate che dicevo l-altro di-... si- si- Bryce Canyon... Poi facciamo come Thelmo e Louise e chi ci vede piu- in quel di Fort Nox?
*Che- io Thelma l-ho fatta l-altro giro,con l-amica Louise perlappunto, stavolta mi tocca a me la parte di Louise*
Non c-e- mica bisogno di uccider per forza qualcuno o di buttarsi davvero nel Grand Canyon. Basta
andarci al Grand Canyon, 167 miglia piu- giu- del Bryce... Che- i parchi nazionali sono *quasi* l-unica cosa bella che c-e- qua... E centellinare la bellezza in cambio delle catene quotidiane comincia a starmi un po- troppo sulle balle.

Era un po- che volevo tracciare gli annali delle ultime settimane, vedi mesi, e non so mica se ce la fo- qui, oggi, senza accenti ne- punti interrogativi. Che- questi ce ne vorrebber tanti.
Pero-, semmai, lo faccio in un altro post.


E no, niente coppa america.


Mi sento uguale uguale ad e^x, oggi...
-spiritosissima battutona a sfondo matematico...-

Il mondo ad e^x:
ma che asociale che sei...

Ed e^x, alzando le spalle:
ho provato a integrarmi, non cambia un tubo

07 July 2007

Post-cartolina* dallo Yellowstone











*nonche' unica foto decente che la mia Minolta del dopoguerra e' riuscita a fare durante il lungo week end di vacanza... oramai un mese e mezzo orsono...
Qui s'era vicino alla Mammoth hot spring

05 July 2007

Viva son viva (...)



Tango Feroz - El Oso

Yo vivia en el bosque muy contento
caminaba, caminaba sin cesar
las mañanas y las tardes eran mias
a la noche me tiraba a descansar.

Pero un dia, vino el hombre con sus jaulas
me en encerro y me llevo a la ciudad
El el circo me enseñaron las pirueta
y yo asi perdi mi amada libertad.

Conformate me decia un tigre viejo
nunca el techo y la comida han de faltar,
solo exigen que hagamos las piruetas
y a los chicos podamos alegrar.

Han pasado cuatro años de esta vida
con el circo recorri el mundo asi
pero nunca pude olvidarme del todo
de mis bosques, de mis tardes y de mi

En un pueblito alejado alguien no cerro el candado
Era una noche sin luna y yo deje la ciudad
Ahora piso yo el suelo de mi bosque
otra vez el verde de la libertad

estoy viejo pero las tardes son mias
Vuelo al bosque, estoy contento de verdad...


Qui cantata da Calamaro e Fito Páez

12 May 2007

Si parte




Ed adesso si parte per il nostro primo campeggio all'americana... (a trenta km da qui!? il campeggio più vicino della storia)
In realtà noi si dorme per la prima volta con Bob.

Spero che Bob non tema gli orsi!!

Are you gonna walk?










Ieri sono andata a vedere la cerimonia di consegna dei diplomi.
Quella che si vede nei film, tutti con la toga ed il cappello quadrato... credo si chiami Commencement Ceremony. Tutti i "laureati" (nel caso di ieri erano studenti di master e dottorato) sfilano, si siedono, vengono chiamati uno ad uno sul palco dove il loro advisor li "incorona" con la sciarpetta colorata simbolo del titolo*. E siccome camminano verso il palco, definiscono la cosa walking [non è molto chiaro neppure a me]. In ogni caso: Are you gonna walk? Camminerai? è stato il tomentone degli ultimi giorni... Ma solo negli ultimi due giorni, ché questa è una terra fast, dove le cose arrivano svelte e vengono consumate ancora piu' in fretta.
La mia collega messicana si dottorerà a dicembre (!) e quindi ieri ha camminato, ché questa cerimonia la fanno una volta all'anno, mica tutti i giorni. E come potevo perdermi un tale evento? Tutta cultura! Mi son detta... e che cultura. Intanto la cerimonia si svolgeva nell'arena del campus. Presente le partite di NBA? Ecco, Fortnox ha una squadra di basket da pena, però l'arena è di quelle-là. Mica pizza e fichi. C'era il pienone. Sono entrati i professoroni nelle loro toghe luccicanti e colorate, mille colori, un carnevale. E mi hanno detto che è un peccato che non ho mai letto Harry Potter. Poi sono arrivati anche i "laureandi" e camminavano tutti emozionati e colorati.
E camminava anche la collega messicana, tra l'altro con dei gran taccazzi a spillo... accompagnata dal suo advisor, nonchè mio boss (nonchè la a voi nota Jo March), calzante zoccoletti rosa. Erano uno spettacolo una vicina all'altra!
La cerimonia è cominciata con l'inno, come d'obbligo. La perplitudine iniziale si è trovata ancora più spaesata quando otto-mila-persone (tante ne tiene l'arena) si sono tutte girate verso di noi, che avevamo scelto di sederci proprio sul lato della bandiera. Ho commissionato una foto. Se mi arriva la posto, che non si puo' descrivere.
Poi gran discorsi, congratulazioni, incoronamenti, saluti e baci. Almeno per me che dopo l'incoronazione della messicana sono andata via. Sono andata ad ammazzarmi di vasche, come è ormai abitudine quando mi trovo in campus di venerdi' pomeriggio e sono perplessa. E lo sono sempre, perchè lavorare fuori dal campus in un ambiente a forte percentuale straniera cambia le prospettive del vivere qui. E nuotavo e pensavo che la realtà è più pacchiana della finzione. Che ad uno spettacolo così su pellicola non ci avrei creduto.
E a sera commentavamo, cenando in una Steakhouse, e gli argentini che -dicono- non cammineranno manco a morire, mi chiedevano Tu cammineresti? e In Italia com'è? Ed io che sono stata allucinata tutta la cerimonia, pure mi sono commossa quando Malena la messicana ha sfilato con Jo March sottobraccio. E per anni ho detto che non mi sarei laureata in giacca e cravatta al femminile, eppure quel giorno lì indossavo il mio bravo tallieur con camicina, le scarpette verniciate e la Carmen mi aveva prestato gli argenti. La vita è così. Peccato che poi c'è chi si fa furbo e comincia a vendertela.



*Tutto è rigorosamente affittato, ed è l'università stessa ad occuparsi di tutto. Se vuoi puoi comprare la toga, il cappello, la sciarpa. Mi hanno detto che solo quest'ultima costava 400$.

10 May 2007

volano, le mucche volano


Tra le maglie della stanchezza atavica che mi pervade...

Con l'arrivo da Nizza di un dottorando gia' conosciuto, le attivita' outdoor si stanno moltiplicando, tempo permettendo, che' ancora la primavera non s'e' stabilizzata. La novita' piu' pittoresca e' che il
chercheur se ne va a pescare con il dottorando nizzardo, da qui in avanti pêcheur... Pittoresche erano soprattutto le scenette del chercheur alla pesca, incapace di far male al verme e ai pesci pescati...

Sarkozy ha vinto.

Da circa una settimana, una delle tre mucche e' scomparsa... quella grande e pezzata. Non ho neppure fatto in tempo a raccontare delle loro vicende a tre: la pezzata, la grande fulva e la piccola fulva e riccia (che ormai cresce a vista d'occhio). Mi torna in mente una poesiuola di Stefano Benni che lessi su una smemoranda in un anno x dei novanta

MUCCHE

Le mucche
le mucche dormono
dentro la stalla stanno insieme strette
e con il fiato fan le nuvolette
e sognano
le mucche sognano
un cielo azzurro bianco come il latte
in cui decollano come farfallette
e volano
le mucche volano
sopra le nuvole dall'alto puntano
le naturali loro artiglierie
e poi bombardano le macellerie
ma poi si svegliano
le mosche ronzano
è già mattino
e le mucche pensano
le mucche pensano
al loro destino
cos'è la vita infine?
oggi siam qui, domani scaloppine.

tratta da "Stranalandia" di S. Benni

(Si capisce che sono ancora in laboratorio, non ho infilato un accento?)