17 December 2008

e' notte alta e sono sveglia



Sono le otto e trenta e fuori e' ancora notte fonda.
Sono di nuovo malaticcia, di nuovo???... ah l'aria d'Olanda. Pedalare con la febbre e' un'esperienza (alla quale temo mi dovro' abituare).
Inoltre, si avvicina il natale. Si salvi chi puo'.


11 December 2008

Tirami-su




... no, non e' un post chimico, forse un po' della massaia frustrata

Vita da migrante non e' solo quello che lasci indietro e la problematica dei volumi di cui mi rattristavo qui. C'e' anche la ricerca di luoghi, odori, banalmente cose, per ricreare o compensare piccole e grandi abitudini.

Quando siamo rivolati da Milano al Colorado il gennaio scorso, portavo in valigia quelle cose che in un anno di vita negli states non ero riuscita a sostituire, nonostante la stra-vastissima scelta negli immensi mall :
  • bagnoschiuma e deodorante "borotalco" della roberts (quello classico bianco e verde)
    [soprattutto il deodorante, non posso farne a meno. Non ne trovo un altro che mi soddisfi altrettanto]
  • assorbenti interni !
    [probabilmente sono stata piu' volte troppo pigra nello sceglierli o sfortunata nel prenderli dallo scaffale ma all'apertura me li ritrovavo tutti vecchio modello, risparmio i particolari. Ovviamente a meno di comprare quelli "perla" provvisti di applicatore di oro massiccio plastica di iperlusso]
  • la pasta garofalo
  • un po' di caffe', non guasta mai
  • gli stracci bianchi e verdi dell'esselunga che forse son prodotti dalla vileda??****
Alcuni elementi della lista sono bizzarri, lo so. Eppure la maggior parte di loro tornera' in valigia con me anche il prossimo gennaio, questa volta sulla tratta Italia-Olanda.


Piu' che altro forse non ci si integra, sto riflettendo.


A volte le cose non le trovo proprio, invece. Spesso per mancanza di vocabolario o applicazione (l'olandese comunque e' difficile accidenti). Trovare il detersivo per la lana e' stata un'epopea. La prima volta mica ho pensato a cercare come si dice lana in olandese (heel, ora lo so). La seconda volta andavo girando col mio foglietto con sopra scritto heel e nisba. Alla terza lo trovo, meno male anche gli olandesi usano il detersivo per la lana. Mi si destabilizzava tutto senno'.

Ma la candeggina invece? Sono al terzo supermercato e non la trovo? Sta'volta mi son preparata bene con tanto di traduzione e formula chimica.

Ipoclorito di sodio ovvero Natriumhypochloriet. Comunemente detta
Candeggina ovvero Bleekwater.
NaClO , mica chissa' che'.



Sabato sera siamo invitati a cena dalla dottoranda portoghese che sto corteggiando affinche' diventiamo amiche. Ho un post in mente da settimane approposito di quest'ultima affermazione, che ho buttato li' come farebbe il salumiere di un etto e mezzo di mortadella. Il post saprebbe di squash, frustazione, speranze e cuori che battono come al primo amore. E' dura la solitudine.
Le ho detto in un fiato Grazie dell'invito, porto il tiramisu'. Ci e' voluto un po' per focalizzare, dopo che mi e' passata l'emozione ed il batticuore, finalmente sono arrivata al nodo... ed i savoiardi? Vabbe' i savoiardi passi, in colorado lo facevamo coi biscotti piu' scrausi del kingsoopers. Ma il mascarpone?

Fermamente decisa a prendere per la gola l'amichetta in potenza, mi ricordo del negozio di specialita' italiane che avevamo visto girovagando per la cittadella. C'erano in vetrina montagne di panettoni. Gli stessi che vendeva la piccola e media impresa per cui lavoravo in Francia. Buonissimi. Ieri esco dal lavoro alle 17.30 (il che significa che almeno un po' mi sto integrando!!), missione mascarpone. Trovo anche i savoiardi. Il negoziante: che fai il tiramisu'? Chiacchieriamo qualche minuto, mi dice di stare attenta che le uova olandesi hanno un tasso di salmonella superiore a quelle italiane, sarebbe meglio mi assicurassi di non servirlo a bimbi e donne incinte, oppure di scaldare le uova a bagnomaria mentre preparo. Un po' mi agito, ho dimenticato tutte le nozioni di microbiologia degli alimenti dei tempi andati. Salmonella mi evoca solo uova, pesce, contaminazione verticale, poco piu'. Dovro' ripassare la questione, che' voglio fare amicizia, non diffondere la diarrea. Comunque lo ringrazio dell'avvertimento e tra me e me delle chiacchiere.

Per un attimo rifletto che esiste anche la dimensione capisco cosa mi dice il salumiere, possiamo parlare del piu' e del meno, piuttosto di sorridere facendo finta di aver capito e Dank u well, Alstublieft, atteggiamento che ha sostituito quello ancora piu' penoso sorry, I do not speak Dutch. L'incanto svanira' quando rinforco koga e mi dirigo da Mr fish all'angolo a comprare il pesce fritto (uh! e la Salmonella?) Dank u well, Alstublieft



Ho setacciato tutte le scuole di lingua e scelto il corso di olandese, partira' a gennaio. Non sono molto ottimista pero'.

Credo che il problema sia da sviscerare dal fatto che la sera guardiamo Annozero su internet.
Oppure D'Alema che va da Crozza.
E poi Zoro che lo prende in giro.
Sappiamo pure che la rai ha mandato in onda (per errore?) la versione censurata di Brokeback Mountain. Sacrilegio. Avevo parlato qui e nei commenti di quanto mi era piaciuto.

Infine ci ostiniamo a preparare tiramisu' (magari alla salmonella) invece di imparare a fare quelle deliziose torte di mele con quintali di cannella.



Per la cronaca doveva essere un post di 6 massimo 8 righe.


**** da non perdere il link alle borse di straccio a cui sono arrivata cercando immagini degli stracci!!
Anche Zoro su D'Alema non e' male.


29 November 2008







Vita da migrante e': dire si ad una partita di squash anche in quei giorni.


19 November 2008

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... piu' che un post un miraggio

Ieri ed oggi sono andata a lavorare in uno stato semipietoso, comatoso, spampanato.
Se mi trattenessero soldi dello stipendio per malattia, starei a casa senza alcun senso di colpa. Il metodo Brunetta con me fallirebbe miseramente.

Tangenzialmente, sto cercando di convincere la burocrazia olandese che le tasse le voglio versare qui e non in Italia. Almeno credo. Di stare davvero cercando di convincerli, intendo. Sembra un dialogo tra sordi, una cartolina tra ciechi, una canzoncina tra muti. A scelta.

Intanto da stasera sono a casa da sola per qualche giorno. In attesa della simpatica avventura di turno.
Il chercheur e' andato ad un viaggio di piacere con tutto il suo gruppo modello team building trip, usciamo a far rafting, scaliamo una montagna e vattelappesca. Invece domani nel mio dipartimento c'e' una giornata di yoga, massaggi, pedicure... cosi', per rilassarci. No, non sto vaneggiando, davvero. Altro che Umpa Lumpa, appunto.


15 November 2008

Il forno e' nudo


...un post eternamente in campeggio.

Dopo le prime due settimane di perlustrazioni, si sono completate le prime quattro settimane [un ciclo completo] di lavoro e vita vera. Tra alti e bassi, come e' mio solito, sembran passati secoli. Sono scombussolata, spossata; occhi spalancati, orecchie tese. Di acqua sotto i ponti ne e' passata a tonnellate, ho imparato tante cose nuove ed avuto un anteprima su quante ne potro' assorbire, vecchia spugna. Mi sento fortunata. E anche non. Sensibilmente piu' vicina a " "casa" ", ma comunque lontana anni luce.

Ho avuto anche la fortuna di ferirmi malamente un dito tagliando la primissima cipolla d'Olanda col nuovo tagliere e lo sconosciuto coltello (non ci si fa mancare nulla). E di testare quindi per direttissima la sanita' olandese aggiungendo un paio di punti al mio gia' fornito carnet.
Ho avuto Sto ancora avendo una serie di simpatici contrattempi burocratici che mi hanno confermato che rimpiangero' a vita l'eccellente burocrazia francese. Ma qua si divaga in schiocchezze, mentre io volevo parlare di campeggio.


Ci siamo finalmente installati nella simpatica casetta dello studente (attempato), superando lo sconforto iniziale per un'accoglienza non proprio delle migliori. Passera' alla storia il giorno dell'arrivo, io disperata, incredula di fronte a cotanto lassismo: un bel po' di sporcizia pesante diffusa ovunque, un frigo lasciato chiuso a crescere muffe. Ed altre deliziose sorpresine che non voglio neppure ricordare. Memorabile il contegno del chercheur mio che cercava di tranquillizzarmi: vedrai, non preoccuparti, coraggio. Ed io che additavo guarda li'... e li' ... oddio no, andiamo via... Provata dal viaggio. Poi ad un certo punto faccio al mio amato chercheur, nonche' provetto e passionato pizzaiolo: chercheur mio, qui non c'e' un forno... E lui, perdendo d'un colpo tutto il suo savoir faire: andiamo via!
Potenza della pummarola.

Poi invece siamo rimasti, con la promessa di comprarci un forno, di quelli veri.

L'organizzazione per studenti (attempati) forniva una simpatica scatola ciascuno con il kit di sopravvivenza: un piatto, una forchetta/coltello/cucchiaio/cucchiaino, tazza, bicchiere, piccolo tagliere, grosso coltello con cui lasciarsi amabilmente dissanguare, preferibilmente prima di conoscere il numero delle emergenze e possedere un cellulare (ed essere coperti da assicurazione sanitaria, essendo il giorno precedente al primo giorno di lavoro).
Poi abbiamo comprato una padella, qualche insalatiera, un tagliere grande. Uno scolapasta!!! [Non mi dimentichero' mai che per trovare uno scolapasta comesideve ci son volute come 4 settimane, quando l'abbiamo trovato e' stata una festa]. E poche altre cose, buona parte delle quali vengono da negozi dell'usato, che abbiamo pazientemente setacciato. La missione che mi imponevo era: Adotta piatti e posate (etc) usati ma e perfettamente adatti per essere usati ancora ed ancora.
Ora, questa missione vuole adempiere a due fondamentali esigenze: annullare il non-sense di andare all'ikea et similia a comprare cose nuove di zecca, quando tante cose usate e magari belle sono li' in attesa di essere appunto adottate. Il senso di "giustizia" nell'avere questo approccio, veniva amplificato dal disfattismo lungimirante del chercheur, quando all'ikea ci siamo dovuti andare e osservava nel magazzino prima delle casse bancali e bancali di cose (la robbba, come cita saggiamente lui) e scuotendo il capo sospirava ti rendi conto che tutto questo nel giro di tipo dieci anni, finira' tutto in una discarica?. Gia'.
La seconda motivazione, che scompare al confronto della prima, e' sentirsi -almeno economicamente- meno in colpa di lasciare la robba dietro di te quando andrai di nuovo via ed il tuo amato non vorra' fare un trasloco di quelli classici -metti le tue cose sul camion. Che poi non e' che sei meno triste, perche' ci hai comunque voluto bene a quella robba adottata. Pure piu' che se fosse stata nuova, perche' non e' detto che molti altri l'avrebbero salvata. E te la terresti con te la robbba salvata.

Molte altre 'cose di casa' vengono dal riciclo di contenitori alimentari. La spesa al supermercato nelle prime settimane di questo insediamento olandese come in quello americano, non era volta al nutrimento o godimento della carne alcuno, ma pura e dura ricerca di contenitori. La bottiglia trasparente del rose' per l'acqua, le pesche sciroppate sotto vetro per lo zucchero, le latte dei pelati come portapenne, il sugo in barattolo di vetro per il caffe'. Il bottiglione di sugo per il cous-cous. Ed ovviamente quintali di marmellata Bonne Maman per farne bicchieri. Che' io ormai da anni uso i barattoli di marmellata come bicchieri. Perche' voi no?


Poi un giorno e' arrivato il forno, un sabato via camion, dall'ikea appunto. Ed appena ha varcato la soglia di casa ha scatenato l'angoscia del dove finirai dopo? Ha scatenato tutta una serie di sensazioni a dirla tutta. Ci e' sembrato di diventare quelli che in campeggio si portano la televisione, per esempio.
Poi il forno e' arrivato come dire? nudo.




C'e' stata grossa crisi in casa Squa&Franx approposito del fottuto mobiletto che io comprerei per vestire il forno, questo o similia, per capirci. E lui a ribattere ma che ce ne facciamo del mobiletto? ma io mi devo essere rimbambita appresso a te Volevamo il forno, no? mica un mobiletto o santo iddio Se proprio ci tieni prenditi un mobiletto, io non ne ho bisogno ma roba da matti

Poi ieri sera, quattro birre e tre biophysicist, uno dei quali in fieri, a parlare senza sosta tra definizione di vita, evoluzione e cose affascinati. Si e' arrivato anche a parlare del forno nudo e di quanto fosse in fondo affascinante. Ed in quel momento, avvolta da quella bella atmosfera, ho deciso che no, non abbiamo bisogno del mobiletto. Poi ho ripensato a quando io facevo la fame di realizzazione personale, lui era un baiofisic-vuld-laic e mi ha fatto grande impressione ritrovare le speranze di quel post fatte cosi' concrete oggi.

Oddio forse alla fine lo comprero' pure il mobiletto della discordia, che qui si e' romantiche, ma anche pratiche, spolveralo tu un forno nudo.
Ma essenzialmente ed anche no, hai ragione tu ma di piu' che ragione


...piu' che un post una dichiarazione d'amore


13 November 2008

Parole

... piu' che un post una pillola d'allegria

Ci son parole che fan sorridere, la mia parola composta e sorridente preferita e' cuio capelluto*. Se lo ripeto come un mantra mi rimette l'allegria.
Da oggi ha un degno compare... la
secchezza delle fauci.


* la insegnavo anche ai nipotini

09 November 2008

Bionica

...piu' che un post un sogno nel cassetto

Saro' monotematica. O quasi: se non son cicli son meta'cicli ... pero' e' tutta la settimana che penso che tra tutti i tipi di part-time che ho visto qui, che ti puoi arrangiare la settimana come vuoi, ne manca uno: il part-time bisettimanale, lavori due settimane si' e due no.
Io lo vorrei: due settimane lavoro e due mi chiudo in casa a doppia mandata.
Invece ora come ora: nelle prime due settimane realizzo quello che nel bisettimanale successivo piu' o meno distruggo.
Se ottenessi un part time cosi' sarei come bionica.

05 November 2008

Riconciliazioni a catena




Obama a Ft Nox



Ci siamo svegliati in un mondo diverso.

Contenta che il presidente del paese piu' potente sia Obama, riconciliata anche con l'americanita', se gli americani hanno deciso di somigliare piu' a lui che non all'altro.
Non e' poco.

04 November 2008

stagioni


...un post che sa di cambio di stagione*



Gli olandesi sono diversi, mi dicevo stamattina sulla falsa riga dei miei soliti pensieri manichei i francesi sono..., gli americani sono..., che tanto mi piacciono.
Gli olandesi sono diversi dai francesi e dagli americani, pensavo mogia-mogia, la fronte corrucciata, mentre pedalavo verso il lavoro, avvolta da una delle prime nebbie della stagione.
Al ponte che entra nella zona del campus, scatta il semaforo rosso. La strada e' solo per cicli e ciclomotori, ma quando lungo i piccoli canali passano barconi, i ponti si aprono come levatoi o si girano. Questa deve essere una chiatta, anche se tra la nebbia non si distingue ancora alcuna sagoma. Mi riassorbo nei miei pensieri e dispongo all'attesa davanti al passaggio al livello.


Non si direbbe proprio uno splendido periodo umorale questo... sara' grazie al grande ritorno ad un clima uggioso? Che' il Colorado ti viziava assai in quanto a luce e colori... oppure grazie all'ancor piu' maestoso ritorno ad un metabolismo senza aggiunte di gestodene 0.075mg e etinilestradiolo 0.02mg (la pillola) 3 settimane su 4? Che' io sono un soggetto da studio in quanto a sindromi pre-, in- e post- mestruale: ce le ho tutte, nel bene e nel male. Erano anni che non testavo il mio metabolismo ormonale di base e sono piuttosto sbalordita ed anche interrogativa: mi piacerebbe capire meglio cosa mi sta succedendo.


Poi finalmente esce dalle nebbie una sagoma, ed ora che c'e' un'altra chiatta all'orizzonte mi sento decisamente meglio, sicuramente meno sola. Quando il ponte girevole si risistema al suo posto e scatta il verde, penso che sono rimasta tutta sulla destra, quando invece appena attraversato il ponte dovro' girare a sinistra. Mi giro per valutare uno spostametno a sinistra gia' sul ponte e sento gli occhi farmisi enormi... il tempo di attesa al semaforo, seppur breve, ha fatto accumulare una vera e propria Critical Mass lungo la stada che porta al ponte. Inutile cercare di girare a sinistra, il flusso critico e' gia' in moto. Mi fermo, sulla sinistra, li gurado sfilare tutti prima di rimettermi in sella. Mi e' gia' tornato il buonumore e mi sono riconciliata con l'olandesita' tutta.


*e col cambio di stagione, mi son decisa, finalmente, ad aggiornare la blogroll, cliccateci su se vi interessa

13 October 2008

Verso il mare del Nord in sella a Koga


...-ancora- un post di biciclette

Ne e' effettivamente rimasta solo una, la Koga appunto. Non e' stato un amore a prima vista, ma direi di conquista... sono stata al negozio diverse volte, giorno dopo giorno, alla quarta visita era mia. Una foto di Koga apparira' al piu' presto, appena me ne viene una decente, non che non ne abbia gia' fatte mille.

Io, Koga (ah ed il chercheur certo) ce ne siamo andate in direzione Mare del Nord, ieri. Si pedala che e' una bellezza!!
Macinate parecchie decine di kilometri andata e ritorno, credo una sessantina, ci mancava il contachilometri.
Un bellissimo sole (!), tanta gente allegra in giro, bimbi sorridenti, pedalanti, sgambettanti. Passati per l'Aia, ma solo di sfuggita, che sembra molto metropoli. Tante piste ciclabili. Poi il Mare del Nord che mi ha sorpresa... gran carattere e bella atmosfera.



08 October 2008

Ne rimarra soltanto una


Indubbiamente sono una terribile decision maker. O forse no?!!?
Dalla mia top 3 di bici di ieri, con calma, pazienza ed un secondo giro, due son state eliminate: la Gigantessa e la Gazella. E' sopravvissuta una Koga: ci siamo piaciute, anche se ha un piccolo (spero) difetto al manubrio ed un po' di ruggine qua e la', e' leggerissima e maschia. I biciclettari olandesi si stupiscono quando come una bamboccia con il suo futuro giocattolo punto il dito: quella!
Ma quella e' da maschi! mi fanno
E allora?!, accompagnato da spallucce
Che ci posso fare? Le bici da femmina le trovo bruttine, anche se devo dire che quella che sto pedalando ora prometterebbe spensieratezza e gonnelline a primavera. Ma a me non basta. Non posso pisciare in piedi, almeno potro' avere una bella bici ? (questa m'e' scappata)

Intanto sto valutando se per lo stesso prezzo non me ne convenga una nuova. Nel gioco dei nomi questa non sarebbe molto allettante: Mahin di cognome e RX3 di nome.
Ma sempre meglio di questa che l'ho vista al negozio e scoppio a ridere senza riuscire a fermarmi.




Comunque bicicletta in olandese si dice fietsen!

Giorni della settimana ed etimologie

...un post di appunti


ma - maandag - (maan : luna)
di - dinsdag
wo - woensdag
do - donderdag - [donder : tuono]
vr - vrijdag
za - zaterdag
zo - zondag - (zon : sole)



Dal martedi' al venerdi' l'etimologia segue il corrispettivo Germanico degli dei che danno origine ai nomi dei giorni in latino (vedi sotto). La stessa origine germanica e' rispettata in Inglese.

Týr
Wodan
Donar
Friia

Il sabato non l'ho capito.

Vediamo se ora riesco a leggere gli orari dei negozi senza confondermi.

07 October 2008

benvenuto


...un post di benvenuto


quella in alto e' la ciclo-tangenziale

Non credo di avere le energie per un vero post...
...pero' intanto volevo dire che la vita nuova ha un odore diverso. Diverso da tutti
gli odori di tutte le vite precedenti. Non so come spiegarlo.
E poi che sono entrata inequivocabilmente in un periodo verde: guardo le cose verdi, comprerei tutto verde. Spero sia un buon segno.
E poi che i bimbi olandesi vanno a scuola in bici e la cartella la legano sul portapacchi. Cosi', oltre che crescere sani ed atletici, la schiena non se la rovinano punto. Altro che trolley.

In questi giorni ho pedalato in piste ciclabili di ogni livello possibile. A volte avrei avuto anche bisogno di un disegnino per capire cosa fare... a mo' di libricino della patente. -Muoio dalla voglia di vedere un libricino olandese per la patente.- Mi sa' che un paio di volte ho anche fatto qualcosa di sporco e mi avran mandata a farmi benedire. Ho la tentazione di mettere un cartello
Ik ben een buitenlande (?!? me la'ha detto Google Translate : Sono straniera )
E guardo le sciure che al semaforo scendono dalla sella come amazzoni ed aspettano il verde a fianco della bici, eleganti. Poi al verde saltano su 'al volo'. Bici a destra, piede sinistro sul pedale, op in sella. Io ci ho provato e non sono molto elegante.

Ho fatto le stradine, le strade grandi e le circonvallazioni: ognuna con la sua brava striscia (rossa) per le bici (e motorini). Le circonvallazioni con incroci paralelli per le bici. Oggi dovevo andare in periferia e -ovviamente- ho preso la tangenziale. Non e' stato semplicissimo capire come gestire il tutto. Modello ciclo-raccordo anulare.
Metti che vuoi andare alla citta' -chesso'- a 15 km da qui: ci puoi andare serenamente in bici, se vuoi. Ci sono i pendolari in sella, il chercheur ne ha uno per collega. Dice che non gli piace andare in treno (che pure pare funzioni da dio). A me piace molto andare in treno, pero' i pendolari in sella li capisco: 15 km li fai in un'oretta con la tangenziale a portata di mano. Risparmi i soldi per lo spostamento in se' e pure quelli per la palestra che' non ne hai piu' bisogno. Come sono magri gli Olandesi: fisico asciutto ed efficiente.
Che poi la tangengiale e' pure verde tutta attorno e a volte passa tra i boschi. Cosi' risparmi pure i soldi dello strizzacervelli, che' gia' l'attivita' fisica fa bene allo spirito, in piu' il verde fa bene all'equilibrio mentale, la pace e calma interiore. Io credo profondamente nella Cromoterapia e quindi in Olanda staro' benone, anche se ieri e' stato l'unico giorno di sole in una settimana e pare che ne sia stata una fortunata.

Mi godo ancora una settimana di esplorazioni, perlustrazioni, costruzione di mappe da caccia del tesoro su Google Map. Secondo le pagine gialle c'erano 18 rivenditori di bici in citta': ognuno un puntino sulla mappa e me li son fatti tutti. Missione: trovare the most beautiful second hand bike in town. I nomi sono uno spettacolo: Sparta, Lenta, Gazelle, Calma... Io -solo in quanto a nome- votavo per Calma ... per poter dire La Calma dopo la Tempesta.

Intanto, con una bici in affitto, vado al (ciclo)passeggio e fotografo mentalmente luoghi, qui c'è un ferramenta dans le cas où.
E devo dire che sento che staro' benone qui.

Mi do il benvenuto in una nuova vita
benvenuti anche voi nei suoi racconti...

29 September 2008

emozionata


...un post in partenza



Bagagli fatti, aperti, sfatti, rifatti per settimane ormai, ora sono -quasi totalmente- chiusi.
Ancora qualche cosina da fare e poi si parte.

Gia' domani comincia la vita olandese. Non mi dispiace partire in treno: 15 ore di viaggio concederanno il tempo mentale della transizione. Tanto tempo per pensare ed apprezzare una partenza che sa sempre meno di fuga. O forse e' solo una fuga diversa, consapevole.
E poi al risveglio tutto un mattino di paesaggi nuovi...

La foto e' per i posteri e rappresenta il mio trasloco al completo. Ho passato settimane a riflettere sui termini dei volumi di se' ovvero quanto spazio occupo nel mondo fisico?! Ho sfogliato incuriosita i ricettari della Cri in comunello, li guardavo pensosa e mi chiedevo se desideravo una libreria piena di libri di ricette e non. Un desiderio -quasi- proibito, nel quasi ci sono piccoli/grandi compromessi che mi appaiono come prove d'amore.

Buon viaggio a me ed i miei volumi

a risentirci dalla terra delle biciclette!!


24 September 2008

squabus alias the blog finder


...un post di blog-advertising


Dopo l'insonnia e 4 orette scarse di sonno ho scoperto un nuovo blog (via la piccola cuoca) che mi piace. Lui si firma mfisk ed il blog si chiama Non ne so abbastanza, un nome che mi ha fatto subito simpatia.

Assolutamente imperdibile: l'emozionante saga dell'Alitalia, che segnalava appunto la piccola cuoca e che anche io consiglio caldamente.
Crepi l'avarizia, segnalo pure: La lotta col cellu e per rilassarci Cartoon-Sorpresa.

Inserito nei feed!

P.S.
Strept e' vivo e lotta insieme a noi. Mi urla talmente in gola che rimbomba pure nell'orecchio, pero' bisogna dire che almeno mi rende una blogger migliore. Mi sa che si aspetta di essere pure ringraziato.

Io e l'amico Strept




...un post un po' antipasto (o forse frutta?)


Chissa' forse ero l'unica a non sapere nulla di Strept. Era anche un po' che non mi ammalavo (pur dicendo una volta ogni 2 o 3 giorni il fatidico mi sto ammalando - per poi non ammalarmi mai). Fanno media soprattutto i 20 mesi di Colorado dove l'aria secca fa bene al sistema immunitario, si direbbe, che' ne' io, ne' il pur cagionevolissimo chercheur ci siamo mai ammalati - proprio mai.

Le placche in gola invece non ricordo proprio di averle mai avute.

Non ricordo nemmeno quale e' stata l'ultima volta che avevo fatto un trattamento antibiotico. Forse in occasione dell'appendicite -che forse non c'era- del 2000 ?

Insomma io ero partita in sella a Tempesta per un nuovo tentativo (poi fallito, inutile la suspense) di Cicloromanzo in occasione dell'ultimo tratto della lunga e meritata vacanza. Invece sono tornata con in valigia poco sole, quasi niente mare e una bella infezione da Streptococco che, piu' che in valigia, sta comodamente annidato sulle mie tonsille.
Dicesi tonsillite.

La tonsillite puo' essere causata da un virus oppure da un batterio: lo Streptococcus pyogenes (Streptococco di tipo β emolitico del gruppo A).
Nel caso della tonsillite batterica, l'incubazione puo' arrivare a 10 giorni, il trattamento antibiotico -come spero sia noto- e' utile solo nel caso l'infezione derivi dal batterio. Solo che quando il medico ti visita ti prescrive gli antibiotici per direttissima. A quanto leggo e sperimento sulla pellaccia, in genere viene prescritta amoxicillina (oltre ad antipiretici, antidolorifici, antiffiammatori per tenere a bada il febbrone da cavallo), un antibiotico appartenente alla classe dei β-lattamici, gruppo delle penicilline.

Siccome in Colorado, oltre che stare alla larga dalle malattie, ho preso familiarita' con il problema della diffusione di microrganismi (anche patogeni) resistenti agli antibiotici, ho cercato di resistere ed invece di annuire pazinte e mansueta al medico che prescriveva, gli ho chiesto cosa rischiavo evitando gli antibiotici.
Mi ha detto febbre reumatica e altre cose paurose, e che se volevo escludere che a causarmi la tonsillite fosse invece il virus (che avrebbe significato prendere l'antibiotico aggratis) potevo fare l'indomani un tampone faringeo.

Mi vergogno un po' ma non me la sono sentita di dire no al trattamento antibiotico. Al momento non ero preparata abbastanza sull'argomento e non avevo internet, ne' un medico di fiducia da consultare. Pero' mi sarebbe proprio piaciuto avere la conferma di laboratorio Vai tranquilla e' proprio Strept, prima di partire con gli antibiotici. A mia parziale discolpa c'e' il fatto che le mie tonsille a placche erano di terza generazione , prese dalla seconda, ovvero Mila, che a sua volta le ha prese da Teta, che quindi a conti fatti si e' vendicata ben bene di quando le ho mandato la varicella con i super poteri, che' stavolta la magdite non c'entra proprio. Entrambe le fanciulle di prima e seconda generazione sono guarite con l'antibiotico (ma sarebbero guarite ugualmente con o senza antibiotico in caso di virus forse?). Se un medico mi legge, corregge, chiarisce e' il benvenuto.
Ero anche un minimo in un paese che non e' il mio, ammesso che significhi qualcosa visto che dal punto di vista di lavoro e mutua navigo in un meraviglioso e rassicurante limbo al momento.
Mi autodenuncio quindi, sperando che si diffonda l'alternativa al prendere gli antibiotici ad occhi chiusi. E mio malgrado mi prendo tutti i 6 giorni di antibiotici prescritti, perche' il secondo errore (forse anche piu' grave) dopo il prendere gli antibiotici a sproposito, e' interrompere la cura prima che sia finita. Cosi' si fa selezione naturale, si crea una pressione ambientale che fa sopravvivere i batteri meno suscettibili, che generazione dopo generazione (e loro ne fanno tante e tanto piu' velocemente di noi, Darwin all'ennesima potenza), magari anche riesposte a pressione ambientale, danno poi ceppi resistenti. Funziona cosi' in soldoni spicci.


Tornando a Lui, la star della mia vacanza, gli americani lo chiamano affettuosamente Strept. Magari voi sapevate gia' tutto di lui. Magari no.
Se poi vi immaginate in campeggio (ma di piu': in un pelo -ma giusto un pelo- piu' costosto bungalow) in Provenza, di fronte ad un'isola che era splendida la prima volta che l'avevate visitata, sta' volta un po' meno. A dimostrazione di quanto possa lo spirito (e la salute pure!) sul contesto concreto... (ma anche il contrario)... allora capirete i toni malinconici. Ma non a fondo, perche' avreste da mettere a fuoco anche il concreto contesto, appunto.

E' che ho superato l'ora di Marzullo stasera.
Insonnia conclamata.

dicevo io




Ho letto (tra l'altro...) della gravissima vicenda Cinese sul latte contaminato.
E mi dicevo melamina, melamina, non mi dice niente.
Forse, ma ripeto forse, perche', anche se il nome della sostanza in inglese fa melamine, in italiano farebbe melammina (e non melamina come tutti i giornali titolano), che ha un suono per me un pelo piu' familiare.

La melammina e' principalmente sintetizzata a partire dall'urea per la fabbricazione di resine melamminiche: ...resine incolori e inodori, resistenti all'acqua, agli agenti chimici, all'abrasione, al calore e con una notevole trasparenza alle radiazioni luminose...


La melammina viene poi anche fraudolentemente addizionata agli alimenti per aumentarne l'apparente contenuto proteico, in quanto i test standard per misurare il contenuto proteico degli alimenti (come il buon vecchio Kjeldahl) misurano il contenuto proteico basandosi sulla quantita' di azoto nell'alimento. Evidentemente (quanto criminosamente) l'aggiunta di un composto ricco in azoto come la melammina falsera' il test, perche' l'azoto presente in questo composto tossico, proteico non e'.

Inizialmente ci han detto Non preoccupatevi, tanto e' dal 2002 che non importiamo piu' latte e derivati dalla Cina (non trovo il link di Repubblica, eppure l'avevo letto li', per ora ho trovato questo).
Certo, siccome in casa ci viziate con i controlli infallibili sul formaggio nostrano, noi non possiamo far altro che fidarci ciecamente quando gli alimenti li importiamo dalla Cina.
Poi ora dicono che controllano che forse e' meglio.

Dispiace che in questa quasi-casa (ancora per una settimana scarsa prima del nuovo trasloco), non ho le mie bibbie a portata di mano, da aprire per dare un occhiata-un-po'-piu'-chimica che non sia un click su un sito internet. Questione di punti fermi.

15 September 2008

L'importanza di protestare a gran voce


Mi associo all'indignazione scatenatasi in rete (via Lia) per una vicenda di brutale ed ottusa disumanita' avvenuta in una filiale del Carrefour.

Ed ammiro la forza di questa mamma perche' spesse volte l'umiliazione paralizza senza ragione che tenga.

Come si puo' leggere da qualche anno qui a sinistra, non ho mai amato il carrefour.
Da oggi ho un motivo valido in piu' per starne lontana.

Come suggerisce Pandemia , sarebbe il caso di tartassare il gigante di e-mail di protesta. Io ho appena scritto, l'indirizzo e': servizioclienti@carrefour.com

25 July 2008






Il blog fa le ragnatele.
Ma non e' colpa mia.
Io scrivo un post nella "mia" testa ogni mattina, pedalando quell'allegra mezzoretta.
E' quell'altra che poi non ce li fa scrivere.
Pedalando vi ho gia' raccontato tutto, io.

16 July 2008

Pant



Si lo so
lancio urli nel vuoto e scompaio
azzurre urla nell'etere

Non ce la fo' letteralmente piu'.
Voglio tornare "a casa" adesso.
Mi piace profondamente quando ci ascolto dire
Torniamo in Europa
Torno subito


06 July 2008

Era il 4 di Luglio


Update
(in puro delirio flickr)
qui le foto del nostro solitario 4th di Luglio.
Manca FortNox Beach, ci rifaremo...





Ieri era il 4 di Luglio, e' stata una giornata impegnativa. Dopo e-mail(s) ad Archimedi varii, ce ne siamo andati ad affumicare il colorito mozzarelleo a Fort Nox Beach. Vuoi mettere?

(...)
Risparmio il post kilometrico stasera...
Andiamo al sodo.

Le cose salienti che sono successe:
dei caccia bombardieri ci sfrecciavano sulla testa, mentre eravamo sulla "spiaggia". Ad un chercheur scandalizzato dicevo "eh perche', noi non abbiamo le trecce fricolori?"
Veramente saliente.

In serata ce ne siamo andati al giapponese quasi sdegnando i fuochi. E tristissimi perche' tutti gli amichetti se ne sono partiti, chi per Nuova York, chi per San Francisco, chi per il South Dakota. Noi nisba.
Usciti dal giapponese, mentre eravamo avviluppati in un raro se non
l'unico momento di tenerezza mai esternato su suolo pubblico americano, la waitress se ne esce, ci interrompe il bacio dello scandalo, e ci chiede "tutto a posto?"
Passi alla storia che siamo stati inseguiti fuori da un ristorante giapponese da una waitress delusa per la mancia. In realta' la mancia (tip) c'era e la stordita non l'ha vista. Per dirla fino in fondo il chercheur ha un modo tutto suo di lasciare tips. Chissa' quante volte ci hanno sputato nel piatto.

Poi abbiamo sbiciclettato con i fireworks di sfondo, bellissimo, per poi finire in City Park insieme a tutto il paesiello che faceva versi animaleschi ai botti.

L'ultimo 4 di Luglio!


30 June 2008

28 June 2008

Squabus al Virginia Tech




...un post fotografico
la maggior parte dei link portano a delle foto caricate su flickr



Si partiva di domenica pomeriggio. 'Come partire e' un po' morire, figurarsi di domenica.

Il viaggio e' stato lungo e ritardato nello scalo da Dallas(!) a Richmond perche' l'aereo dove dovevamo imbarcarci veniva dal Messico ed era infestato di fruit flies (moscerini). O almeno cosi' hanno detto a noi. Dopo una notte in un anonimo albergo vicino l'aereoporto di Richmond siamo partiti con tanto di macchina in affitto alla volta di Blacksburg. Appena 350 km di strada, che Jo March e phD al seguito con conferenza il martedi' mattino a Richmond, si sono sciroppate andata e ritorno lo stesso giorno. Che vuoi che sia.


La Virginia e' verdissima.
La Virginia, insieme a Kentucky, Massachusetts e Pennsylvania e' un Commonwealth e non uno stato qualsiasi. Che cosa poi voglia dire esattamente, lo si chieda al signor Pedia (Wiki).
La Virginia, prende il suo nome dalla regina Elisabetta I d'Inghilterra, detta anche The Virgin Queen.
Virginia is for lovers, come recita lo slogan tormentone.
Fine dei pensierini a titolo Virginia



Una volta a Blacksburg abbiamo visitato gli uffici e laboratori dove Jo March, il Masterizzando Cicciotto, qualche altro studente non ancora bene definito (e non piu' io) opereranno la loro scienza.

La visita al campus e' stata ovviamente una sorta di pugno nello stomaco. Quelle 32 pietre e non 33 (come qualcuno -qui una voce-, per fortuna, dice avrebbero dovuto essere).

Lo spirito di appartenenza che studenti ed impiegati maturano nelle universita' americane e' qualcosa di incompresibile per me. L'Hokie spirit e' cosi' sentito che viene nominato persino nella targa commemorativa delle vittime del massacro.





Nel pomeriggio ormai inoltrato Jo March e dottoranda al seguito son ripartite per Richmond, mentre io ed il dottorando cicciotto siamo rimasti ospiti di due studenti per la caccia ad un appartamento per lui ed ad una decisione esistenziale per me.
Il passaggio da una macchina fotografica vecchio stile, con la buona e vecchia pellicola, al digitale, ha comportato per me la liberazione di un fotografamento compulsivo e spesso casuale. Come e' successo a sera, quando gli studenti del futuro dipartimento di appartenenza di Jo March, ci hanno portato a mangiare fuori e poi a bere. Camminando per questa strada, ho cominciato a fotografare a caso, mentre esclamavo Uh quante chiese. E J mi diceva Per questo la chiamano Church Street. Ed io ridevo alla battuta. Ma non era una battuta.
Per dirla tutta, il senso religioso in Virginia e' un po' opprimente.


Poi vai nei bar e metti in borsa il giornaletto di arte e cultura di Blacksburg (come faresti con lo zerodue a Milano). Il giornaletto e' questo. Alle pagine 20 e 21 del numero giugno-luglio 2008, c'e' un emozionante articolo che riporta i pensieri dei possessori di armi della ridente cittadina.
Titolo:
GUN CULTURE
LOCAL GUN OWNERS:
SAFE AND SANE
Mentre il riquadro in basso recita:
"Shooting for me is VERY MEDIDATIVE. You have to FOCUS ... it helps me clear my head."
I maiuscoli non sono miei.



Mangiamo tacos senza pomodori che c'e' in giro la salmonella e ce la si chiacchiera dei rispetivi boss e della vita del campus. Un quasi masterizzato, appena dopo avermi rivolto la parola per la prima volta, mi fa
- You are Italian
- Si, gli dico sorpresa, come hai fatto? Non e' che ci azzecchino mai al primo colpo.
- Mi dice che e' perche' ha conosciuto molti italiani nel campus.
- Il mio sguardo si illumina.
- Ma, dice, sono ormai partiti tutti
- Il mio sguardo si spegne
- Tranne una
- Ri-splende il sole. Gli dico che voglio, vorrei conoscerla.
L'esperienza di incontro degli italiani emigrati in Colodado mi ha segnata positivamente. E' bello incontrarsi.

Cosi' la mattina dopo il quasi masterizzato del Virginia Tech, mi passa a prendere a casa della studentessa che mi ospita. Che per inciso abita a Christiansburg e non a Blacksburg. E mi porta a fare colazione con M., milanese, e sosia della mia M., amichetta del cuore del liceo. Uguali. Ce la chiacchieramo, le spiego che forse, non so ancora, verro' al Virginia Tech per qualche mese o per un periodo non ancora ben definito tra agosto e natale e che quindi sto cercando una sistemazione (eventuale) dove (soprav)vivere. Mi dice che giusto a casa del suo fidanzato un conquilino, psicologo, potrebbe mancare giusto solo per il semestre perche' andrebbe in Texas a studiare musica (!?). Sarebbe perfetto. Deve andare a lavorare, ci salutiamo calorosamente, ci sentiamo, ci facciamo sapere.

Il Masterizzando Cicciotto arriva con un'ora di ritardo al nostro appuntamento per la colazione. Il Masterizzando Cicciotto, se ancora non l'ho detto, e' una persona totalmente inaffidabile. Jo March, quando ti dice che gli ha dato una borsa di studio per fare un phD, le appare virtualmente un'aureola sul capo. Diventa donna angelicata che tutto puo' sull'animo. Il riscatto totale sull'umano mondo.
Il Masterizzando Cicciotto comincia a scusarsi senza sosta, blaming himself. Io ho chiacchierato con M. e sono serena. Secondo-poi, il breakfast-place, non sara' molto fast (visto tutto il tempo che ho aspettato), ma e' molto piacevole. Furthermore stavo aspettando paziente, perche' per uno strano meccanismo soprannaturale, probabilmente manovrato dallo spirito divino di Jo March, donna angelicata, ho deciso che aiutero' il cicciotto masterizzando a trovare casa. Lui, che pure si trasferira' qui un giorno di Agosto, anche se non sa dove, e' venuto in visita senza uno straccio di idea di dove cercare, di come e' fatto il campus, di vattelappesca. Mentre io, che non ho ancora deciso che ne sara' della mia vita, ho stampato mappe, preso appuntamenti, affittato auto. E sento che io saro' il deus ex machina che gli fara' finalmente trovare casa.
Nella prima tappa della nostra lunga giornata io e MC (il Masterizzando Cicciotto) andiamo alla Graduate Student House, dove lui aveva fatto domanda per una stanza mesi or sono, senza mai ricevere risposta alcuna. Quando ci sediamo davanti alla responsabile dell'assegnazione stanze a masterizzandi cicciotti e non, quella, delicatamente, fa presente a MC che gli era stata proposta una stanza, mesi or sono, ma che lui non ha mai risposto alla e-mail. Viene fuori che lui aveva segnalato la mail del Virginia Tech nella richiesta. Mail che non ha mai aperto. MC comincia a disperarsi, blaming everybody per questo disastro, che lui c'ha da scrivere la tesi e poteva evitare di volare in Virginia se ci avesse avuto una casa. Il deus ex machina lo sprona a guardare avanti, a riapplicare per la stanza, la tizia dice che gli dara' priorita' assoluta su chiunque altro.
Poco piu' tardi, mentre io incontro e chiacchiero con una ragazza iraniana che affitta una stanza a Christiansburg, anche qualche mese le va bene, MC comincia a fare le sue telefonate di house hunting.
Poi si parte a visitare i complessi residenziali intorno al campus. Andiamo al primo dove MC ha telefonato, gli hanno detto che hanno un solo appartmanento rimasto. Ci fiondiamo ed appena arrivati nell'ufficio, l'addetta all'affitto appartamenti ci dice, puntandoci col dito una biondona slanciata, che lei ha appena visitato quell'appartmamento e forse lo prende, non e' sicura. La biondona si rende conto di MC, si guardano per un lungo momento, in sottofondo una musica western, la bionda esce, incolla il cellu all'orecchio, rientra nell'ufficio dopo 25 secondi di orologio ed annuncia lo prendo. MC starts to blame god. L'addetta all'affitto appartamenti telefona ad un'altra addetta affitto appartamenti di un'altro complesso residenziale vicino al campus, ma dall'altro lato. La seconda addetta dice che hanno ancora qualche appartamento libero. La prima addetta ci indica la fermata dell'autobus, dice che in estate passano ogni ora. Telefona per sentire gli orari. Passera' tra 5 minuti. Ci avviamo alla fermata e come in un balletto perfettamente coordinato l'autobus arriva per "raccoglierci", deus ex machina del deus ex machina. Dobbiamo cambiare autobus in campus, la scena e' miracolosamente esattamente come sopra. Qui Jo March, donna angelicata, ci cova.
Arriviamo al secondo complesso residenziale, dove una tizia con una scollatura vertiginosa mostra a MC un appartamento. Lui gongola, sulla scollatura e anche sulla decisione. Io lo guardo, deus ex machina, -ora fa il difficile- e nel mio sguardo c'e' tutto un Tu non vuoi (you don't want) avere ancora da pensare a dove vivrai, anche se non ci hai pensato neanche un minuto prima di venire qui in visita. Tu hai da finire di scrivere la tua tesi. Ed io sono il tuo deus ex machina, quindi firma e facciamola finita. MC quindi firma una quantita' spropositata di scartoffie, mentre Scollatura Mozzafiato da' prova di spudorata ochitudine, davanti ad un deus ex machina ad occhi sbarrati..
We like MC
You are going to stay very close to me, MC

e via dicendo.
E quindi, a conclusione di questo emozionante capitolo della visita si Squabus al Virginia Tech, il Masterizzando Cicciotto vivra' qui, praticamente come a Melrose Place, anche un po' per merito mio. Speriamo bene.

Ci tocca andare a prendere una macchina in affitto per tornare a Richmond il giorno dopo. Il car rental piu' vicino e' all'aereoporto di Roanoke, un'oretta di bus ad andare ed un'oretta (di macchina in affitto) a tornare. Virginia is for patient Lovers.
Perdiamo un paio di autobus che ci porterebbero in campus per prendere il bus per Roanoke, mentre MC firma scartoffie. Poi finalmente MC saluta la Scollata e ci incamminiamo alla fermata, dove dobbiamo attendere solo un minuto piu' di prima.
Sono le 15 passate e non abbiamo ancora pranzato, facciamo appena in tempo a fermarci in un bar ed ordinare due panini da portar via. In Europa sono le 21 passate ed e' il giorno di Italia Francia. Me ne ero dimenticata. Nel bar del panino c'e' una tele ed il mio sguardo divertito coglie l'uno a zero, ed un Toni ancora senza baffi.
Scappiamo a prendere il bus, andiamo a prendere la macchina, prendiamo la macchina, torniamo indietro. Per fortuna la strada e' simpatica, tra:
- il fatto che la Virginia e' piacevolemte verde
- gli RV che viaggiano nella terra dei Lovers
- le chiacchiere.

Il tutto passa veloce, mentre io, tra i miei mumble-mumble esistenziali e non, decido che l'indomani mattina presto voglio visitare ancora un paio di posti in campus e quindi 'sta notte non voglio dormire a Christiansburg. Quindi telefono a J. e gli chiedo se mi ospita nel divano letto accanto ad MC, telefono ad A. e con delicatezza le dico che andro' a recuperarmi il mio zaino a casa sua, ringraziandola infinitamente. Poi chiamo anche M., sosia di M., e le dico che mi piacerebbe visitare la casa del suo fidanzato, gia' che son qui, nel caso in cui.

Arriviamo a Blacksburg che sono gia' le 19.00 ed e' gia' tempo del mio appuntamento con l'ingegnere argentino che:
- ha messo un annuncio su craiglist dicendo che cercava un coinquilino, che
- lui era argentino quindi la convivenza poteva essere interessante per chi volesse migliorare il suo spagnolo,
- non ha specificato per quanto tempo affittasse la stanza.
Quindi io gli avevo scritto:
- che lo spagnolo lo parlavo gia',
- che io ero italiana, in caso a lui interessasse imparare la lingua dei poeti,
- che non aveva specificato il periodo di affitto, quindi io tentavo, pur sapendo fosse molto improbabile che lui affittasse per un solo semestre.
L'ingegnere argentino mi risponde che:
- ha la nazionalita' italiana, ma
- non parla la lingua e che,
- si, in realta' cercava qualcuno per tutto l'anno, ma che forse preferisce affittare a me per qualche mese piuttosto che ad un altro per un anno intero.
E si risparmino le facili battute perche' questa e' solo dimostrazione che gli argentini ci adorano. Hanno l'Italia nel sangue.
E quindi corro a casa dell'argentino. Che e' abbastanza bruttina e decisamente sgarrupata, se poi confrontata con la Melrose Place che poc'anzi ho visitato... Io e l'argentino chiacchieriamo un'ora in inglese. Io ormai, gia' dal giorno prima, ho come messo il pilota automatico chiacchiereccio: Bla bla bla. E perche' forse io bla bla bla... Virginia Tech bla bla... Jo March bla bla. Il chercheur bla bla. L'Olanda bla bla bla. Una fatica... Ricorda qualcosa?
Dopo un'ora a parlare in inglese, senza riuscire ad inquadrarlo, gli dico, senti, scusa eh, ma io con gli (ingegneri) argentini sono abituata a parlare in castigliano, ti dispiace se... No porque sabes yo bla bla bla. Me parecia tan raro bla bla ... . Il tipo mi guarda strano e mi fa veramente di solito non parlo castigliano con gli stranieri, poi mi guarda come fossi un'aliena e passa alla lingua di Cervantes, meno male, che' il fatto era che eravamo molto piu' alieni prima...
Saluto l'italoargentino, Ci sentiamo, ci facciamo sapere, si.

Corro indietro a casa di J., recupero MC, che':
- alla fine l'affitto della macchina l'ha firmato lui,
- che' l'affittatore di macchine (ah gia'), dopo avermi chiesto se ero russa (M. la sosia di M. mi aveva appena raccontato la mattina stessa che le chiedono sempre 'Sei russa?') ed io no Sono Italiana, Ah What's his name? Berlusconi? I like that guy
- (....)
- che' l'affittatore di macchine, dicevo, mi aveva chiesto il mio social security number ed a me mi hanno insegnato che la gente in ammerica la deve smettere di chiederti il tuo social security number ad ogni pie' sospinto e quindi io lo lascio a casa.

Corro a casa di J. e becco MC , guidatore ufficiale della macchina, che si sta sintonzzando sulla finale di NBA Boston Celtics-Los Angeles Lakers. Non ho pieta', mi faccio accompagnare da MC a casa di A.. MC non ha ancora conosciuto il marito indiano di A.. MC questo e' il marito indiano di A.. Marito indiano di A. questo e' MC, piacere. E giu' le chiacchiere.
M. la sosia di M. mi richiama e dice che sta andando a casa del fidanzato, ci vediamo li'. Salutiamo A. ed il suo marito indiano. Grazie di tutto, se volete venire a visitare le Rocky Mountains...




MC mi accompagna a casa del fidanzato di M., la sosia di M.. MC viene presentato a G., milanese, fidanzato di M., a C. salernitano che parla inglese con accento salernitano, S., studente danese giovanissimo (ed angelicamente bellissimo), ed E. che viene da Vicenza ed e' stato punto da un insetto oggi andando in bici ed e' appena tornato dal pronto soccorso tutto gonfio, a rischio di shock anafilattico. Il gruppetto e' di un'allegria indicibile, mi mostrano la casetta che e' proprio bella, il bagno ha una vasca da bagno con i piedi, la cucina e' gialla, la stanza dello psicologo americano che forse va a studiare musica in Texas(!) e' blu ed ha un letto ad acqua.
MC is incolla alla tele in soggiorno a guardare la finale di NBA, io e gli italiani ce la chiacchieramo in cucina, sotto lo sguardo di S. il danese. Sono simpatici, la casa trasuda Italia, io mi sento a casa.
Scene di ilarita' totale si verificano quando anche MC viene in cucina. La finale e' noiosa? e' attratto dalla simpatia? c'ha fame? sono le 23 passate ed ovviamente non abbiamo cenato. C. il salernitano spiega a MC, in inglese salernitano come e perche' gli italiani evadono le tasse. Io filmo il tutto ed un giorno' faro' fortuna con un video intitolato Italy4dummies.
Quando scoprono che siamo digiuni, gli italiani, pummarola, ovviamente mettono su una pasta al sugo. MC non ama le cipolle, allora solo Pomi' e basilico che viene dal loro orticello. MC interrogato su com'e' una pasta cucinata veramente all'italiana, dira' che e' uguale a tutte le altre. Ne nasceranno poi discussioni infinite sullo sciovinismo culinario di noi italiani. Dovro' convenire che ce la tiriamo abbastanza e mi vergognero' un poco.

e bla bla bla
bla bla bla
quanto ci piace chiachhiera'
diceva una esplosiva Ferilli, no?


Ci ritiriamo a casa di J. che sara' l'una di notte, la sveglia puntata alle 7, che' ancora voglio visitare l'ufficio internazionale, quel laboratorio mega hi-tech... poi ci scappera' anche una sorta di ostello surreale nel cuore del campus, dove il bagno e' comune uomini/donne con tanto di targhetta uomo o donna da attaccare col velcro mentre fai la doccia.

Dopo queste simpatiche gitarelle, ci spariamo i 350 Km per tornare all'aereoporto di Richmond, riincontriamo Jo March e dottoranda al seguito. Io dopo tutto quel chiacchierare sono sfinita, non ho piu' parole per nessuno -specialmente in inglese- e mi chiudo nella crankiness piu' totale. Il giorno dopo mi do' malata per la prima volta in un anno e mezzo. Quando rivolgero' nuovamente la parola a Jo March, sara' per dirle questo.

Qui tutte le foto.
Non so perche' flikr me le ha tutte mischiate ?


Mi rileggero' un'altra volta, si perdonino i refusi
Adesso vado a prepararmi per una scampagnata alla montagna prima che il chercheur si sfidanzi da me improvvisamente.

Elogio di Jo March


***

Succedeva mercoledi', durante il nostro meeting settimanale. Praticamente le ho detto

Listen Jo, I know it took a big while, I am sorry, but it has been the hardest decision of my life... and I know I have been pretty cranky lately, I apologize, it is so hard ... but I finally decided
I decided to go back home
:(


(musichetta)

Torno a casa
la casa dov'e?


Quindi questo blog -ormai ufficalmete- impacchetta, saluta tutti ed atterra in quel di Milano il 17 Agosto o giu' di li', fusi orari ancora da considerare (no e' bene specificare, visto che qui gia' si e' ben famosi per fare delle papere micidiali al proposito). A meno che' non cambi di nuovo idea, il che non e' neanche cosi' improbabile.

Poi questo blog se ne va direttamente al mare, senza passare dal via.
Solo dopo aver pacato gli effetti di astinenza che la lontananza dal mare sta lasciando (2 anni quasi, 600 giorni circa, non ci posso pensare),
solo dopo, si considereranno le miserie della nuova disoccupazione... Per ora ci si concentra mentalmente sulla massa di acqua blu orizzontale e mediterranea e si cerca di tenere su il morale.


***
Era dai tempi della camminata in sandaletti rosa per la graduation della dottoranda messicana che volevo fotografarle i piedi, un feet-style unico... (poi li ho trovati in rete).
Mi manchera' la rilassatezza ammericana.


25 June 2008

Absolutely cranky



Da ieri si e' giusto un pelo piu' vecchi, da queste parti...
Il premio fai sorridere una Squa di pessimo umore (oppure appunto cranky, una delle mie parole inglesi preferite!?), all'amica Mila (in riferimento alla crankiness -se possibile- ancora piu' totale e globale dell'anno scorso)
Hai visto? Non dovevi preoccuparti...i 30 passano in fretta.....!!


24 June 2008

Mi Vendo tannanana'


Via el Pais, dove ero andata a curiosare come festeggiavano i cuginetti...
leggo di questo tizio che vende tutto quello che possiede: casa, macchina, moto lavoro (quasi gli amici!) per partire verso una nuova vita.

When I say everything is included in the sale I mean EVERYTHING is included! Upon completion and settlement I will walk out of my home for the last time in just the clothes I am wearing, and carrying only my wallet and passport.

My current thoughts are to then head to the airport, and ask at the flight desk where the next flight with an available seat goes to, and to get on that and see where life takes me from there!

La seconda parte, devo dire, un po' invidia mi fa.
Poco importa che il tizio abbia trovato (allora ce ne sono ancora?!) la sua maniera di colarsi d'oro, (perche' scommetto che di soldi ne fara' parecchi). In realta' i motivi di un gesto cosi' avventuroso nascondono terribili sofferenze amorose, che invidia ne fanno poca. Anche se poi, chissa', saranno proprio la ragione per cui di soldi ne fara' tanti tanti.
I met and married the best girl in the world. I loved her with all my heart, and she loved me back too. However, after over twelve years together and five years of fantastic married happiness, I was hit with a bolt from the blue.

I often think of the line from "The Sunscreen Song" by Baz Luhrmann, which goes, "The real troubles in your life are apt to be things that never crossed your worried mind, the kind that blindside you at 4 pm on some idle Tuesday."


L'asta si chiude il 29 Giugno (Australian Western Standard Time), nel momento in cui scrivo ci sono 24 rilanci, fatti da 9 diversi offerenti e la cifra e' arrivata a AU $300,100.00.

Staro' a vedere incuriosita, canticchiando
faccio in fretta un altro inventarioooo...

20 June 2008

Sopravvissuta


Son tornata da Blacksburg ieri, seguiranno racconti ?
Questo post era nato come una mail per amici e parenti, siccome mi si e' detto che ha procurato risa a profusione lo metto pure qui, un minimo modificato e corretto qua e la'. Le mail agli amici mi riescono senza dubbio meglio dei post su Squabus e siccome Squabus era gelosa per 'sta volta le presto la mail, gli amici mi perdoneranno.



Gli ultimi tempi son stati particolarmente duri (quando mai?) Nell'episodio culmine di questo periodo di ansie ed agitazioni... ho praticamente ingoiato uno stuzzicadenti.
?!?
La cosa accadeva un pomeriggio nuvolo, due sabati fa', ho poi passato il giorno dopo (domenica) immobile aspettando che lo stuzzicadenti completasse il giro dell'oca... no non era interamente intero, gli mancava un pezzetto, un quinto forse. Il chercheur l'ha (poi) misurato: 4,5 cm. E' ancora in bagno, lavato e stirato: non mi risolvo ne' a buttarlo, ne' a fotografarlo, credo che lo conserverò' per i nipoti.
La sera stessa del fattaccio nessuno si e' minimamente preoccupato, dicevano massi' che vuoi che sia... La mattina dopo il chercheur lo googola e capita su un video che d'amble' parte dicendo che 10000 persone muoio ogni anno per avere ingoiato uno stuzzicadenti. E poi via immagini di autopsie con tanto di stuzzicadenti infilzati nelle trippe.
Forse a conti fatti ci siamo preoccupati esageratamente. Io, giusto per soddisfazione personale, mi sento comunque una sopravvissuta e ricordero' con ansia tutte le mele e cereali fibrosi che ho mangiato (domenica) il giorno dopo [per non lasciarlo solo], immobile sul divano, aspettando come in travaglio che mi scappasse di andare... fino a che ormai il lunedi' mattina l'ho dato alla luce sul cartone dei corn flakes sventrato e sistemato sul vaso per poter comodamente, di guanto e coltello di plastica munita, esaminare le faccende... [che schifo, mi scuso per i dettagli].
Tra l'altro, il chercheur, che continua a prendermi in giro, ora che e' tutto passato [the wood eater e' il battutone che trova piu' divertente] non ha che da ringraziarmi, perche' la scena, al barbecue coi suoi colleghi e' stata la seguente:
Uhm, mi passi uno di quei gamberi ricoperti di bacon (!?) che stai mangiando?
Lui mi passa il suo ancora intonso e se ne prende un altro.
Io lo addento, trasudante lardo, maldestra [come mangereste un gamberetto avvolto nel bacon?] ed annuisco alla conversazione in corso giustappunto sul (non) servizio sanitario americano e su quanto ogni giorno ci sia da ringraziare di non averne a che fare. Appunto.
Annuisco e l'occhio cade sul moncherino di stuzzicadenti che mi rimane nella mano destra...
- rendermi conto che il resto (parecchio) devo averlo in bocca,
- dirmi "cazzoooo",
- sentirlo accarezzarmi la trachea e scendere giu' dritto e beato
...e' un tuttuno.
Anche io mi domandavo com'e' possibile, eppure quando l'ho cacciato fuori ci ho finalmente ri-creduto.

La chicca: la dottoressa (eta' dimostrata diciassette) a dirmi: Guarda che lo digerisci il legno... ed io, tra la disperazione: Guarda che non sono un tarlo. E per amor di scienza, il pargolo stuzzicadenti, un po' come Pinocchio, e' venuto fuori neppure un minimo provato (almeno nelle lignee membra) dall'esperienza nel ventre balena.


Gusto per la cronaca, per quelli che l'hanno vista ritratta in tenuta calcistica, con tanto di parastinchi e postura fiera... la balena e' ufficialmente a dieta da oggi, con tanto di sigillo e ceralacca.
Disclaimer Siccome qui non si vuol fare in nessun modo la figura della silfide oca che dice Sono un po' ingrassata, devo mettermi a dieta, vi dichiaro pure il peso... ma in pounds che' comunque sono pudica e vergognosa, ci pensate voi a convertirlo. Adesso lo so proprio perche' la dottoressa diciassettenne mi ha pure pesata ahime'... e mi ha sparato una cifra che non ricordo esattamente ma era superiore ai 160 pounds, forse 165? Tanto che cambia? Quando me l'ha detto sono arrossita violentemente, non tanto per la cosa in se' (son cicciottella, e allora?), ma perche' mi e' tornata in mente la visita per rinnovare la patente che ho fatto il mese scorso: alla domanda Quanto pesi? ho risposto non so, sara' 110? (ovviamente in pounds!!), sbagliando clamorosamente la conversione. Non ci posso credere che la tipa, dopo avermi vista in faccia, e mi ha guardata! non mi abbia detto No way, altrimenti detto: Ma fammi il piacere. 110 pounds sono 49.8Kg! Mi avra' annoverato tra quelle che mentono sul peso, con la scusa che non conoscono i pounds... che vergogna, non ci posso pensare.
E quindi in virtu' anche di questa gran figuraccia: da oggi Squabus dice no ad hamburger e patate fritte.
Ce la faro'? L'aspetto stimolante e' che almeno i pounds (che misurero' in palestra) scendono piu' in fretta, vediamo poi se imparo a convertirli a mente (1 pound sono 0.45 Kg;)

06 June 2008

A.A.A.


Cercasi soprannome convincente per il prossimo pseudo-Jo March che sta' tra i piu grandi scienziati della terra.
Mi caco puzzolentemente sotto, ma in grande stile, proprio.



?

31 May 2008

Ci si allena


Uffa non riesco a concentrarmi, vago per la rete, leggo cose, clicco come una pazza su siti universitari e non. Poi cerco di lavorare in laboratorio e proietto oggetti di un discreto costo per terra mandandoli in frantumi... allora torno a confinarmi dietro una scrivania e leggo la stessa linea dieci volte, vedo cose, sento voci. Queste.
De polymerase-kettingreactie, vaak afgekort tot PCR (van Polymerase Chain Reaction), is een manier om uit zeer kleine hoeveelheden DNA (enkele moleculen) specifiek een of meer gedeeltes te vermenigvuldigen (amplificeren) tot er genoeg van is om het te analyseren.
Oorsprong

Tra un paio di settimane volo in visita in Virgina, nella terra delle stragi universitarie. Sigh. Sembra che invece a lungo termine si prospetti la terra dei tulipani. Suona un po' piu' allegro. Eppure. Forse ancor piu' del ritorno tra le nebbie, che' a me la meteopatia mi dovrebbe venire certificata e settimane in vacanza su spiagge assolate pagate dalla mutua, altro che terme...
Piu' della nebbia e dell'umido (forse) temo la lingua. Non che non ci sia gia' abbondantemente (anche allegramente) sbattute in questa vita. Ma si e' come dire un po' gia' dato. Mi si dira' non tirartela, pazienza, posso elencare tutti i miei difetti e mancanze son tanti e tante... quindi mi si perdoni... Io di lingue ne parlo decentemente quattro (compresa la mia). Mi sarei un po' stufata di quella sensazione... quella la'. Che' mi viene il magone solo a pensarci. Imparare una nuova lingua e' la pulcinite perpetua.
Si dice che parlano tutti l'inglese, speriamo che anche la panettiera sotto casa. Speriamo anche di non avere l'accento yankee, se no lo andiamo a sciacquare nel Herengracht. Sob.

10 May 2008

Prove tecniche di solitudine


un post allucinato,
e a puntate, un po' come la vita



Una settimana pesantuccia, impastata di cose tristi, tragiche, surreali...

Lunedi' lo zio marito della giovane zia Susanna ha fatto l'attesa PET. Dopo mesi di terapie, ansie e fasi alterne secondo il modello Kubler Ross, di cui apprendo l'esistenza leggendo Capsicum, d'un fiato corto, qui ed anche qui.
Lo hanno rimandato a settembre. Non sembra un buon segno, ma sono tutti sereni, non dicono niente o quasi. Negazione?
Nel giardinetto (o similia) del San Raffaele gli zii e il mio babbo si vedono passare accanto il neo-ri-presidente-del-consiglio-bandana. Il losco figuro al sentirsi osservato accenna loro un saluto e mio zio gli fa: Si, vambonu. Che non so come tradurre.




Il dottor G, poco piu' che quarantenne collaboratore del dottor Potter, con cui ho passato ore a guardare al microscopio campioni di suolo oleoso della raffineria di Denver e cascate di SEM, XRD, XPS, macchinari che sembravano navicelle spaziali, per cercare minerali di ferro... Eddai, facci vedere un po' di pirite, solo un po', poi cacciava una risata sonora e non voleva arrendersi. Una vana caccia al tesoro. A me -a dire il vero- fregava poco di veder cristalli, nonostante le ore passate con le mani in guanti sudaticci, nel ventre della campana anaerobica, a seccare quei cinque maledetti pugni di terra. Me ne importava poco dei minerali, io avrei voluto vedere batteri, vita. Mi affascinavano gli strumenti-astronave pero', sembrava di vedere asteroidi e non terra macinata al microscopio, ed il dottor G mi teneva sveglia a furia di fragorose risate. Continuo a sentirle. I still hear his laugh, dicevo ieri a Jo March con le lacrime agli occhi. Ho dovuto modificare l'articolo e metterci the late dottor G, ha detto lei, appannata. Non mi cambia obiettivamente nulla nella vita che al dottor G gli sia venuto un attacco di cuore subito dopo aver dato un talk in Canada. Dopo di lui toccava a sua moglie che l'ha visto allontanarsi dall'aula, indispettita, ma come tocca a me, per poi accorgersi della gente che lo seguiva fuori, qualcosa non andava... ma le han detto vai pure avanti, niente di grave, they are taking care of him. Se non e' leggenda, come corrono veloci le notizie nei campus. We are such a community.
Mi devasta l'idea del "funerale", non sarebbe neanche il primo "funerale americano". L'altro mi ha shoccata. Neppure la conoscevo la sorella del post doc che lavora col chercheur. Mai vista. Il contegno, le belle parole e la presentazione in power point con la selezione delle migliori foto proiettate e tutti che sorridono e pensano alle cose piu' belle e degne di essere ricordate. Quasi neppure una lacrima, mentre io sprecavo i fazzoletti, ridicola in tutto quel contegno.
Non cambia oggettivamente nulla. Non lo vedevo neppure da mesi. Just, I keep hearing that laugh.




Mi viene, com'e' banale, l'ansia. Vedo scene, immagino cose.
Dormo gia' poco tra studio, lavoro, adesso l'ansia. La mia e' un'insonnia da mattino presto, mi sveglio alle 5 e non dormiro' mai piu'. All'una e trenta nel cuore della notte mi suona il telefono ed io in un nanosecondo mi sono gia' fatta il mio film personale. Did you order any food?
Hotel room, door
. Ma che dice? Cazzo, sono in preda al panico ma non riesco a scuotermi dal torpore. Non capisco una mazza di quello che mi dice. Mi pare pure di sentirlo dire Mr Chercheur quando gli chiedo chi e' che sta cercando. Chissa' che cazzo di connessioni neurali mi son partite, mentre il cuore comincia ad andarmi a milioni di battiti al minuto e lo sento nella cornetta. Il tizio rimane con me al telefono un discreto lasso di tempo, un po' troppo vista la mia voce impastata di sonno, tremolante di ansia, penso dopo. Cazzo scusati e metti giu'. Non sono io che ho ordinato pizza nel cuore della notte, dormivo e da brava idiota ti ho anche appena spiegato che sono sola in casa e che quando ho sentito la parola hotel ho pensato al mio husband dall'altra parte del mondo che non sono riuscita a contattare negli ultimi due giorni. Ho preso tutto il tempo di spiegarti tutte queste brave cosette e tu hai ascoltato paziente. Un po' troppo, penso, una volta che finalmente abbiamo messo giu'. Poi, com'e' banale, comincio a sentire tutti i rumori del mondo, sono convinta che era il maniaco della tranquilla e felice cittadina di Fort Nox. Poi da uno spiraglio tra le tende vedo la macchina di sarcazzo quale catena, qualcuno che davvero sta consegnando food, ma non basta per niente a tranquillizzarmi. Non ho fiato, sono in un panico irrazionale e ridicolo.
Mi sento un pochino male nel mischiare senza alcun pudore cose autenticamente tragiche con altre totalmente ridicole. Ma questa e' la vita, mi sa' tanto.
Dopo un tempo interminabile passato alla finestra a tener d'occhio l'auto, il telefono squilla di nuovo. Ma che coraggio hai? Ma non hai mollato il colpo? Ma che si fotta il ciccione bulimico che ha ordinato chissa' cosa nel cuore della mia notte e t'ha dato il mio numero di telefono invece del suo. Ti dico piu' o meno questo, e che chiamo il 911 se non mi lasci in pace. Quanto me la tiro. Pero' alla fine il tizio mi lascia in pace... l'auto riparte dal parcheggio dietro casa. Io non dormiro' per un altro paio d'ore, riuscendo pure a leggermi tutto un intero, noiosissimo articolo sul calcolo del coefficiente di partizione delle tetracicline nei fanghi attivi. Il giorno dopo, mentre io saro' uno straccetto buono neanche per la polvere, sara' l'ultimo utile per preparare i dannati dieci minuti di presentazione per il corso di ingegneri. Ovviamente non l'ho ancora provata una volta, nemmeno l'ho finita'. Almeno la mattina dopo mi chiama il chercheur da Barcelona, spaventato dal messaggio che gli ho lasciato all'hotel. Non credo di riuscire bene a spiegargli in che stato pietoso sono. Almeno fa finta di comprendere.




Approposito di fanghi attivi, martedi' siamo andati in gita con una parte della classe a vedere l'impianto di depurazione delle acque di scarto della lavorazione di un birrificio di Fort Nox. Che fa una delle birre piu' buone che io ho mai bevuto, che ha pure un nome che fa bene allo spirito: Sunshine. Il birrificio in questione e' stato eletto il miglior posto di lavoro in tutti gli stati uniti. Da un giornale che si chiama Outside Magazine. Che non so neppure come sia fatto, forse e' questo non ne sono sicura, pero' mi fa un po' specie e quindi ve lo dico. E comunque e' certo che se Fort Nox e' il posto migliore dove vivere negli stati uniti (eletto da Money), il posto migliore dove lavorare (eletto da Outside ?) non puo' che essere a Fort Nox. Lapalissiano. Anche abbastanza allucinante, una volta che hai visto Fort Nox. Dice che nel birrificio organizzano tornei di pallavolo, corsi di yoga e vattelapesca (avranno una palestra nello stabilimento?!). Non da meno, si possono portare a casa non so quanta birra a settimana. Dice che hanno persino un fun manager, uno pagato per fare divertire tutti gli operai ed impiegati.
Abbiamo dovuto camminare a lungo per arrivare alla zona "impianto di depurazione", che' l'hanno messo un po' piu' in la' dello stabilimento e del bel casone bar-degustazione-eco-sostenibile (perche' sai a volte emette certi sgradevoli odorini, -soprattutto visto che, una delle poche cose che ho capito del tour, hanno un impianto anaerobico-). Camminavamo in questo posto incantato, tutti sorridevano ed emanavano felicita'. Io, non so bene se c'entri, pensavo a Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato. Erano felici gli Umpa-Lumpa nel film? Visitiamo qui e la', l'ingegnere responsabile ci mostra il bacino di aerazione, ci mostra lo strato di cemento sotto il quale c'e' il bioreattore anaerobico, ci addita il pallone che stocca il metano prodotto dalla fermentazione degli scarti, dice che poi ci mostra il cogeneratore di elettricita' e calore dove il metano viene bruciato. Io non sono sicura di capire quello che dice l'ingegnere sorridente, ma annuisco, muta. Non faccio una sola domanda. Poi ci porta a visitare il laboratorio dove finalmente vedo dal vivo un cono di Imhoff, non so come ho fatto senza. Poi ci porta nello stanzino dietro il laboratorio dove avviene il dewatering dell'activated sludge (i fanghi attivi). Ed all'improvviso emetto il mio primo ed unico suono in tutto il tour (almeno prima di passare alla zona degustazione. Sul lato del macchinario, al momento spento, che apprendo ora chiamarsi MONOBELT®, c'e' una targhetta di metallo (tipo soldato in guerra) con sopra scritto Teknofanghi, Cernusco sul Naviglio. Questa e' italiana, dico, additandola.
No, dico, in the best place to live in all the u.s., in the best place where to work in all the u.s., c'e' un macchinario della teknofanghi di Cernusco sul naviglio, mica pizza e fichi.
In caso non si fosse capito.





In tutta questo panorama amaro, sfocato, stanco, ieri sera, leggo da qualche parte che Calderoli e' stato nominato Ministro della Semplificazione. Mi stropiccio gli occhi stanchi e riguardo i pixel appannati. Avevo letto bene e mi monta dentro una di quelle acidita'. Mi sara' perdonata un'esclamazione, che sara' banale ma non posso evitare. Ma semplificami sta' grande minkia. Ecco, non che mi senta meglio, pero'.
Ma dai ma non puo' essere vero. E come'e' che non trovo nessun commento su Repubblica o chesso' altrove?





Ce ne avrei ancora, sempre intorno al mio ombelico,
blogger della domenica...


Fuori c'e' un tempo olandese, mentre in Olanda splende un sole catalano ed in quel di Barcelona piove piogge pluviali.

Mangio intere tavolette di cioccolato per pranzo, guardo puntate di CSI alle otto del mattino per non aumentare l'ansia quando e' sera.
Ho finalmente parlato, ieri, quei dieci minuti davanti a diciassette ingegneri che mi guardavano imperturbabili. Madonna che brutte facce. Decisamente parlare in pubblico non fa per me. Mi avvolgo in qualcosa di piu' intimo. Quindici pagine, da scrivere, mi separano dalla fine del capitolo.
Stasera la finale terzo quarto posto del campionato di calcio a squadre miste. Il mio piccolo sogno nel cassetto, anche se ogni sabato mugugno che no, stavolta proprio non c'ho voglia.
Stasera devo segnare un gol, che forse e' l'ultima. E se non lo segno e' brutto, bruttissimo segno.
Ora vado a fare un M13 del campione 121 che ho ri-trasformato ieri pomeriggio. E' sabato, sara' sabato anche tra le quattro grigie mura del laboratorio condizionato.