15 June 2011

Insalata di pasta pazza

(per un esercito)

Ingredienti per 8-10 persone (anche piu')

500 gr farfalle
5 uova sode
400 gr feta
~1 kg (anche di piu', a gusto) di pomodori rossissimi
origano del piu' buono
olio e.v.o. del piu' buono

Cuocere per il tempo di cottura meno 1-2 minuti (a seconda dei gusti), quindi fermare la cottura in acqua fredda e irrorare con un bel po' d'olio.
Intanto tagliuzzare tutti gli ingredienti. A cottura della pasta mescolare il tutto. Fare riposare almeno alcune ore in frigo (il giorno dopo - e anche quello dopo- ' ancora piu' buona). Aggiungere sale solo nel piatto, altrimenti fa acqua!

Questo e' dedicato a Milena, che volevo chiamare, ma poi mi sono distratta nella (ri-)preparazione. (L'ho fatta ieri ed e' piaciuta molto. Erano settimane che non cucinavo con un po' di sentimento. E allora bisogna subito bissare)

perche' il mondo si cambia a poco a poco

22 May 2011

Non di solo pane...


Ieri terzo matrimonio in terra olandica. Uno lui dutch, lei italo-francese. Uno lui argentino lei spagnola di terra canaria. Ieri per la prima volta si andava 100%-dutch.

Piu' che un matrimonio, un mezzo giro d'Italia.
Ore 12.45 prima tappa in comune: il si legale degli sposi
Ore 14 seconda tappa: in chiesa: il si religioso
Ore imprecisate terza tappa: brindisi nel cortiletto della chiesa
Ore che non voglio sentirlo, quarta tappa: cena
Ore 20.30 quinta tappa nel salone del ristorante: festa con onnipresente cabaret

Invitata solo alla prima, seconda e quinta tappa (ed abbandonato il giro a meta' della quinta tappa, dopo un video di 20 minuti e passa in olandese dal significato intrinseco incomprensibile e l'audio terribile) la cosa piu' impressionante e' stata alla fine della prima tappa, all'uscita del comune: tutte queste persone imbellettate, giacche, cravatte, rossetti, tacchi alti e vestitini a fiori svolazzanti, tirare fuori dalla borsetta laccata il sacchettino di plastica -il tradizionale lunch box forse non era abbastanza in tinta?- col tradizionale brood en kaas (pane e formaggio) delle 12. Per una volta, eccezionalmente, visto che e' festa, in ritardo sulla tabella di marcia. Erano a quel punto addirittura le 13.15, chissa' che fame che avevano!

Molti olandici c'hanno un lunch box preferito che tengono per sempre. Il mio grande capo ne ha uno che ad occhio e croce deriva dalle sue scuole elementari.

Non di solo pane vivra' l'uomo. Anche di formaggio. Possibimente nel lunch box di tutta la vita.


29 December 2010

niente paura e' solo natale

(no subject)


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Squabus
to me

show details 1:29 PM (1 minute ago)




Mi chiudo in bagno, quello stesso bagno.

Le parole mi arrivavano in flusso continuo, mentre camminavo sotto il sole ghiacciato. Camminavo silenziosa con quel "pensiero a scrittura" per la testa, ma gia' sapevo che una volta raggiunta la tastiera, non sarebbe stato come prima. Ho le mani ghiacciate.

Diceva: Squa ma il tuo blog?

Il mio blog non c'e' tempo o non c'e' luogo. Ci fossero entrambi nello stesso momento....
Dieci giorni che sono figlia, sono sorella, sono cugina, sono fidanzata, sono amica. E sono anche zia di nuovo... che bello.
Sono un sacco di cose, ma non sono; io, solo io

Piango sotto il sole ghiacciato. Non posso nascondermi. Vede, mi chiede. Non capisce. Non ci sta. Mi vuole con se, anche triste e sconsolata.
Non riesco piu' a smettere, e' la sola cosa che posso fare ora e comunque non so dov'e' l'interruttore...

Facciamo che parto: vado in vacanza, questo non e' staccare la spina: questo e' accanirsi ad un altra serie di cose da incastrare, da far funzionare. Enorme fatica. Anche piacere certo, ma al prezzo di una fatica incommensurabile. Li voglio tutti felici, fratelli, cugini, nipoti. Com'e' banale. Questa non e' poesia, questo non e' blog. Questo e' tirare fuori qualcosa cosi' com'e' e come viene. Brutto e banale. Chiusa a chiave in bagno. Sempre quello.

Ed io? Io prendo il treno domani, mi porto la tastiera e fogli di carta bianca.... 2 ore e mezza non basteranno, troppo poche, ma saranno qualcosa. Io vado: un posto nuovo, persone nuove. Quasi amici, tanto freddo e stare insieme. Forse scrivo anche il blog. Pero' ora smetto di piangere, giuro. Ora esco dal bagno e sorrido di nuovo.
Ma chi mi cerca mi trova. Mai stata piu' presente. Lascia solo che mi riprendo, ricarico le pile e saro' piu' presente che mai.... Pero' cercami tu la prossima volta, io mi riposo. Pero' me, non la figlia, la zia e la cugina....


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23 December 2010

sola un secondo

resto sola un attimo, solo un attimo, oggi
per venire a dire al mio blog che siamo diventate zie di nuovo oggi
Che bello essere zie!

baci da zia Squa

18 September 2010

voglio piu''''' tempo

... piu' che un post un urlo di dolore

Che peccato che non ho il tempo per scrivere un posttttttttttttt sulla SantaLunga
Sono cosi' ispirata ma ho da fare mille cose
ma io l'ho mai scritto un post sulla santa lunga?
sul carrefour sicuro si...

arrivera' il momento

piu' che un urlo di dolore, una minaccia

14 September 2010

Io Yogo - parte I: il verde


Avvertimento: il post piu' sconclusionato della storia.
E molti piu' a venire, altrimenti non scrivo piu'. E neanche controllero' l'ortografia e neanche convertiro' questi maledetti, unici, accenti che la mia tastiera mi concede (questi: ') . BAsta. Leggerezza. Come viene. Non ho tempo per correggere accenti. Non voglio averlo: e' piu' onesto. Avvertitimento finito.


Agosto, si e' capito: non e' pervenuto.
Settembre invece e' qui e lotta insieme a noi. E' una lotta non violenta che sa di yoga e di verde. La parola Yoga, il concetto Yoga, si sta declinando, o coniugando dovrei dire, intorno a me. Io Yogo. E Yoghero' sempre di piu', e' stato deciso. Senza neanche troppo consultarmi.

Ci sono -infatti- almeno due cose bellissime in terra Olandica, che stanno lottando-non-violentemente in questo Settembre. Una e' il verde. Che con tutta questa pioggia, proprio straripa (che verbo e'?). Che' quindi, se il verde e' amico tuo, ami anche la pioggia alla fine. E questa e' pura strategia vincente in terra Olandica. E quindi con o senza pioggia, ma soprattutto (e spesso, proprio a livello statistico) dopo la pioggia: tu -io- prendi e vai nel bosco, dove -a parte quell'ODORE inebriante di erba fresca, bagnata dalla pioggia- fiumi di verde per gli occhi, di tante tonalita'. E soprattutto quel verde, proprio erba fresca***.

Il verde erba fresca fa bene allo spirito ed e' il mio migliore amico. Che si pensa che io ami il blu. Si vabbo' certo. Pero' il verde quasi mi sa' di piu'.
La terapia di Agosto (che anche se non e' pervenuto, il suo contributo l'ha dato, poverino): era mollare tutto ed andare nel bosco. No matter what. Il bosco, devo pedalare 15 minuti da casa per andarci. Esci dalla cittadina, dal lato nord-est ed arrivi al "bosco della cittadina". Ed e' bello che non sei nella cittadina, sei fuori, appena fuori, ma sempre fuori. Pero' sei li'. Dopo settimane di diluvio oftalmico incontrollabile, ci sono volute 5 o 6 "sedute" al bosco cittadino per arginare le mareggiate. Dopo 5 o 6 sedute, la pioggia oftalmica cominciava incredibilmente, appena varcato il primo sentiero tra gli alberi. Solo appena li'. Come se mi trattenessi nella missione di dover dare da bere all'erba, a rinfrescarla.
5 o 6 sedute, dicevo. Sedute che, dopo un giretto nel bosco, proprio mi sedevo su un porticciolo del laghetto e guardavo le papere, le nuvole, o i pescatori o quel signore anziano che ogni giorno si faceva la sua nuotatina- che io ad un certo punto mi sono sentita molto snob che io non mi sarei mai tuffata nel lago, troppo palustre, con i rametti, gli insettini, le foglie eccetera. E invece ora ci sto pensando, che vorrei esserne capace. Quindi andavo al bosco cittadino -che sara' cittadino ma e' selvaggio, lussureggiante, verdissimo- la piu' parte delle volte sola, qualche rara volta col chercheur. Che si sedeva affianco a me sul porticciolo ed indovinate che faceva? Lui si metteva li' e studiava il comportamento delle varie papere. Perche' quello e' chercheur dentro.

Poi c'e' almeno un'altra cosa bellissima in terra olandica -che era quello che volevo raccontare- ma siccome e' meno poetica, prima ci volevano fiumi di verde e quindi quella la racconto un'altra volta.

Ora vado a fare colazione
Mi sa che son tornata.


***Questo verde qui, che ha fotografato GianMuga in Olandia.

01 July 2010

volto pagina

... piu' che un post, la fine del capitolo, si spera

Eccoci qua:
sto aspettando la mezzanotte, che a mezzanotte è Luglio e Giugno sarà passato ed io, simbolicamente, volto pagina. Ecco, vado a dormire con la guida della Turchia sottobraccio, poi, tra poco, parto per la Turchia, un po' come in fuga. Col mio fidanzato che 'sta volta proprio deve aver detto "ci penso io, ti porto in Turchia", perchè io nè me lo ricordo com'è andata, che doveva essere Spagna e Portogallo, ma poi forse non era voltare pagina abbastanza ed allora è stata Turchia, come suona bene Turchia. Voltare pagina, basta, non pensarci piu'. Che a chi lo dicevo? Che io sto parlando troppo di questi tempi, per ventilare tutta 'sta bruttura insensata che mi passava dentro, a chi lo dicevo che il terrore è che una volta voltata pagina, quella seguente è uguale a quella di prima? Non lo so a chi lo dicevo, ma non ci pensiamo. Istanbul, Cappadocia e poi tanto, tanto mare. Magari di pagine ne voltiamo anche piu' d'una.
Eccoci, quasi mezzanotte, ma per me è già psicologicamente Luglio e me ne vado a nanna. Con la Turchia sottobraccio.

14 June 2010

bruciata fuori


dice

Poi il capo ed il dottore hanno usato la stessa, fastidiosa, parola

Squabus don't be so hard on you: you are anyway functioning - ha detto uno
Are you still functioning? - ha chiesto l'altro

Me ne fregasse -profondamente, intrinsecamente- qualcosa del prodotto della funzione.
L'unica cosa che davvero mi preme e' trovare il rubinetto.
Ho chiamato una massaggiatrice -una decina di giorni fa- dice che e' in vacanza fino a fine luglio. Ho deglutito. Un'altra oggi non ha risposto. Forse pero' mi serve un idraulico.

Ed anche giugno se ne andato gia' per meta'

... piu' che un post un annuncio A.A.A. cercansi...

07 June 2010

in attesa

... piu' che un post una danza propiziatoria

Maggio: non pervenuto
Si attende giugno, che dopo un breve abbaglio di baldanza, è tornato a latitare come aveva iniziato.

Un po' di preoccupazione

04 April 2010

Leggermente infelice, dicevo.



Ci sono vite completamente diverse.

Vite che sorridi, oppure che hai l'aria melancolica e non te la togli piu' di dosso. Resti intrappolato.
Vite che scrivi il diario e vite che corri, corri e non ti fermi mai.
Che non hai tempo, vite che ne hai troppo e si spreca.
Vite che aspetti e che ti fai aspettare.
Vite che ti chiudi in bagno e -ancora- aspetti.
Che piangi disperata e vite che ti viene la stupidera e non smetti piu' di ridere.
Vite che e' peccato.
Vite di diverso odore, puzza, sapore, colore. Pensieri.
Vite pedalando e vite a quattro ruote




Sabato.
Esco sotto la pioggia con il mio nuovo kway azzurro.
Salgo in macchina, continuo a sentire puzza. Milano puzza e ieri mi si sono formate quelle caccole nere nel naso. Me le ero dimenticate.

Vado a pranzo dalla nipotina, non succede spesso.
(Vite che per fortuna c'e' cosi' tanta speranza...)
Dopo pranzo ci mettiamo a fare disegnini da scambiarci. Disegneremo ininterrottamente per 3 ore. Siamo allegre, copiamo l'una quello che disegna l'altra. Solo che lei ha piu' talento.
(Vite che non hai mai imparato a disegnare, vite che non riesci a smettere)
Dico che i suoi disegni mi fanno pensare al piccolo principe. F. mi dice che e' una strana coincidenza, che proprio ieri sera degli amici le citavano il piccolo principe e che lei non lo conosce. Per me e' chiarissimo che ho una missione da compiere. Penso che sia bellissimo che questa mamma legga per la prima volta il piccolo principe con la sua bimba seienne.

Quando le lascio vado nell'unica libreria dell'hinterland che conosco. Chiedo alla ragazza al banco il piccolo principe, edizione illustrata per favore. Ne esisteranno non illustrate? Poi mi domando, che senso avrebbe? Dal retro mi raggiunge la voce del libraio. No, non puoi comprarlo alla tua eta', non lo capiresti. Sorrido. Lascia quel che stava facendo per venire a parlare con me del piccolo principe. Non e' per me, gli spiego tutta la storia: e' per mia nipote e sua mamma, io l'ho gia' letto. In quattro lingue vorrei aggiungere, ma non si fa. Non si fa eppure e' cosi' importante.
Mi fa cosi' piacere questa chiacchierata. Penso al blog di Viola. Gli dico: ne approfitto, mi consiglia un libro? Forse lo prendo di sorpresa, tergiversa. Mi propone La donna abitata di Gioconda Belli ed io capisco che me ne andro' via con un bel libro. Ma un altro, quello l'ho gia' letto e mi e' molto piaciuto.
Il libro te lo cerca la mia compagna, tu vieni a berti un caffe' mi dice. Entra in scena anche la libraia, che ha un aspetto cosi' dolce e rassicurante. Io invece mi sento in un turbinio. Vado a bere il caffe'. Confesso che i libri, i pochissimi libri che leggo di questi tempi, li compro su amazone. E' un po' inorridito. A me questo -di parlare del piccolo principe con il libraio- non e' mai successo, dico. Mi chiede l'hai mai cercato?, lo sguardo sembra duro, quasi mi stesse rimproverando perche' non sei venuta da me prima? Ero troppo infelice per parlare con il mio libraio del piccolo principe.
Gli racconto della libraia bloggher.

Quando torniamo, sul bancone ci sono 4 libri. Il primo della pila e' L'insostenibile leggerezza dell'essere. Sorrido. E' il libro piu' bello che ho mai letto. Non me lo ricordo. Io ho la sindrome da amnesia post libro. Ricordo solo lo stato d'animo che avevo prima, durante e dopo un libro. Non il libro in se'. Mi racconta che cosa ha significato per lei. E' stata come la chiave, dice. Ho desiderio di rileggerlo, la mia copia. Ma e' chiusa, inchellophanata in un armadio, ospite. Ho improvvisamente una nostalgia fulminante per i miei libri. Rinchiusi li' al buio. Come staranno?
Me ne vado col secondo della pila: L'ombra del vento Carlos Ruiz Zafón. Chiedo alla libraia se secondo lei i libri possono anche fare danni. Sorride come avessi detto una schiocchezza. Invece io sono seria, se i libri possono essere salvifichi, perche' non anche pericolosi?
La libraia mi piace molto. Il libraio mi ha detto di non chiamarla signora libraia. Il libraio e' comunista. Me ne vado rallegrata. Ci siamo rallegrati a vicenda, credo.
(Vite di sfortuna e vite che a volte vinci alla lotteria. Certo devi giocare.)
Uscita dalla porta vado d'istinto a sinistra. Poi mi guardo intorno. Mi sento come Alice che torna da Wonderland. Ci metto qualche secondo a riorientarmi. Dove sono. Dove devo andare. A destra, dovevo girare a destra, torno sui miei passi. Una macchia azzurra sotto la pioggerellina milanese.

Poi mi compro un rossetto rosso. Atomic red numero 12
C'e' la vita consumista, ma c'e' anche la vita che e' importante che tu i tuoi guadagni, vai in un posto dove si fa del mercato e tu fai a cambio: un po' dei tuoi guadagni per un rossetto atomico. E' cosi' incredibilmente importante.
Poi ho tradito le righe per i pois. Svolta a pois.

Provo a lasciare un commento alla libraia bloggher.
Scrivo ad Haccache ha amato molto il piccolo principe - e le racconto.

La mia giornata si chiude con questo circolo bizzarro.
Leggermente infelice ma vivissima. E rossa.



Per voi che pure volete bene al piccolo principe, come per me, tutto cambia nell’universo se in qualche luogo, non si sa dove, una pecora che non conosciamo ha, sì o no, mangiato una rosa.
Guardate il cielo e domandatevi: la pecora ha mangiato o non ha mangiato il fiore? E vedrete che tutto cambia...