23 October 2013

notizie dalla trincea

NOn ho avuto tempo e soprattutto energie di rispondere ai vostri ultimi commenti, che sono bellissimi, me ne scuso. Qui stiamo in un vortice. In trincea, appunto...
Appena firmiamo un armistizio torno a chiacchierare. 


Però nel tentativo di combattere la sindrome della pagina bianca, m'è scappato di macchiare questo schermo di logorrea incontenibile. Sappiatelo e lasciate ogni speranza o voi che iniziate.

Le parole sconclusionate che seguono le scrivevo ieri ad ore antelucane... le riesco a postare stamane perchè il pupo stanotte ha dormito, io ho riposato e mi sono trascinata fuori dal letto, invece che gongolare tra le coperte. Infatti da qualche tempo a questa parte, la mattina .....


........o Pistacchio si sveglia presto, oppure non oso muovere dito per lasciarlo dormire, oppure ancora sono troppo stanca e resto sdraiata al buio, surfando mollemente col mio Smartie adorato, da una parte santo subito, dall'altra fonte di inesauribile spreco di tempo. Tant'è. NOn è tempo per crescere altrove e altrimenti, ne prendo atto. Solo, ho bisogno di uno spazietto per me ogni tanto, evviva il teatro, evviva un'uscita ogni tanto con neo-amiche (ormai lo posso dire, e mentre lo scrivo mi commuovo). QUel che però urge riprendere è una riflessione più strutturata sul parenting, sulle sfide che ci attendono, che sono già iniziate e ci stanno travolgendo.

La notte appena trascorsa non è una tipica notte, ma racconta una storia che si sta ripetendo, temo sempre più spesso. Anche se ogni giorno, ogni notte, di questi tempi, è entità a sè. Stiamo in trincea come si usa dire. E se non sono già i terrible-two, se c'è un peggio che deve arrivare, allora io mi preoccupo sul serio. Ho bisogno di tempo per prepararmi, fermare tutto, fare il vuoto, respirare a fondo, prima di tuffarmi in qualcosa che sia ancora più grande di questo. Ci stiamo sfinendo. La pazienza vacilla troppo spesso.

 Devo anche rinnovare il monito da rileggere quando mi verrà di nuovo voglia, che basta week end fuori porta, che ci riportano più sfiniti di prima all'ovile. LA settimana scorsa era già stata terribile, troppo intensa, papà in trasfertà e io che mi metto a organizzare troppe cose, per troppi giorni di fila. La piscina la domenica, la compagnetta del nido a cena il lunedì, la famiglia Sivigliana il martedì. Poi la bella Sivigliana resta con Pisti nel dopo cena, io vado a teatro e lei lo mette a letto, ma questo meriterebbe un post a sè. Che una terza persona mettesse a letto Pistacchio è successo mica tante volte. Tre mi pare. Insomma una valanga di energie e emozioni, Troppe. Le settimane precedenti neanche tanto più serene, tra gastrò e stanchezze varie e diffuse. Soprattutto 4 giorni di fila la nido, senza pause. Aggiungiamoci un week end fuori e poi via si riparte per una nuova settimana.

Santo mercoledì, santi mama e papadag che saranno solo domani ma sto bramando già, per fermare le bocce, fermare questa centrifuga incomprensibile, provare ad affrontare all day long questo uragano fatto a volte di pianti inconsolabili, a volte di testardaggine, a volte di tristezza infinita, ma contraddittoria, che allo stesso tempo vai via, stammi vicino, non ti voglio, stringimi forte.


Stanotte è cominciata, o meglio è finita, alle 2. E' partito il turno del papà, che ti ha calmato, ti ha dato acqua, ti ha raccontato una storia. NOn ho contato quante volte. Forse 3. IL tuo mantra: ja-bà ja-bà ja-bà, ovvero là-bas, tradotto: (voglio andare di) là. La prima volta ti ha portato là-bas a farti vedere le macchine parcheggiate, le biciclette sul balcone, gli alberi che ondeggiavano al vento. Poi è riuscito a calmarti e riportarti alla nanna.  Ti calmavi nel giro di 15-30 minuti, 'svenivi', ti risvegliavi dopo 15-30 minuti e si ricominciava.

Il mio turno è partito verso le 3.30, con mezzora di anticipo vista la tragicità della situazione. Hai ripetuto straziante come una cantilena Tatte-tatte-tatte. Ieri sera ti eri mangiato l'equivalente di un bue, ma può essere che avevi sete, eri in un bagno di sudore. HO ceduto. Ti ho portato là-bas, ti ho seduto sul poang del soggiorno mentre preparavo il biberon. Vedere la sequenza di movimenti per preparare il latte ti rassicura, da qualche tempo. E io che ero quella che non voleva associare il latte al sonno, non volevo che il biberon significasse rassicurazione. Dov'è finita quella donna? Dove sono finita?

Non avevi nessuna intenzione di tornare in camera tua. MI è andato in corto il cervello, ti ho lasciato seduto sul tappeto e ti ho detto la mamma è stanca, ha bisogno di dormire e va a letto. Sono andata a letto. Sei restato un po' lì a parlottare, nel tuo linguaggio incomprensibile. POi, trotterellando nel tuo sacconanna (ma quanto sei buffo?), sei arrivato fino al lettone. Ti ho tirato su. Un attimo prima eri vispo vispissimo, una volta vicino a me hai giocato un po' all'orsetto, poi ti sei messo a pancia in giù vicino a me, segno inequivocabnile di rilassamento. Ti ho coccolato un po'. 


E' successo solo una volta, nella tua carriera di bimbino da 0 a 21 mesi, che hai dormito una porzione della notte insieme a me. Un paio di settimane fa, al termine di una notte ugualmente tormentata come questa. Non è una cosa che cerchi. Ti svegli e strilli, venire nel lettone non è (ancora?) il tuo scopo. Comunque ti sei calmato. Appena papà si è reso conto, si è arrabbiato, si è trasferito sul divano.
Non è d'accordo, in teoria neppure io, ma durante notti così tormentate so solo ripetere: io lo voglio qui.
Il chercheur, la voce della solidità: NOn confondere quello che vuoi tu con quello che è meglio per lui. Quest'uomo l'ho formato io ed ho creato un mostro. Quest'uomo ha probabilmente ragione, ma allo stesso tempo io sento l'esigenza di sapere che la prossima volta che inizierà a gridare, sarò vicina e gli potrò fare subito una carezza. Non ne posso più di sentirlo gridare disperato.
La mia fede nel sonno-nel-suo-lettino non aveva ancora incontrato le urla di pura disperazione. Dice lui, mettiti -anche tu- i tappi... Quest'uomo ha decisamente bisogno di dormire.

Alla vista del papà che se ne va Pistacchio scende dal letto e lo segue. Vuole mamma, vuole papà, o forse, molto più probabilmente, non lo sa nemmeno lui cosa vuole. BAttibecchiamo un po', io e il papà. NOn siamo tanto lucidi, io almeno. Lui dice che lo stiamo confondendo. Non posso dargli torto, il fatto è che una linea non ce l'ho. Non ancora (aiuto!), ma ce l'avrò, ce la devo avere. 


Riprendo Pistacchio in braccio e ritorno in camera sua. Ad un certo punto mi sviene in braccio, lo metto a letto. Lo so già che nel giro di poco strillerà di nuovo. Infatti dOpo poco ricomincia piangere. Il papà, nel frattempo rimigrato nel lettone, sostiene che reagiamo troppo in fretta e dobbiamo lasciarlo piangere un po'. Piange forse un minuto e mezzo e poi si ferma di botto, a mezzo strillo. Mi si ferma il cuore. Poi per fortuna tossicchia un po', e poi tutto tace.  Finchè, forse 15 minuti dopo, riattacca di nuovo mamma, mamma, mamma, tatte, tatte, tatte. Solo che ha bevuto 250ml un'ora prima (e un bue per cena). Mi presento con dell'acqua. che rifiuta, colpisce, si dibatte. Questa volta sono fermamente ocnvinta a non lasciare la sua stanza. Però penso anche che non vorrei fargli venire quel luogo in odio. Il ja-bà è incessante. Si dibatte come un pesce.


Poi mi hai morso, Pistacchio, mi hai morso forte, esattamente sul cuore. Nel giro di qualche minuto singhiozzavo piano, insieme a te, ma non per il male, che non sapevo più da quale lato del cuore venisse, ma per la mia inutilità, per l'incomprensibilità e l'incapacità di tranquillizzarti. Non sono servite le storie sui tram che ti piacciono tanto, non è servito cantare, nè provare a contenerti forte. Non è servito aprire la finestra per farti prendere aria, ché intanto eri un bagno di sudore. Domani, cioè oggi, che dalle 2 ad adesso intanto la notte è passata, porca di quella paletta, o i giorni successivi, probabilmente sarai malato di nuovo. COs'altro bisogna aspettarsi? L. la bimbina biondissima del nido ce ne ha già  un po': un nuovo fantasmagorico giro di gastrò. Ci vorrà poco e arriverà a te, stanco e provato. Non abbiamo supporti che possano tenerti lontano da lì preventivamente, questione di scampare il bacillo di turno.


Restiamo lì sul poang in camera tua. Tu che ti dibatti, io che singhiozzo piano piano, finchè arriva papà, che finora ti ha sentito benissimo, solo un pochetto ovattato dai tappi nelle orecchie. Finisci in braccio a lui che ti riempie di baci e ogni volta che fa una pausa tu dici dipserato cò, cò (encore e cioè ancora). Per lo meno te lo sei riconquistato. Riusciamo di nuovo ad accompagnarti alla nanna. Sono le 5. 

Alle 5.45 strilli di nuovo. Saranno le 6.30 quando ti calmerai e accetterai di essere rimesso nel tuo letto per l'ultima volta di questa notte allucinante.

Ed eccomi qui, dovrei essere al lavoro in questo momento, invece sono qui, ancora in pigiama, a tratteggiare una notte da incubo in maniera sconclusionata. I miei uomini al momento dormono, finalmente, io che faccio vado? Vorrei salutarti come ogni mattina, adesso al rituale si è aggiunto il saluto attraverso lo spioncino della porta di casa...

Vado ad iniziare questa giornatina leggera? Posto in fretta, tornerò a rileggermi anche io.  Avrei voluto parlare meglio anche delle possibili cause di questo momento difficile... oltre al fatto inconfutabile che cresci, il tuo papà che parte in viaggio? i denti?  l'instabilità al nido? Nido che stiamo meditando di cambiare con una tata. E la storia si è fatta un po' beautiful, con intrecci e coincidenze incredibili, che sembra che gli dei mandino segnali. Racconterò, appena possibile.


Intanto qui in trincea vorremmo trovare energie per studiare tattiche e strategie (di sopravvivenza e) per superare il momentaccio, fino al prossimo. Quanto ho scritto è disorganico, comfuso, disordinato, probabilmente inutile. Se però laggiù ci fossero consigli per noi, ringraziamo. Pure qualche pacca sulla spalla non fa mica male. Ci risentiamo all'armistizio all'ora?

Io continuerò a cinguettare appollaiata su quel ramo pesante, mi rendo conto che spesso i miei tweet violano lo spirito stesso dell'uccellino cinguettante. Tipo che twittare 'dilemma nido o tata' ecco forse è un tantino troppo... lasciatemi twittare, comunque  :)

38 comments:

  1. Un abbraccio va che mi sa che ne hai bisogno...
    Altro non so dire, ne' suio dilemmi ne' sulle soluzioni.
    quindi un abbraccio spero aiuti.

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    1. Me lo prendo tutto! E sto rispondendo alla tua email... a puntate però. . Ah I vecchi tempi andati che ni svegliavo di buonumore all'alba...

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  2. adesso vado a svegliare i pupi, che c'è la scuola e tutto il rest, poi torno con calma. intanto pat pat...

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  3. come sai la mia normalita'degli ultimi tre anni e' piu' o meno questa..e indubbiamente pesa molto il fatto che p sia spesso via, perche'quando non c'e' le manca, quando c'e' ha paura chissa' quanto dura...
    patpat, tieni duro

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    1. Ma infatti un po" quasi mi vergognavo a parlarne, tipo di che ti lamenti. Però ha prevalso il fatto che "mettermi l"anima in pace e aspettare che pass... niente, non son proprio capace...

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  4. Per quel che può valere l'opinione di una che non sa NULLA di bambini, io mi fiderei anche dell'istinto, senza irrigidirmi in uno schema pedagogico fisso. Le eccezioni non sono un delitto (e mentre lo scrivo a te lo ripeto a me stessa, la regina della rigidità e dell'inquadramento! ;) nè tantomeno lo sono gli stratagemmi per prendere un po' fiato!
    Tanti pat pat :) Non durerà per sempre (lo dice una ex bambina che per anni non ha chiuso occhio, poveracci i miei genitori)

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    1. Il fatto è che certe volte, quando si perde lucidità, non c'è istinto che tenga, se non quello di sopravvivenza che non necessariamente porta alla risoluzione della situazoine, anzi la peggiora. Gridavo il bisogno di recuperare lucidità. ..
      Grazie del pat pat. Aprezzatissimo!

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  5. un forte pat pat, che dormire poco e male è una delle cose più deleterie...
    vorrei darti qualche consiglio illuminante, ma non ne ho... la pupa, nei momenti più agitati è finita nel nostro lettone. se la cosa è saltuaria non ci vedo nulla di male.
    noi in camera sua abbiamo un divano: ultimamente se si sveglia e non si riaddormenta subito mi piazzo con lei sulla pancia e mi riaddormento così e la rimetto nel lettino quando la sento addormentata. passare un paio di notti in camera con lui?
    io sentirei anche la pediatra, magari ha qualcosa, magari sa consigliarti qualcosa... magari ti dice che è un periodo e passerà, ma intanto tu hai chiamato.
    altro non mi viene in mente, mi spiace....

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    1. Si. Mi piacerebbe fare questo tentativo. Vorrei proprio attrezzare un letto di fortuna nella sua stanza. Ma coi tempi biblici che ci caratterizzano... se la situazione dovesse continuare così probabilmente saremo spinti a farlo al più presto

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  6. tutta la mia solidarietà...
    alla fine devo concludere che in questi casi, tanti troppi ultimamente, e poi con due che li alternano...
    la nostra linea è un po' come la linea maginot
    "dall'utilizzazione integrata e sistemica di tutte le possibili alternative offerte "
    ci scriverò un post...da qui a qualche giorno!!!!

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  7. Squa, una delle pochissime cose furbe che mi hanno detto quando avevo la Squatter neonata e' che tutto passa, e' tutto una fase. comunque capisco che quando ci sei in mezzo, e devi pure lavorare, e' un incubo.

    Poi, la Squatter mai (a quasi 21 mesi) si e' fatta una notte intera: io da subito per dormire me la sono messa nel lettone ed ha funzionato-(risvegli suoi e miei brevi etc etc) considera che prende anche ancora la tetta. Ora facciamo dei balletti tra letti in formazioni varie mica male, ma la priorita' per me e'dormire ed avere le energie per starle dietro,e cosi', finche' si sveglia ancora la notte andiamo avanti cosi'. Non so se il lettone sia la soluzione, ma al di la' di metodi preconfezionati lettone si/no, lasciarli piangere si/no -senza essere una madre super esperta ho capito che la flessibilita' e' tutto.

    Un abbraccio

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    1. Fede: dipende che si intende per flessibilità. Se è che ogni giorno si reagisce in modo diverso e sconclusionato, come ahimè eravamo arrivati a fare nello sbalordimento e rincoglionimento delle prime notti terribili, allora no, la flessibilità non è tutto, è il male da fuggire. Noi dormiamo entrambi sufficientemente per i nostri standard, da sempre, perchè abbiamo fortunatamente dei bioritmi completamente diversi e ci siamo attrezzati per sfruttarli a supporto del riposo di entrambi. Dormiamo(vamo?) delle notti sufficientemente lunghe anche per un non genitore (8 minimo di filato) da quando aveva 8 mesi. Che non significa che lui non si svelgia, a volte si sveglia, perchè è fisiologico, ma si riaddormenta da solo, perchè è sereno e sta bene e l'abbiamo aiutato ad imparare a farlo. Siamo abituati trooppo bene probabilmente.

      Quella notte invece è finita in veglia 2-6 quasi non stop, perchè abbiamo messo in secondo piano il nostro riposo, favorendogli il tentativo di dargli una risposta coerente. Secodno me la coerenza affettuosa paga molto di più di una flessibilità inconsapevole.

      Quanto alle risposte preconfezionate, irritano parecchio anche me, se sapessi arrendermici ine ffetti sarebbe la soluzione, smetterei di tormentarmi, avrei già la risposta pronta a sollevarmi da ogni dubbio. Invece dubito ecco perchè vado in crisi, perchè devo cercare la mia via e c'è parecchio struggling finchè non la trovo.
      Grazie dell'abbraccio, me lo prendo e ricambio!

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    2. Ho letto che va meglio e sono contenta. Sulla flessibilita' assoluta (e mi riferisco anche al tuo post successivo) naturalmente intendo con del pensiero dietro, e mi riferisco solo essere pronti a riconsiderare quelli che magari si ritenevano punti saldissimi.
      a presto!

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    3. Qui sempre pronti alla discussione :) pure troppo mi pare, a volte. ..

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  8. Io non posso dare consigli su figli e nanna, ti abbraccio forte forte e spero si arrivi ad un armistizio. Di sicuro credo che non ci siano confini così netti tra giusto e sbagliato, se non quelli che ci urla (a volte a torto) la nostra coscienza. L'aver ceduto una-due volte in preda allo sfinimento non vanifica uno schema pianificato insieme!

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    1. vero. le cose si risolvono con pazienza e costanza. Avevo bisogno di raccontare quella notte in chiave di cronaca, anche catartica, per guardarla in faccia, guardarmi in faccia e affrontare il puzzle con rinnovata energia. Inparte è successo, per il resto work in progress. Mi dico brava da sola! :D

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  9. Squa, tu lo sai quanto ti stimi e quanto ho apprezzato I tuoi consigli. Noi qui, con un anno di meno, stiamo attraversando un periodo abbastanza duro, non come il tuo ma siamo stanchi. Bimba ha febbre/dentini/tosse ogni due per tre. Ho sempre voluto, e ottenuto, che dormisse nel suo lettino. Ma sono due notti che la metto a dormire vicino a me, lei si rasserena e il sonno le diventa finalmente pesante. Non credo che poi non riusciro' piu' a metterla nel lettino. Quello che penso e' che quando io, da piu' grandina, avevo la febbre, volevo la mamma. Tutto qua.
    Spero troviate la vostra soluzione e il riposo, stranecessario. Ti abbraccio forte.

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    1. Già. E' proprio questo pensiero che mi manda in pappa il cervello e mi fa dire che anche io lo voglio con me. Non pare sofferenza fisica la sua, piuttosto un momento in cui vive COn angoscia il risveglio e forse anche un rapporto che si è compromesso col suo lettino e la sua stanza. Chissà forse anche il distacco da noi, su cui non ha avuto MAI problemi e adesso invece rielabora diversamente. Parecchie ipotesi, ci stiamo lavorando su. Dovrei dire shhhhhh, ma sembra che qualche progresso si vede. L'importante, come cercavo di dire, ma mi rendo conto che non era proprio possibile spiegarmi chiaramente, perchè ero parecchio in ansia io stessa, era recuperare un po' di calma interiore e di forza, senza di quella è il naufragio.
      MI prendo l'abbraccio che ricambio. Grazie!

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  10. Hai tutta la mia solidarietà visto che anch'io non faccio una notte intera da 18 mesi. Con il mio primogenito sono stata molto rigida e l'ho sempre messo a dormire in camera sua. Faticava molto ad addormentarsi e spesso mi esasperava, ma poi dormiva tutta la notte. Il piccolo, che per più di un anno ho dovuto gestire sola perché mio marito rientrava solo il venerdì sera, mi ha fatto rompere ben presto tutti i miei tabù ed è finito spesso e volentieri nel lettone. Prima le coliche, poi i denti, poi non lo so, da sempre si sveglia almeno 2/3 volte per notte con pianti disperati che vengono calmati solo dal biberon e dal contatto fisico con me. Quando va peggio ha notti come le vostre con la differenza che non vuole alzarsi, piange e basta. Si è trattato sempre di scegliere fra non dormire e sopravvivere. Dopo tante notti in bianco ha prevalso secondo me il buon senso e, se poteva farlo riposare più tranquillo, che lettone fosse. Come un bambino non può reggere se non dorme, così anche i genitori hanno bisogno di ricaricare le energie. Non dormire a lungo andare finisce per influenzare molte cose e innervosire troppo. Concedetevi una pausa lettone se questo può farlo riposare tranquillo e poi decidete sul da farsi a mente più lucida. Può essere utile anche per capire cosa succede. Mio figlio per esempio si sveglia anche se è con me con pianti improvvisi, quindi ho almeno capito che non si tratta di capricci perché vuole stare nel lettone. Però con me lì si tranquillizza prima e, almeno ogni tanto, mi evito di andare avanti e indietro fra le camere con il risultato che poi non mi addormento più...Forza e coraggio!

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    1. Grazie! Coraggio anche a te!
      Suppongo che se i problemi perdurassero allora cederemmo sul lettone o forse più probabilmente su un letto di emergenza in camera sua. Per ora sono notti sporadiche, tratteniamo un po' il respiro nella speranza che non si trasformino nella norma.

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  11. Ti capisco appieno... io sto provando ora (ha 3 anni emmezzo!) con i fiori di bach "good night". boh....
    cmq in autunno ho notato che sono sempre molto più nervosi di notte

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    1. ecco io ci spero in una spiegazione così. E' autunno... poi si torna alla 'normalità'. Era una bella normalità e mi manca molto!

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  12. Come molte persone qui sopra anch'io credo che il rigido seguire regole educative predefinite sia la cosa più sbagliata. I bambini non sono tutti uguali e le loro nottate non sono tutte uguali. Poi, questo è un pensiero mio ma ne sono molto convinta, non credo che un bambino piccolo, ma nemmeno un po' più grande, di notte pianga per capriccio (neanche il capriccio di voler dormire nel lettone). Se piange è perché sta male, fisicamente o emotivamente. E, quindi, ha bisogno di vicinanza e di coccole.
    Vedo l'esperienza del mio nipotino, che aveva la sua camera ma, se si svegliava di notte e non si riaddormentava subito, veniva preso nel lettone. Ora ha quasi tre anni e l'altra sera l'ho messo a letto io perché i suoi genitori erano fuori: per farlo addormentare sereno mi sono sdraiata con lui e lui un po' mi abbracciava e un po' si scostava, allora ho capito che era contento di avermi vicino ma che sentiva di dormire meglio da solo, infatti appena mi sono allontanata si è subito addormentato. Non ha quindi preso nessuna abitudine sbagliata, infatti fa così anche con i suoi.
    Comunque sì, sono periodi terribili ma passano (e a volte ritornano, ma poi passano di nuovo :-) )
    Mila

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    1. come ho già risposto a Fede, aborro anche io la rigidità ottusa, ma anche la flessibilità può essere ottusa e portare parecchia confusione. Sicuramente quello stato di vaneggiamento che avevamo raggiunto non poteva far bene a nessuno. Ci siamo ritemprati tutti e posto più attenzione a certi comportamenti chiave, si dorme già meglio di notte, parecchio ancora da capire sul versante andare a nanna.

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  13. Non so cosa dirti...io sono due anni e mezzo che non dormo. Abbiamo anche cambiato il lettino con un letto grande. Il risultato e' che lui continua a svegliarsi e che si riaddormenta solo se io mi metto li con lui. Così faccio tutta la notte un po' qua è un po' la. Risultato? Sono distrutta. Dice che passa...resistiamo.
    Raffaella

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    1. sono curiosissima di sapere queal'è il percorso che vi ha portato a mettere il letto grande. CI stavo pensando, perchpè ormai al nido dorme in un letto da cui si può alzare quando vuole e magari a casa si sente costretto nel lettino a sbarre, Mha
      Un abbraccio Raffaella, mi sento un po' in colpa di lamentarmi. Coraggio!

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  14. Non esiste una ricetta o un metodo predefinito: esiste quello che costruisci tu osservando Pistacchio e mettendoti d'accordo con tuo marito. Tieni duro che poi passa.
    Un'abbraccio!

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    1. D'accordissimo! Ti abbraccio anche io

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  15. Eccomi qui, i pupi pisolano, il caffè l'ho bevuto e mo' ti faccio due chiacchere!
    Molte prima di me in questo commentario solidale hanno usato la parola giusta: flessibilità.
    Non c'è regola senza eccezioni, non c'è routine senza imprevisti, non c'è abitudine senza diversivi.
    Mi è sempre stato impossibile, per natura mia, seguire un metodo, una tecnica, ho sempre cercato di prendere quel che ritenevo giusto un po' qui e un po' lì.
    Per capirci, in tema di sonno non sto con Estivill ma nemmeno con Gonzales, giusto per citare i due più citati sull'argomento.
    Sto con me e con la mia famiglia, e cerco di fare come credo faccia meglio a noi, prevedendo ovviamente anche di sbagliare, che certezze ne ho poche.
    Comunque: i miei bimbi hanno dormito nella loro cameretta da quando avevano un mese, ma bbiamo sempre avuto una poltrona per noi in camera loro.
    Per tutto il primo anno di vita li ho addormentati entrambi allattandoli la sera, e poi li stendevo.
    Ad un certo punto questa tecnica ha mostrato i suoi effetti collaterali e con qualche pianto, molta determinazione e tante coccole e ninnananne nel giro di un paio di settimane hanno imparato ad addormentarsi prima in braccio al papà, poi nel lettino.
    Non abbiamo mai avuto grossi problemi la notte, solo il piccolo l'anno scorso dai sette mesi a poco prima dell'anno ha avuto notti tormentate e siamo andati in crisi pure noi...
    Comunque per farla breve, se non ha grossi problemi ad addormentarsi nel suo lettino la sera, anche se ogni tanto lo portate nel lettone nei risvegli notturni non perderà l'abitudine.
    O almeno a noi è andata così e quando ho compreso questa cosa li ho portati nel lettone in caso di bisogno senza più tanti scrupoli.
    Credo nell'importanza di insegnare ed educare ad un buon rapporto con il sonno e il riposo, ma a volte ci sono circostanze
    in cui hanno bisogno di noi, e per il bene nostro (non dormire fa sclerare chiunque) e per il loro, un po' di lettone non guasta.
    A volte abbiamo dormito a turno per un po' sulla poltrona in camera loro, il tempo che si calmassero e si riaddormentassero, anche perché in quattro si dorme male tutta la notte in un letto, altre volte mio marito , è andato sul divano e io ho dormito nel lettone con i bimbi, ma ti ripeto non hanno un "cattivo" rapporto con il loro lettino e passato il periodo "no" tutto torna come prima.
    Quindi prendetevi il tempo di parlarne tra di voi con calma, la vostra linea è quel che conta e più condivisa è più valida sarà.
    Abbracci,e buone cose.

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    1. sul concetto di flessibilità ti ripeterei quanto scritto in risposta a Fede e Mila, sono d'accordo.
      Invece quoto in pieno l tua conclusione:
      "la vostra linea è quel che conta e più condivisa è più valida sarà"
      Abbiamo avuto un momento di zigzagheggio, pure intermittente, diciamo così, ci stiamo riprendendo e risintonizzando :)
      Grazie Shaula! Ti abbraccio anche io!

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  16. Ci sarebbe da scrivere. A parte che ogni bambino ha la sua storia, cmq posso testimoniare che, come dissero a me incredulo, si ritorna a dormire la notte. Anche se sembra impossibile. Magari non a breve, ma si torna a dormire.
    Potrei raccontarti di un battibecco notturno nel quale mia moglie mi disse proprio "Non siamo + lucidi!" ;)

    No, beautiful nooooo! Almeno non intrecci del tipo, padre che si innamora della figlia del figlio che scopre di avere un padre diverso... :)))

    Per i cinguettii, non preoccuparti. Ti dedico questo
    http://www.youtube.com/watch?v=8HKx_T9kFDE&feature=youtu.be

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    1. siamo sulla strada di una nuova lucidità... equilibrio non so. Speriamo che si ritorni a dormire presto che qui ci sembra di annichilirci un pochetto :D

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  17. Squa, concordo pure io che la flessibilità è tutto. Aiuta loro e aiuta noi, quando ci sembra di sbagliare tutto e essere confusi. Invece cambiare idea o fare un tentativo diverso per me è sinonimo di capacità di adattamento.
    I miei bimbi dormono bene e facilmente ed è una fortuna pazzesca, lo so. Col primo sono stata intransigente e pur di farlo riaddormentare nel suo lettino lo prendevo in braccio e poi rimettevo giù anche 10 volte nelle notti difficili(per denti o altri malesseri), poi mi son pentita. Con la seconda dopo i primi giorni a casa ho capito che potevo sopravvivere solo grazie al co-sleeping che mi permetteva di non essere uno straccio. Mi son fidata di lei e soprattutto del suo istinto. Ora da quando ha 4 mesi dorme in cameretta col fratello senza svegliarsi quasi mai, dal nostro lettone al suo lettino in un'altra stanza, tutto di colpo. Magari è solo incredibile fortuna, ma a me piace pensare che questa volta ho saputo calibrare meglio le nostre rispettive esigenze confidando nella capacità di tutti noi di evolvere.
    Ti abbraccio, sei in gamba lo sai vero?

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    1. sulla flessibilità vedi sopra la risposta a Fede e volendo anche il post successivo...
      nessun timore e massima disponibilità a cambiare idea, solo che il processo prende tempo e passa necessariamente per strade impervie. Questa è la cronaca di n tentativo di comprensione.
      Grazie del pat pat complimentistico. Fa un gran piacere :)

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  18. Purtroppo non ho avuto tempo (soprattutto "tempo energetico") di rispondere a tutti i commenti singolarmente, ma confido nel week end, e spero solo non sarà troppo tardi e che verrete a leggerli :)

    Intanto, ho lasciato sedimentare le sensazioni che i vostri commenti mi hanno dato e dico solo poche cose. POche ma intense, tanto che quasi quasi ci faccio un post, alla faccia del blogging-blocking che m'ha preso ultimamente....

    Grazie dei pat pat e degli abbracci, apprezzatissimi!

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  19. Magari hai già risolto, ma magari prova a dargli un altro latte, tipo latte di riso: è più buono del latte di soya e più leggero del latte di mucca. Sarà che sono della scuola "No latte di mucca ai bambini" (il mio non ha mai bevuto latte di mucca, ma mangia formaggi e yogurt), però 250 ml di latte mi sembrano tanti... Sul dormire tutta la notte però sappi che Bambino a sette anni si sveglia ancora alla notte per bere un bicchierone d'acqua. E non appena può si ficca nel lettone.
    Resisti, ce la farete ;)
    Monica

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    1. Ciao Monica,
      Grazie del commento!
      Conosco, ma non fino ai fondali scientifici, le perplessità sul latte di mucca. Però latte di soya e riso non mi pare possano sostituirsi, a meno che non siano rinforzati in calcio. Mi dovrei mettere a studiare un po'.
      Comunque 250 ml sono la metà della razione giornaliera raccomandata e il solo latte che beve, al mattino. Non vedo il nesso con le difficoltà di sonno notturno.
      Intanto va ogni giorno leggermente meglio, spero di poter dire presto che la crisi è totalmente rientrata :)

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Io lo so cosa stai pensando.
Lo scrivo, non lo scrivo, quasi quasi lo scrivo. Ma no dai...
E' lo stesso che penso anche io quasi ogni volta.
Ma tu prova, prova a lasciare una traccia.
Non sarà invano.

Prova pro-pro-prova