30 August 2011

Diario di bordo dell'abitante

secondo controllo

...il cuoricino sembrava un treno e non avra' forse avuto l'effetto dell'ecografia, pero' quasi. Il sorriso ci si e' comunque stampato in viso ad entrambi futuri genitori. Il chercheur se ne stava sulla sedia, mentre la giovanissima verloskundig, mi posizionava il microfono sulla pancia e mi diceva di non spaventarmi che magari ci sarebbe voluto un po' a trovarlo. Un secondo dopo, sentire il treno ed il chercheur saltare inpiedi per avvicinarsi alle casse e' stato un tuttuno. Il treno... e le gallerie quando il piccolo abitante si muoveva. La verloskundig ha esclamato tutta entusiasta che sembrava che andasse tutto molto bene. Io le ho creduto, domandandomi pero' quali sarebbero state le sfumature di "meno bene". Sono molto contenta di essere rassicurata, ma da scienziata in erba mi piacerebbe anche che mi spiegassero tutte le altre uscite dalla flow chart.

Nota di attenzione alla glicemia che mi avevano misurato con il prelievo del bi-test (che in olandico si chiama combinatie-test. Lunga digressione su questo argomento, un'altra volta pero'...) parrebbe essere un po' alta... sul referto c'e' scritto a penna (!!?) "6,9".. ma le unita' di misura benedetti operatori sanitari...?? Quindi al prossimo controllo, gia' tra 3 settimane, dovro' andare a stomaco vuoto per ricontrollarla.

l'abitante

Tra un'ora appuntamento con la mid-wife (in olandico: verloskundig). Stavolta temo non tornero' a casa con una fotina per l'album di famiglia. A causa delle circostanze -e grazie alla verloskundig che sapeva forse cosa mi avrebbe fatto sentire meglio- l'abitante vanta un numero record di fotine per un abitante della sua eta'. Ogni volta, come per magia, la futura-mamma si calmava e sorrideva beata.
La verita' e' che mi piacerebbe vederl@ anche oggi. All'ultimo appuntamento mi e' stato detto che oggi mi sarebbe toccato (solo) l'auscultazione del cuoricino. Gia' qualcosa di magico, mentre non vedo l'ora che l'abitante cresca abbastanza da farsi sentire da sol@. E' ancora presto per questo, in piu' mi e' stato detto che ho la placenta sul davanti e che quindi dovro' pazientare un pochino di piu' rispeddo ad altre future-mamme. Ma io mi concentrero'.
Bisognerebbe raccontare del meraviglioso (e temibile) mondo dell'essere incinte in terra olandica.. vediamo se ci riesco.

grieving

Ci tempesta di email per finalizzare il ricordino che vuole spedire a tutti coloro che hanno partecipato al lutto.


Partecipato al lutto, che orrore di frase. Ci pensavo. In italiano non ce l'abbiamo un modo "migliore" per verbalizzarlo. Non l'ho trovato neppure in spagnolo o in francese. In inglese si: to grieve. E' efficace perche' e' un verbo, descrive un'azione. Cioe' tu sei li' e quello fai. Puo' sembrare che soltanto guardi fuori, cammini su e giu' per la stanza milioni di volte, mangi (troppo) cioccolato, vai al mare -quello li'- per una settimana e te lo guardi tutto, ti svegli all'alba e ti vengono i pensieri, esci e compri quel paio di scarpe, ti rannicchi sul divano e speri che i singhiozzi si calmino, vai a nuotare... ma quello stai facendo: you grieve.

And I keep grieving, pero' per il ricordino non mi esce niente. L'unica cosa che mi viene in mente, ma che non gli diro' mai e continuera' solo a devastarmi da dentro, e' che se avesse impiegato un decimo di questa energia per Lei in vita.... chissa'. Questa e' la parte di grief che non riesco a sostenere, anche perche' mi tocca sostenerla da sola. Lo distruggerei e non e' quello il fine.

Forse e' ora di richiamare la signora Maria.


Ho fatto un fioretto, per ogni pensiero di morte, uno di vita subito dopo. Non necessariamente il contrario, perche' e' la vita quella che deve andare avanti. Quindi -a volte- i pensieri verranno in coppia....

27 August 2011

andiamo a vivere

E' week end, il tempo sara' dilatato e calmo. Mi sono anche svegliata alle 6, che e' un orario piu' che decente per non essere rincoglionita tutto il giorno, ma avere un po' di tempo solo per me.
E' un mese oggi. Eppure so gia' che non scrivero'. Immagini, pensieri, cose che sento il bisogno di dire si affacciano troppo disordinatamente e fanno troppo male.

E poi e' ora di vivere, come dico al chercheur quando cincischiamo troppo a lungo a letto la mattina: 'andiamo a vivere'.
Allora vado

26 August 2011

tanta tristezza, ma anche tanta felicita', ma anche tanta tristezza,
ma poi felicita'


Quasi un mese fa la mia mamma se ne e' andata via. E talmente tante cose devo ancora elaborare, che me le continuo a scrivere in testa singhiozzando mestamente. So che quando, se, riusciro' a tirarle fuori nero su bianco mi sentiro' un tantino meglio. Ma non so quando, se, ci riesco.

Quasi lo stesso giorno che ho saputo che la mia mamma non sarebbe riuscita ad avere la meglio, e che se ne sarebbe andada a breve, ho scoperto un'altra cosa. Questa bellissima. Aspettiamo un bimbo. Abbiamo appena completato il terzo mese e siamo pazzi di gioia.

Ma anche malinconia. Un giorno lei c'era. Il giorno dopo all'improvviso una massa di 8 centimetri di diametro con vari maledetti satelliti. Un altro giorno -dopo appena 5 settimane- e' stato l'ultimo. Poi lei non c'era piu'. Darle la buona notizia non e' stato come avrei pensato. L'aveva aspettata cosi'a lungo e mentre gliela davo leggevo nei suoi occhi che era troppo tardi. Mi dispiace mamma

E ti cerco ovunque, ma riesco solo a sognare la tua assenza. Sento il vento soffiare piu' forte e mi chiedo se sei tu, il temporale, il fulmine, Avevo bisogno di un saluto. E vorrei tornare indietro. Quanto mi manchi

E forse lo chiudo questo blog
E forse ne riapro un altro
Mi piace scrivere qui, ma mi sento un po' sola.
Oppure ne apro un altro e mi commento da sola, tra di noi insomma.


e mentre tenevo questo in draft da un po', altra mattinata insonne, leggo questo. E i commenti. E trovo la forza per trasformare il draft in un input. Sembrera' un messaggio disperato, invece c'e' tanta di quella speranza...
Pero' e' vero che si scrive per essere letti.


23 August 2011

mamma


la mattina e' il momento piu' duro
le cinque, le sei
e i singhiozzi
che per fortuna si fanno via via piu' lievi

e urge scrivere di te

08 July 2011

mantra


non ci si puo' (pre)occupare di tutto,
non si puo' sapere con certezza cos'e' meglio
bisogna fare del proprio meglio, quello si

decidere

che non e' facile per niente
ma e' lo scoglio, il giro di boa,
quindi cercare serenita' nella decisione
e poi diventa *solo* occuparsi, senza il tormentatissimo pre davanti

Finche' non si e' deciso e' un tormento





non ci si puo' (pre)occupare di tutto,
non si puo' sapere con certezza cos'e' meglio
bisogna fare del proprio meglio, quello si

decidere

che non e' facile per niente
ma e' lo scoglio, il giro di boa,
quindi cercare serenita' nella decisione
e poi diventa *solo* occuparsi, senza il tormentatissimo pre davanti

Finche' non si e' deciso e' un tormento





non ci si puo' (pre)occupare di tutto,
non si puo' sapere con certezza cos'e' meglio
bisogna fare del proprio meglio, quello si

...

...




03 July 2011

Blogterapia

...una delle cose impressionanti e' l'efficacia...
Prbabilmente e' cosa comune che folgorati da situazioni cosi', si diventi molto piu' efficaci nelle piccole cose quotidiane.
Si cresce.

E cosi' smaltisco le voci piccole delle to do list abbastanza veloce. E poi parlo e scrivo una cifra. La Carmen mi diceva non so come fai, io mi vergognerei. Sopravvivenza. Mi vergogno e molto, soprattutto in questo gran silenzio, che mi sembra di esserci solo io. Ma per una volta mi sento in buona compagnia. E non scrivo off line, perche' c'e' sempre la speranza che the message in the bottle, arrivi su qualche riva bellissima.
Blogterapia

Due palline della wish list sono due mail che e' piu' difficile scrivere... vediamo se ce la faccio.
Ci vuole anche tanto tempo, non solo la forza e l'energia.

28 June 2011

i sognatori


Bisogna ringraziarli i sognatori! E mai abbastanza... Che non hanno notizie di te da mesi, e ti sognano proprio ora e ti scrivono i messaggi, le email chiedendoti se va tutto bene. E come fare a sentirsi soli? anche se soli si cammina, soli si pensa e soli si spera che vada tutto "bene", soli non si e' piu': grazie ai sognatori.

25 June 2011

chiamate la protezione civile


Aspetta che lo ripeto, me lo riscrivo, mi cito, che' si' ho trovato il nodo:
La vita e' fatta di priorita' e di accettazione delle emergenze che te le fanno cambiare. Vivere bene richiede saggezza nel valutare le priorita', ed adattarsi il piu' serenamente possibile quando cambiano.

Avevo inizialmente pensato diversamente il fulcro di quello che ho scritto sotto. Essenzialmente raccontando di tutto il tran tran degli ultimi giorni, di K, Y e T, quello che volevo mettere a fuoco e' che amicizia -almeno quella che anelo io- e' quando si sa vivere lo stato di emergenza. Io ho bisogno di essere circondata da persone con le quali ci si sappia dire 'emergenza' ed allora si molla tutto e si va a lustrare forni, ad essere presenti. Anche se per i lati ameni delle emergenze: anche tipo fare il tiramisu, dimmi tu se e' il momento di mettersi a fare un tiramisu, invece e' questione di semi-emergenza, ho bisogno delle fruste.
Certo e' che bisogna rassenerarsi con se stessi e sapere quali sono le proprie priorita': capirle ed accettarle. E poi bisogna saperle esprimere. Mica briciole.
Ma in fulcro quelli sono gli amici che vuoi: quelli che riescono a chiederti aiuto e quelli a cui riesci a chiedere aiuto. Ed a volte la cosa non e' biunivoca. Ma questo e' un altro discorso.

E sono appena stata folgorata del perche' non organizzo piu' cene, feste, ritrovi, che' io e il chercheur eravamo sempre stati dei simpatici padroni di casa. E' perche' nell'ultimo anno mi sono concentrata piu' che mai sul io ce la faccio da sola. Ed invece da sola non ce la faccio. Perche' lo stato di emergenza puo' vigere anche in tempi sereni, quando si e' alle prese con qualcosa di pur allegro e gioviale, pero' piu' grande di te. Tipo una festa o una cena per tot persone.

Io ci ho i modelli dello stato di emergnza che mi piace: la mia zia giovane D. (detta anche zia Susanna) ne e' maestra, casa sua non e' casa sua ma un porto mare: lei e' il centro nevralgico degli stati di emergenza altrui. Milena un'altra bravissima destreggiatrice di emergenze positive. Ed anche M. la mia amichetta storica. Che mi ha appena cazziata che non mi sono fatta piu' sentire ne' vedere e le ho appena risposto: hai ragione, pero' anche tu e comunque ora emergenza...

Io ho bisogno di amici cosi' e vorrei essere capace che anche la mia casa sia sempre in stato di emergenza positiva, modello protezione civile...



Qui mi devo promettere che mi rileggo e ci ripenso, perche' nello stato d'assedio in cui mi sento, puo' essere anche che riesca ad esprimere solo una marea di stronzate cosmiche.