03 March 2013

Metti una passeggiata con Biancume - l'Antefatto

Sottotitolo:  quando l'antefatto fa già post

...e però l'antefatto serve.

La non-depressione viene tenuta a bada.. o per lo meno non è più bianca accecante,  ma a colori pastello, gentili e pure carezzevoli. Ancora tanta strada da fare, sicuro.  Ma intanto il mood resta settato sul pogramma pazienza ed ottimismo.

Una delle svolte l'ho segnata (qui immaginarsi Squabus che fa: goooooooooool) a metà gennaio - spesso momento di crisi e rinascita. Laptop in grembo, ho pigiato sui tasti
blog mamma montpellier
Zio Google è stato gentile con me, restituendomi in uscita tanta speranza e colore, sotto forma di Bianca a.k.a. Biancume e il suo bel blog VolevoChiamarleFrida. Prima mi sono divorata i suoi archivi, in modalità maratona-lost (similitudine che regge se lost vi ha agganciati peggio dell'eroina). Poi ho fatto qualcosa che ha stupito me per prima: una cosa semplice quanto rivoluzionaria nel mondo di Squa: le ho scritto una mail invitandola a fare due chiacchiere. Semplice ed essenziale. Soprattutto per me che me ne stavo in silenzio e solitudine da 3 mesi, escludendo il Natale e gli uomini di casa. Così, un sabato mattina di pioggia, mentre il chercheur mi diceva "tu sei tutta pazza", io aprivo l'ombrello, prendevo il tram alla fermata del quartiere senz'anima e correvo in centro ad incontrare Bianca.



Riflettendoci, da qualche tempo a questa parte ho presentato diversi challenge alla mia timidezza. O insicurezza che sia. Ho anche capito che il punto nodale che mi rende statica (anche per esempio nel blog) è lo iato tra la me che sono e quella che vorrei essere. Come in un'adolescenza perpetua, dov'è l'uscita? Siccome le due (o mille) non si avvicinano minimamente, allora io, semplicemente, stupidamente, lascio perdere. Troppe cose.
Stamattina però sto pensando che sai cosa c'è? Che la (le) me che vorrei sarà anche tanto lontana e irraggiungibile. Ma la me che sono non è poi  neanche malaccio. ..

E quindi -dicevo- un sabato di fine gennaio sono andata all'appuntamento con Bianca prendendo a pugni la mia insicurezza. Un po' nervosa lo ero, ma è bastato sorridere per mascherarlo. Abbiamo cominciato a chiacchierare.  E sai che è?  Che ce ne sono talmente tante di chiacchiere da fare, frivole e non, che non c'è tempo per l'insicurezza e la timidezza. Quelle un'altra volta e forse anche no. 

Biancume è una ragazza passionale e piena di entusiasmo.  C'ha i colori dentro proprio. Il suo blog, così come lei, sprizza entusiasmo e voglia di andare.
Penso che questa sia la cosa che al momento più mi affascina delle persone. Mi piacciono e mi trovo bene con quelle che vanno (il senso non è geografico). Fanno una valigia (metaforica) e partono all'avventura. Ogni giorno. Andare: una cosa che in seguito al trasferimento mi sono trovata in difficoltà a fare. Piuttosto mi sono persa a crogiolarmi nelle nostalgie, a rimuginare su tutto quello che non è più. Per questo ultimamente mi annoiavo e intristivo da mè.
A fare la valigia vera e partire son buoni tutti. Rottura. Fuga. Si ricomincia.
Il viaggio interiore, la ricerca, la passione, l'ottimismo. Tutti i giorni. Perseveranza. Tutt'altro.
E Bianca è proprio così.

 

Questo era solo l'antefatto. Era alle foto che volevo arrivare. Incontravo Biancume la prima volta al'uscita del suo corso di fotografia. Lei si schernisce, dice che no e la sua modestia mi imbarazza un po'... perchè le sue foto sono proprio belle. Poi io alcune cose che  ho visto fotografate da lei, le avevo già viste dal vivo. E bisogna dire che Bianca ha un'inquadratura speciale sulle cose, Sarà pure che ha l'orizzonte storto come si lamenta lei, ma le foto -di nuovo, non si fosse capito- le trovo proprio belle. E a me mi parlano dentro. Forse è tutto lì.

Solleticata dalle foto di Bianca, fresca di smartphone appena regalatomi, e di un'amichetta che mi fa vedere due cose in instagram... ed eccomilà (dove sono squaqquara, ci fosse mai qualcuno che vuole venire a bussare alla porta fotografica di un'eterna adolescente). Nuova passione, forse fulminante e passeggera come tante qui chez moi.
E quindi, quando Bianca m'ha detto "me ne vado a spasso per Figuerolles (n.d.squa: quartiere di MontePello) vuoi venire?" Mi sono fiondata. Nasceva così la passeggiata con Biancume.
Poi io sono una ragazza altamente spronabile. A volte c'ho dei blocchi inspiegabili, che basta dirmi maddai e io do, eccome se dò. E così è nato questo post dall'antefatto lunghissimo, che voleva mostrare qualche foto. Poi l'antefatto, come spesso accade, s'è fatto post. Io comunque le foto le mostro lo stesso. Sia mai...

e quel post è a seguire...

2 comments:

  1. Innanzitutto grazie, sono diventata rossa. Lo sai, sono timida. Grazie soprattutto a nome della mia autostima perché quando la me di tutti i giorni si avvicina alla me che voglio essere sono felice e lo sono soprattutto quando risulta evidente non solo a me stessa. Sono felice di averti incontrata e di sapere che è servito a darti un po' di slancio, ora aspetto le tue foto, mi piace un sacco l'idea di avere i due sguardi sulla stessa passeggiata.

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Io lo so cosa stai pensando.
Lo scrivo, non lo scrivo, quasi quasi lo scrivo. Ma no dai...
E' lo stesso che penso anche io quasi ogni volta.
Ma tu prova, prova a lasciare una traccia.
Non sarà invano.

Prova pro-pro-prova