03 April 2010

E.T.





Faccio le valige in fretta e furia, neanche minimamente pronta mentalmente al fatto che si parte, si va in un altro paese, si pseudo-torna in un posto che non si riesce piu' a concepire come casa.
Volando nell'aere invece entro in un particolare mood, tipo voglio fare 450 cose, vedere 540 persone, andare, vedere, fare e disfare. Appena atterro in terra meneghina invece, vengo fagocitata in un buco nero. Succede sempre cosi', alla fine. Passo tre quarti di venerdi in casa. A lavorare. Risolvo anche un bel rompicapo che era in sospeso, se non ho preso fischi per fiaschi. Fuori, al di la delle impalcature di una ristrutturazione che dura da anni e credo non finira' mai, il cielo e' blu, il sole e' splendente. Io tergiverso. Poi mi decido, esco fuori dal paesello, vado a Milano. Mi incammino alla metropolitana.
Fermata porta venezia, dalle impalcature a qui ci e' voluta un'ora esatta. Quite a trip. Scendo, in cuffia les nummer tweeëntwintig, mi metto a passeggiare per buenos aires, guardo le vetrine, la gente, vado su e giu. Mi sembrano tutti marziani, sono molto affascinata. Mi sento molto ragazza di provincia, fuori posto nell'abbigliamento e nelle movenze. Voglio un gelato. Sono perplessa dal fatto che posso entrare e chiedere un gelato in perfetta lingua locale. Mi compro uno strepitoso kway blu. Mi servira'. Mentre cammino, mi rendo conto che sono leggermente infelice. Voglio tornare a casa


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04 March 2010

Squabus corre

...questo post ha delle controindicazioni

Stamattina Squa si e' alzata alle 6 e 19. Senza sveglia, cosi', lei si sveglia quasi sempre prima dell'alba. Nel week end subito dopo l'alba. E' abituata cosi'. Pensava di svegliarsi al sorgere del sole, ma alle 6 e 19 ancora il sole non sorge.
Squa si e' alzata alle 6 e 19. E' andata giu' per le scale in punta di piedi ed ha acceso il laptop. Dimenticandosi di inserire le cuffie nell'ugello apposito, cosi' alle 6 e 20 circa il motivetto di WindowsVista e' risuonato nella casetta di due piani e mezz(anina). Chissa' se il chercheur l'ha sentito, se l'ha sentito ha smadonnato appresso a billgates e tutta la sua progenie. Perche' lui odia window$, $vista poi...
Comunque mi sto perdendo in ciance. Il punto e' che svegliatasi alle 6 e 19, Squabus si e' diretta al laptop ed ha dato inizio alla sessione mattutina di esercizi di olandese. Les 18, lezione sui canali televisivi. Vabbo'. Sempre meglio che quello sulle dighe o quella sul sistema scolastico, che avevo promesso che la postavo qui o sul nuovo google-buzz, che ancora non e' diventato il mio secondo blog, ma ci manca poco. Dopo un'ora buona di esercizio e di scrittura di un paio di email preventive, Squabus si e' preparata e si e' diretta al lavoro. Erano le 8.30. Squabus ha sbrigato un paio di faccende, che ve le racconto solo perche' rendono il ritmo. Ha purificato 3 prodotti di PCR, ha corso un gel elettroforesi, ha misurato l'OD dell'ultima cultura che doveva controllare oggi. Poi ha preparato una analisi di restrizione. 24 tubi totali che ha messo a 37 gradi. Alle 10.30 ha ingollato un tost freddo con una fetta di formaggio, che ha attraversato la trachea in un sol blocco, che manco un pitone. Ha inforcato la bici e si e' diretta in un altro edificio, per fortuna non troppo lontano, non senza cedere all'ebbrezza del contromano per fare prima. Si e' seduta alle 10.45 spaccate in seconda fila per la prima lezione della seconda parte del corso di biotecnologie. Insegnato rigorosamente in lingua olandica. Il prof della seconda parte del corso sembra babbo natale ed usa i lucidi che si usavano ai miei tempi. Fa anche un uso massivo della lavagna, sviando dalla struttura delle dispense. Cosa che fa che quando non capisco di cosa sta parlando (e quindi il 75% delle volte) sono fottuta. Per fortuna le dispense della seconda parte sono in inglese. Quelle della prima parte pero' no. Che chi me l'ha fatto fare? Perche' io mi voglio cosi' male? Alle 12.30 la lezione e' finita e Squa ha rinforcato la bicicletta ed e' tornata in laboratorio. Ha caricato un altro gel, questa volta con i 24 tubi dell'analisi di restrizione. Ha puntato il timer: tra 30 minuti e' pronto, Squabus ha tempo per pranzare e mangia un altro tost, con un'altra fetta di formaggio (che ormai e' il pasto preferito) questa volta caldo. Mentre si massaggiava i polpacci che riposavano dolorosamente sulla sedia, a Squabus e' venuto il dubbio di non avere mai acceso l'apparato, quindi il timer ahivolgia che ti suona, qui non aprira' nessuno. Tornata sul luogo del misfatto ha constatato che no, non aveva premuto su on, quindi -ora si- ha premuto su on ed ha arripuntato il timer. E' andata a fare delle cose che non mi ricordo, ma di certo non corrispondevano al concetto di riposo. Ah si, ha lottato con una pipetta che non funzionava piu', dopo averla smontata e rimontata 3 volte esattente alla stessa maniera ha ripreso a funzionare. Bho. Ha mandato delle email che doveva proprio mandare. Il gel annunciava in parte buone notizie, in parte no. Vabbo'. Ha dato un aiutino piccolo nel trasloco di un laboratorio, finche' si e' resa conto che non ce l'avrebbe mai fatta a finire le sue cose ed allora Squabus ha abbandonato il trasloco. Ha depositato 12 colonie in una miscela di brodo di cultura e glicerolo per poterle congelare piu' contente. Ha attaccato una miriade di etichette per archiviare come si deve tutti i campioni processati negli ultimi 2 giorni.
Alle 17.45, esattamente quando doveva essere altrove, Squa ha rinforcato la bici e si e' diretta al corso di olandese. Arrivata con 10 minuti di ritardo, ha avuto 10 minuti di meno per fare il test di grammatica che toccava oggi. Comunque 85%, non male. Oggi c'era Piet che e' il suo insegnante di lingua preferito ever and ever. Nella conversazione a coppie a tema 'racconta come sono le televisioni nel tuo paese' Squabus ha raccontato di berlusconi e del divieto di approfondimento politico. Mentre Piet si avvicinava per dare un voto alla conversazione, sente Squabus esclamare che praticamente e' come avere un re. Piet si offende che' avere un re non e' mica cosi' male, che semmai quella e' dittatura. Squabus ne conviene. Dopo la lezione con Piet, si rinforca tutti la bici per dirigersi in un altro edificio per il test di listen and comprehension. Tutti contro oggi, ma perche' non si svolge tutto nello stesso edificio? Tipo a casa mia.
Squabus rinforca la bici, questa volta per guadagnare la via di casa. Si doccia. Mentre si doccia ascolta la lezione numero 19 sul matrimonio. Ma non riesce a concentrarsi. Pensa ad altro. Mette un minimo di ordine nel caos, che' lunedi' prossimo abbiamo un graditissimo ospite per tutta la settimana ed il chercheur e' partito oggi per parigi. Cosi', en passant, per partecipare ad un concorso della funzione pubblica per l'organo di ricerca statale francese. Succedono cose, mentre Squabus va da un edificio all'altro. Poi prepara una valigia minima, perche' domani parte anche lei, ma per milano, molto meno esotico. Parte con l'aereo delle 7.25, il che vuol dire che deve prendere il treno alle 5.15. Significa che la sveglia e' puntata alle 4.30. Si' che e' abituata a svegliarsi presto, ma qui si esagera.
Si siedo a mangiare due pomodori col tonno, che allegria, apre la pagina di republica
Olanda, boom del partito xenofobo
Andiamo bene. Aveva facolta' di voto e non e' andata a votare. Si sente una cacca.

Apre le dispense-per-fortuna in inglese. Ci prova. Erano le 21.40 quando le ha abbandonate ed ha deciso di scrivere questo post schifossimo. Adesso sono le 22.30 e Squabus proverebbe a rimettersia studiare. Ma forse anche no.



Buonanotte.

20 February 2010

superumanita'

... piu' che un post la scoperta della bomba atomica

ho resistito 3 settimane lottando strenuamente con tutto il grandaffare che citavo poc'anzi.
E' come se correvo correvo correvo, verso imparare l'olandese, e cucire, e recitare, e questo, e quello. Vai vai, ce la fai. E studia e pedala. Poi, un po' come Forrest Gump, ho smesso di correre ammettendo: 'sono un po' stanchina'. Mi ha fatto impressione il momento esatto in cui mi sono fermata: mi sono come dovuta domandare dove fossi, paurosamente spaesata. Strana sensazione.
E mi e' venuto uno di quegli attacchi di pigrizia che te lo auguro. Impasse. Loop. Crash. Impossibilitata a fare alcunche', tipo A problem has been detected and Squabus has been shut down to prevent damage... Stavo li' guardando nel vuoto mentre scartoffie, homework e vattelappesca si accumulavano su ogni scrivania che frequento.
Poi il miracolo e' avvenuto, ne sono uscita fuori...

Da qui il quiz: Secondo voi che cosa ha fattto Squa per uscire dall'impasse?
a) ha mangiato un intero blocco di cioccolato da 300 gr
b) ha messo su 10 lavatrici e fatto le pulizie di primavera, invocandola a gran voce
c) e' andata in piscina, a giocare a squash, dal parrucchiere, estetista, l'hammam. Tutto nello stesso giorno?? (quando uno si sa stressare anche quando si deve rilassare...)
d) CTRL-ALT-CANC








Non vi lascio mica con la suspense, vi do' la risposta... Io andavo per la c) (con breve incursione devo dire anche in a e b, per amore del vero). Poi, sulla via, sono stata un poco depistata e mi sa che sono stata fortunata. Allora ho ripreso a mettere a fuoco le persone intorno. Poi ho acceso il cellulare e come raramente capita: l'ho usato. Sono uscita, ho fatto cose ho visto gente. Un caffe' con K, canadese. Una delle poche persone che mi sembra una persona davvero. Non so come spiegare. Che' io ora glielo voglio dire e sono li' che tentenno, le sembrero' una svitata... per me e' un complimento, anche se non sono sicura lo sembri. Pero' le cose si devono dire eccheccavolo, se no ci muoiono dentro.
Ho portato il latte alla povera T reduce da un sanguinario dentista olandese che le ha cavato 2 denti del giudizio, uno per lato, nello stesso giorno. Era in uno stato pietoso, non voleva farsi vedere da nessuno ne' quindi osava chiedere se qualcuno poteva farle la spesa. Si e' nutrita di milkshake alla banana per tre giorni, perdendo 3 chili. E lei e' piccolina! Mi e' scappato un lieve pianto pedalando via da casa sua. T mi stimola dei centri affettivi particolari che non conoscevo prima. A lei si' ho cercato di dirlo, ma lei ha resistito. E' che lei e' cosi' cosi'... e mi stimola l'affetto ed allo stesso tempo ne sembra cosi' totalmente inconsapevole!

La giornata non e' ancora conclusa ma devo gia' dire che e' come se oggi fossi stata travolta sulla via di Damasco. Che mai e' stato modo di dire piu' azzeccato... la parrucchiera siriana non parlava bene l'inglese e allora ho dovuto tirare fuori il mio magro olandese, questione di sopravvivenza di un decente cuoio capelluto. Non ne avevo voglia di parlare olandese, stupida e pigra che non sono stata altro... Poi e' stato necessario. E lei era dolce e simpatica. Ed allora mi sono ricordata perche' studiavo l'olandese, mica per stressarmi ogni santo giorno con compiti ed esercizi, ma per parlare con la parrucchiera. Che mi ha depilato le sopracciglia facendo scorrere un filo da cucire rosso sul mio viso, un capo del filo tra le labbra, scuoteva il capo e passava il filo sulle mie tempie. Mai vista una cosa cosi', son rimasta esterrefatta. E mi sorrideva e mi ha offerto il te, gentile. E secondo me si era capito benissimo che avevo bisogno di coccole che' al lavaggio del capello, sono stata tutta frizionata e massaggiata e trattata con estrema delicatezza. E adesso torno a fare tutti i miei compiti da brava scolaretta, cosi' la prossima volta che vado da lei capisco di piu', che' a tratti facevo finta.

Ed e' che io sono contenta che sono ancora io, quella di poco fa, tutta atomica. Ed e' che non ce la posso fare se mi rinchiudo in casa come una secchia isterica. Confesso che avevo sottovalutato quanto quella potenza atomica passasse per le persone, e dalle persone trovasse forza. Che spero di restituire. CHe bello l'essere umano!

Ho sentito un crack

... piu' che un post un dubbio atavico

Cioé praticamente questa signorina si é esibita a San Remo in questo spettacolo?

Ed é solo Morgan che si fuma il crack? Non ce lo stanno distribuendo comodamente via acquedotto a tutti quanti? No?
Solo io sono un po' allibita?

E Morgan alla fine ha cantato o no?
A sto' punto direi io.

Dall'Italia sulla tele d'Olandia arriva solo la rai1. Una sera ho acceso inconsapevole dell'evento sanremesco e mi sono imbattuta in Povia. Punto. Prima di tutto non ho capito la canzone, secondo poi ho avuto paura che quelle movenze mimesche avessero un che' di potere satanico. Ho avuto una gran paura ed ho spento la tele.
Da allora ho l'impressione di non essere piu' esattamente la stessa.

19 January 2010

ap-proposito di buoni propositi


...e c'è tutta una vasta gamma di vita che ti invade, e vuoi viverla tutta. Ma non è concretamente fattibile seguire tutto con la stessa passione. La passione è un'esperienza totale che non si può dedicare a più di un'entità per volta. Invece i segnali arrivano molteplici ed ogni segnale stimola, appassiona, le pupille si dilatano. Vorresti perderti a contemplarlo, capirlo, seguirlo, coltivarlo, giocarlo, parlarlo. Il segnale, lo stimolo, il lampo. Ma ne arriva un altro e si ricomincia, dopo un attimo di disorientamento. E cerchi di metterli in ordine, gli stimoli, come si potesse metter in fila fotoni (forse si può, questo almeno è facile da verificare?). Ognuno che arriva è come una piccola scossa. Piccola, grande, dolorosa, colorata, travolgente, lieve. Ma si sente, a seconda della sensibilità del sistema. La scossa. Oh se sono viva! Quanta vita. Varie vite, varie tonalità, le vedo avvicendarsi e sperimento anche l'impressione dei miei colori stesi a pennellate sulle pareti dell'esistenza altrui. Sono viva e la vita, la natura, asseconda la sopravvivenza: posso sopravvivere solo se ho lo spazio, ho il tempo, ho il modo. Mi sono sentita così inequivocabilmente viva, ho provato un così forte turbinìo di emozioni e non ho potuto evitare di assecondare tutte le possibilità. In un delirio orgiastico di concretizzare i buoni propositi, mi sono fatta avanti per tutto. Proprio tutto... Per coltivarmi, per scoprire quanto più potevo...

Concretamente, appunto, in un'ora e mezza il mio 2010 comincia. Dolcemente. Con un corso di cucito, una volta a settimana. La settimana prossima si aggiungerà il corso di olandese, due volte a setttimana, che si profila l'impegno più faticoso. Insieme ad un corso per gli studenti del primo anno di università che partirà la settimana ancora successiva. Per gradi. No, non insegno: sono ancora da questa altra parte, perché non riesco a nascondere la mia curiosità dietro la """dignità""" del non tornare sui banchi. Perché ho molto più da perdere vergognandomene. Perché -come allora volevo vedere: prima come studiano gli americani, poi come studiano gli ingegneri- ora voglio vedere che fanno i biotecnologi. Perché il corso sarà dato in olandese, altrimenti sarebbe stato troppo facile. A completare il tutto, a fine settimana, mi rilasserò seguendo due corsi di teatro. Cosa che avrei voluto fare da sempre, ma non ero viva abbastanza, o non ero io abbastanza. Due perché non riuscivo a scegliere e perché avevo paura che non sarei sopravvissuta abbastanza a lungo per scoprire.
Forse non sopravviverò a tutta questa vita, c'è da dirlo. Ma sono stata in stato quiescente troppo a lungo per non provarci. Voglio tutto, subito, qui, ora.

Vorrei essere certa di restare raggiungibile dai lampi giusti però, quando il sistema diventa complesso. Voglio pensare che in mezzo a quelle tempeste, quel bagliore speciale riesca ancora ad attraversarmi dritta al cuore e farmi emozionare alle lacrime.
Hnita gattona. dice. e tutte le altre tempeste sono tornate per quell'attimo nei loro vasi di Pandora. Tutte le altre vite si sono fermate un attimo a guardare. Col fiato sospeso. Poi ho visto il video ed allora tutta la poesia ed il miele hanno fatto posto ad una grassa risata! Ed ancora rido a pensarci. Che patata.


14 January 2010




Io domani sono come Bolt alle olimpiadi...

... piu' che un post una danza Maori, per giunta un po' indecifrabile

07 January 2010

Pronti, via!

... più che un post, la strombettata mattutina
http://www.esercito.difesa.it/root/media/musiche/caserma/sveglia.mp3



Mi alzo con il fuso orario, la cintola un buco più in là, le ruote sgonfie. Non sono sicura di farcela.
Esco di casa ad ore che non son più così piccole. Comunque, prima di tornare ai posti di combattimento, mi concedo il giro lungo, che passa dal centro-centrissimo, per guardare le strade, le vetrine. Pedalo cauta, i canali quest'anno sono liquidi quasi completamente, invece le strade sono diacce e se freno cado giù.

Tocco tutto intorno a me, apro cassetti. Bevo caffè, distribuisco baci post-natalizi e sorrisi. E come va? Un camice fresco di bucato. Una scaldatina ai muscoli. Sono ai blocchi di partenza.
Molto simbolicamente, sincronizzo gli orologi di tutti i laboratori, uffici, corridoi. Sulla via di casa gonfio le gomme.
Saltata di nuovo in sella.
Ce la faccio. Sorrido.

Pronta. Via!

25 December 2009

Poi invece cosa volevo fare io da grande



... pensierini fatti giocando con i più piccoli scienziati del mondo

Grandi e bei momenti di ziitudine questo natale. Ci sono pargoli ovunque ed io me li godo tutti, ché essere zie prima che mamme ci renderà genitrici più consapevoli. E c'è da approfittarne e fare allenamento, osservare, prepararsi spiritualmente.
E quindi mi cullo un'Accanita di sei-mesi-quasi-sette tutta nervosetta e le canto pazientemente quella canzone lì dei mutamenti di stagione, l'unica canzone che io possa cantare senza rompere i vetri delle finestre e straziare i timpani. Gliela canto come un mantra, caparbia, insistendo sui punti chiave: Lasciarsi andare, dondolare, e continuare a galleggiare, scivolando sulle cose...

Oh quella mica mi ci si ti vi addormenta? Ed io mi sento tutta soddisfatta. Tutta zia.

Poi c'è la mia unica nipotina di sangue, altro ordine di grandezza piccolezza: quasi sei anni. Tutta chiacchierina e pronta a cose già più, come dire, serie. Le ultime due volte che l'ho vista abbiamo fatto il pane, volevo trovare qualcosa di nuovo da fare insieme, ma non ho avuto troppo tempo e testa. Ora temo che lei: basta, mi sono stufata di far il pane, qualcosa di nuovo, dai! Io almeno voglio fare qualcosa di nuovo.
Dopo poco che è arrivata...
e zia non lo facciamo il pane?
Evidentemente hanno bisogno di certezze anche loro, questi bimbi. E quindi facciamo il pane! Io le avevo già detto che il mio lavoro è crescere lieviti, quindi sapevo bene come farli svegliare nell'acqua tiepidina e che non amano molto trovarsi il sale vicino-vicino, cose così insomma. Le ho fatto vedere una foto al miscrospio del lievito che si usa per panificare (Saccharomyces cerevisiae, che è fratello di quello che si usa in laboratorio) e poi ho cominciato la mia personale campagna di imprinting.
Ma che? da grande vuoi fare la panettiera?
No, no o la parrucchiera o la ballerina o la maestra..
La scienziata no?
Vedi che bello, proprio come noi qui adesso: questo è il nostro laboratorio e noi stiamo facendo il pane: perché quella è la ricetta del no knead bread, sul blog di comidademama e noi invece lo stiamo bello che impastando (senno' finisce subito e che divertimento c'è?) anche se poi lo facciamo lievitare quasi 24 ore! E quindi poi domani bisogna vedere se l'esperimento ci è riuscito
Si zia che bello fare gli esperimenti



Comunque io se tornavo piccola sai cosa dicevo che volevo fare da grande?
La zia volevo fare.
Ché io non lo sapevo mica che era così bello.

dell'aver bisogno

... piu' che un post, la veglia natalizia...

Nell'attesa che il tradizionale post dell'ioodionatale maturi, volevo solo dire che io ho bisogno -questo natale come non mai- di consolidare tradizioni. Perche' ho bisogno di certezze. Ed allora spero che la nuotata della vigilia diventi una consuetudine, come le due mezze torte salate, la cena degli avanzi del 25, il regalo riciclato...

natale

11 December 2009

Coordinate astrali: 43°36′43″N 3°52′38″E

... piu' che un post: un'altra puntata della telenovela dei ricercatori precari


Si torna in quel meraviglioso limbo di suspense e si comincia, di nuovo, a sognare di futuro. Come in una sorta di déjà vu periodico:
Paesaggi mai visti sfilano sotto i miei occhi, a migliaia

Che alla fine, pazzescamente, mi piace anche. E mi rendo conto che forse non e' una bellissima cosa, questo anelare cambiamento, sempre e comunque. Questa poca predisposizione a mettere radici. Ma questa e' un'altra storia.
A differenza di altre volte, questo riempirsi gli occhi di un possibile, eventuale, futuro, avviene in maniera piu' adulta ed anticipata. Questa volta la suspense durera' per default almeno 6-7 mesi. Intanto noi faremo allegramente finta di nulla, ma ci prepareremo. Il chercheur scrivera' i progetti, io riprendero' quel google-dancing forsennato, trovero' una strategia. La spuntero' un'altra volta! Fatica, ma tanto entusiasmo.

La categoria suspense ha raccontato la telenovela, che mi commuovo un po' a rileggere. Parla di un ex-only-optical-fisic, ex-baiofisic-vuld-laic che ora e' in divenire. E di una che prima non lo era, ma ora e' chercheuse anche lei. E forse non l'aveva mai scritto prima.
Fa bene ogni tanto fermarsi e scrutare all'orizzonte che ci aspetta, ma anche voltarsi a guardare la strada e tutti i paesaggi che abbiamo lasciato. Nel bene e nel male.