31 May 2008

Ci si allena


Uffa non riesco a concentrarmi, vago per la rete, leggo cose, clicco come una pazza su siti universitari e non. Poi cerco di lavorare in laboratorio e proietto oggetti di un discreto costo per terra mandandoli in frantumi... allora torno a confinarmi dietro una scrivania e leggo la stessa linea dieci volte, vedo cose, sento voci. Queste.
De polymerase-kettingreactie, vaak afgekort tot PCR (van Polymerase Chain Reaction), is een manier om uit zeer kleine hoeveelheden DNA (enkele moleculen) specifiek een of meer gedeeltes te vermenigvuldigen (amplificeren) tot er genoeg van is om het te analyseren.
Oorsprong

Tra un paio di settimane volo in visita in Virgina, nella terra delle stragi universitarie. Sigh. Sembra che invece a lungo termine si prospetti la terra dei tulipani. Suona un po' piu' allegro. Eppure. Forse ancor piu' del ritorno tra le nebbie, che' a me la meteopatia mi dovrebbe venire certificata e settimane in vacanza su spiagge assolate pagate dalla mutua, altro che terme...
Piu' della nebbia e dell'umido (forse) temo la lingua. Non che non ci sia gia' abbondantemente (anche allegramente) sbattute in questa vita. Ma si e' come dire un po' gia' dato. Mi si dira' non tirartela, pazienza, posso elencare tutti i miei difetti e mancanze son tanti e tante... quindi mi si perdoni... Io di lingue ne parlo decentemente quattro (compresa la mia). Mi sarei un po' stufata di quella sensazione... quella la'. Che' mi viene il magone solo a pensarci. Imparare una nuova lingua e' la pulcinite perpetua.
Si dice che parlano tutti l'inglese, speriamo che anche la panettiera sotto casa. Speriamo anche di non avere l'accento yankee, se no lo andiamo a sciacquare nel Herengracht. Sob.

23 May 2008

"Always believe"*


Il finale a sorpresa di questo video mi da una carica impressionante.
Spero anche a voi!
Da vedere e rivedere nei momenti di pulcinite acuta...

Enjoy




* e mi stanno simpatici anche i tipi che hanno cavalcato l'onda del caso che li ha portati a filmare la scena

16 May 2008

10 May 2008

Prove tecniche di solitudine


un post allucinato,
e a puntate, un po' come la vita



Una settimana pesantuccia, impastata di cose tristi, tragiche, surreali...

Lunedi' lo zio marito della giovane zia Susanna ha fatto l'attesa PET. Dopo mesi di terapie, ansie e fasi alterne secondo il modello Kubler Ross, di cui apprendo l'esistenza leggendo Capsicum, d'un fiato corto, qui ed anche qui.
Lo hanno rimandato a settembre. Non sembra un buon segno, ma sono tutti sereni, non dicono niente o quasi. Negazione?
Nel giardinetto (o similia) del San Raffaele gli zii e il mio babbo si vedono passare accanto il neo-ri-presidente-del-consiglio-bandana. Il losco figuro al sentirsi osservato accenna loro un saluto e mio zio gli fa: Si, vambonu. Che non so come tradurre.




Il dottor G, poco piu' che quarantenne collaboratore del dottor Potter, con cui ho passato ore a guardare al microscopio campioni di suolo oleoso della raffineria di Denver e cascate di SEM, XRD, XPS, macchinari che sembravano navicelle spaziali, per cercare minerali di ferro... Eddai, facci vedere un po' di pirite, solo un po', poi cacciava una risata sonora e non voleva arrendersi. Una vana caccia al tesoro. A me -a dire il vero- fregava poco di veder cristalli, nonostante le ore passate con le mani in guanti sudaticci, nel ventre della campana anaerobica, a seccare quei cinque maledetti pugni di terra. Me ne importava poco dei minerali, io avrei voluto vedere batteri, vita. Mi affascinavano gli strumenti-astronave pero', sembrava di vedere asteroidi e non terra macinata al microscopio, ed il dottor G mi teneva sveglia a furia di fragorose risate. Continuo a sentirle. I still hear his laugh, dicevo ieri a Jo March con le lacrime agli occhi. Ho dovuto modificare l'articolo e metterci the late dottor G, ha detto lei, appannata. Non mi cambia obiettivamente nulla nella vita che al dottor G gli sia venuto un attacco di cuore subito dopo aver dato un talk in Canada. Dopo di lui toccava a sua moglie che l'ha visto allontanarsi dall'aula, indispettita, ma come tocca a me, per poi accorgersi della gente che lo seguiva fuori, qualcosa non andava... ma le han detto vai pure avanti, niente di grave, they are taking care of him. Se non e' leggenda, come corrono veloci le notizie nei campus. We are such a community.
Mi devasta l'idea del "funerale", non sarebbe neanche il primo "funerale americano". L'altro mi ha shoccata. Neppure la conoscevo la sorella del post doc che lavora col chercheur. Mai vista. Il contegno, le belle parole e la presentazione in power point con la selezione delle migliori foto proiettate e tutti che sorridono e pensano alle cose piu' belle e degne di essere ricordate. Quasi neppure una lacrima, mentre io sprecavo i fazzoletti, ridicola in tutto quel contegno.
Non cambia oggettivamente nulla. Non lo vedevo neppure da mesi. Just, I keep hearing that laugh.




Mi viene, com'e' banale, l'ansia. Vedo scene, immagino cose.
Dormo gia' poco tra studio, lavoro, adesso l'ansia. La mia e' un'insonnia da mattino presto, mi sveglio alle 5 e non dormiro' mai piu'. All'una e trenta nel cuore della notte mi suona il telefono ed io in un nanosecondo mi sono gia' fatta il mio film personale. Did you order any food?
Hotel room, door
. Ma che dice? Cazzo, sono in preda al panico ma non riesco a scuotermi dal torpore. Non capisco una mazza di quello che mi dice. Mi pare pure di sentirlo dire Mr Chercheur quando gli chiedo chi e' che sta cercando. Chissa' che cazzo di connessioni neurali mi son partite, mentre il cuore comincia ad andarmi a milioni di battiti al minuto e lo sento nella cornetta. Il tizio rimane con me al telefono un discreto lasso di tempo, un po' troppo vista la mia voce impastata di sonno, tremolante di ansia, penso dopo. Cazzo scusati e metti giu'. Non sono io che ho ordinato pizza nel cuore della notte, dormivo e da brava idiota ti ho anche appena spiegato che sono sola in casa e che quando ho sentito la parola hotel ho pensato al mio husband dall'altra parte del mondo che non sono riuscita a contattare negli ultimi due giorni. Ho preso tutto il tempo di spiegarti tutte queste brave cosette e tu hai ascoltato paziente. Un po' troppo, penso, una volta che finalmente abbiamo messo giu'. Poi, com'e' banale, comincio a sentire tutti i rumori del mondo, sono convinta che era il maniaco della tranquilla e felice cittadina di Fort Nox. Poi da uno spiraglio tra le tende vedo la macchina di sarcazzo quale catena, qualcuno che davvero sta consegnando food, ma non basta per niente a tranquillizzarmi. Non ho fiato, sono in un panico irrazionale e ridicolo.
Mi sento un pochino male nel mischiare senza alcun pudore cose autenticamente tragiche con altre totalmente ridicole. Ma questa e' la vita, mi sa' tanto.
Dopo un tempo interminabile passato alla finestra a tener d'occhio l'auto, il telefono squilla di nuovo. Ma che coraggio hai? Ma non hai mollato il colpo? Ma che si fotta il ciccione bulimico che ha ordinato chissa' cosa nel cuore della mia notte e t'ha dato il mio numero di telefono invece del suo. Ti dico piu' o meno questo, e che chiamo il 911 se non mi lasci in pace. Quanto me la tiro. Pero' alla fine il tizio mi lascia in pace... l'auto riparte dal parcheggio dietro casa. Io non dormiro' per un altro paio d'ore, riuscendo pure a leggermi tutto un intero, noiosissimo articolo sul calcolo del coefficiente di partizione delle tetracicline nei fanghi attivi. Il giorno dopo, mentre io saro' uno straccetto buono neanche per la polvere, sara' l'ultimo utile per preparare i dannati dieci minuti di presentazione per il corso di ingegneri. Ovviamente non l'ho ancora provata una volta, nemmeno l'ho finita'. Almeno la mattina dopo mi chiama il chercheur da Barcelona, spaventato dal messaggio che gli ho lasciato all'hotel. Non credo di riuscire bene a spiegargli in che stato pietoso sono. Almeno fa finta di comprendere.




Approposito di fanghi attivi, martedi' siamo andati in gita con una parte della classe a vedere l'impianto di depurazione delle acque di scarto della lavorazione di un birrificio di Fort Nox. Che fa una delle birre piu' buone che io ho mai bevuto, che ha pure un nome che fa bene allo spirito: Sunshine. Il birrificio in questione e' stato eletto il miglior posto di lavoro in tutti gli stati uniti. Da un giornale che si chiama Outside Magazine. Che non so neppure come sia fatto, forse e' questo non ne sono sicura, pero' mi fa un po' specie e quindi ve lo dico. E comunque e' certo che se Fort Nox e' il posto migliore dove vivere negli stati uniti (eletto da Money), il posto migliore dove lavorare (eletto da Outside ?) non puo' che essere a Fort Nox. Lapalissiano. Anche abbastanza allucinante, una volta che hai visto Fort Nox. Dice che nel birrificio organizzano tornei di pallavolo, corsi di yoga e vattelapesca (avranno una palestra nello stabilimento?!). Non da meno, si possono portare a casa non so quanta birra a settimana. Dice che hanno persino un fun manager, uno pagato per fare divertire tutti gli operai ed impiegati.
Abbiamo dovuto camminare a lungo per arrivare alla zona "impianto di depurazione", che' l'hanno messo un po' piu' in la' dello stabilimento e del bel casone bar-degustazione-eco-sostenibile (perche' sai a volte emette certi sgradevoli odorini, -soprattutto visto che, una delle poche cose che ho capito del tour, hanno un impianto anaerobico-). Camminavamo in questo posto incantato, tutti sorridevano ed emanavano felicita'. Io, non so bene se c'entri, pensavo a Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato. Erano felici gli Umpa-Lumpa nel film? Visitiamo qui e la', l'ingegnere responsabile ci mostra il bacino di aerazione, ci mostra lo strato di cemento sotto il quale c'e' il bioreattore anaerobico, ci addita il pallone che stocca il metano prodotto dalla fermentazione degli scarti, dice che poi ci mostra il cogeneratore di elettricita' e calore dove il metano viene bruciato. Io non sono sicura di capire quello che dice l'ingegnere sorridente, ma annuisco, muta. Non faccio una sola domanda. Poi ci porta a visitare il laboratorio dove finalmente vedo dal vivo un cono di Imhoff, non so come ho fatto senza. Poi ci porta nello stanzino dietro il laboratorio dove avviene il dewatering dell'activated sludge (i fanghi attivi). Ed all'improvviso emetto il mio primo ed unico suono in tutto il tour (almeno prima di passare alla zona degustazione. Sul lato del macchinario, al momento spento, che apprendo ora chiamarsi MONOBELT®, c'e' una targhetta di metallo (tipo soldato in guerra) con sopra scritto Teknofanghi, Cernusco sul Naviglio. Questa e' italiana, dico, additandola.
No, dico, in the best place to live in all the u.s., in the best place where to work in all the u.s., c'e' un macchinario della teknofanghi di Cernusco sul naviglio, mica pizza e fichi.
In caso non si fosse capito.





In tutta questo panorama amaro, sfocato, stanco, ieri sera, leggo da qualche parte che Calderoli e' stato nominato Ministro della Semplificazione. Mi stropiccio gli occhi stanchi e riguardo i pixel appannati. Avevo letto bene e mi monta dentro una di quelle acidita'. Mi sara' perdonata un'esclamazione, che sara' banale ma non posso evitare. Ma semplificami sta' grande minkia. Ecco, non che mi senta meglio, pero'.
Ma dai ma non puo' essere vero. E come'e' che non trovo nessun commento su Repubblica o chesso' altrove?





Ce ne avrei ancora, sempre intorno al mio ombelico,
blogger della domenica...


Fuori c'e' un tempo olandese, mentre in Olanda splende un sole catalano ed in quel di Barcelona piove piogge pluviali.

Mangio intere tavolette di cioccolato per pranzo, guardo puntate di CSI alle otto del mattino per non aumentare l'ansia quando e' sera.
Ho finalmente parlato, ieri, quei dieci minuti davanti a diciassette ingegneri che mi guardavano imperturbabili. Madonna che brutte facce. Decisamente parlare in pubblico non fa per me. Mi avvolgo in qualcosa di piu' intimo. Quindici pagine, da scrivere, mi separano dalla fine del capitolo.
Stasera la finale terzo quarto posto del campionato di calcio a squadre miste. Il mio piccolo sogno nel cassetto, anche se ogni sabato mugugno che no, stavolta proprio non c'ho voglia.
Stasera devo segnare un gol, che forse e' l'ultima. E se non lo segno e' brutto, bruttissimo segno.
Ora vado a fare un M13 del campione 121 che ho ri-trasformato ieri pomeriggio. E' sabato, sara' sabato anche tra le quattro grigie mura del laboratorio condizionato.

03 May 2008

You gotta be crazy (tra Mago di Oz e Koyaanisqatsi)

Il post a valvola di sfogo



Venerdi', pseudo-tardo pomeriggio, nei corridoi del centro di ricerca per ingegneri c'e' gia' un silenzio tombale. L'(altro?) chercheur ne avra' per un'ora buona. Ancora almeno un'ora prima di dar inizio al nostro personale week end... per me il primo dopo 3 settimane di lavoro praticamente ininterrotto, senza ne' sabati ne' domeniche di riggetto alcuno. Sono sfinita. Oltre a tutto il lavoro standard, da che e' cominciato il semestre: 6 Homework (compiti a casa ebbene si) e due esami per il meraviglioso corso per ingegneri (ambientali, ma sempre ingegneri) che ho scelto di seguire.
Gli ingegneri sono fuori di capoccia. Il libro di testo del corso una sequela di formule senza fine per 5 capitoli e poi via una sequela di numeri che applicano le formule di cui sopra senza piu' referenza alcuna per altri 6 capitoli. Tangenti iperboliche che volano senza sostanziale collegamento con la realta'. Come e' fatta una tangente iperbolica e che caz ci fa qui? Bho che te frega, tu calcola. Calcola che ti calcola mi son passata i sabati e le domeniche, chiusa nella stanzetta degli ospiti (che in generale ospita la tele, ora anche me ed i miei calcoli), oppure, quando ispirata, nella mastodontica biblioteca del campus.
Credo che quando ripensero' a questo periodo mi vedro' seduta proprio al tavolo della biblioteca, col laptop davanti e il bravo foglio di calcolo, i Pink Floyd in cuffia a volume moderato, all'infinito... ed ogni 41:54 minuti (che passavano a manciate), ciclicamente, un attimo di ritorno alla realta', un respiro dalla disperazione, una presa di coscienza, un mezzo sorriso, al suonare di...
You gotta be crazy, you gotta have a real need...
Ed io che annuivo. Devo davvero essermi impazzita.
Stavo pensando alla presentazione e alle 15 pagine di tesina con progetto di un impianto che ancora mi restano da produrre da qui alla prossime 2 settimane. E sul filo di quella sensazione ho fatto suonare i Pink Floyd dal mio ufficio, giu' per il deserto corridoio per alleviare il fine di settimana anche del masterizzando cicciotto, batterista, malato di musica, che era li' nel laboratorio di fronte alle prese con il suo turno settimanale di pulizie... ed infatti gli e' spuntato il sorriso ed e' venuto a commentare il sound e ad enumerarmi la classifica degli album dei PF che preferisce. E mi parlava di com'e' The Wall visto in acido oppure di The Dark Side of the Moon messo come sottofondo al Mago di Oz. Al mio sguardo interrogativo si e' vendicato...
Cioè… tu, praticamente, non hai mai visto il Mago di Oz con The Dark Side of the Moon in sottofondo?
E quindi mo' c'ho sta curiosita'. Il mago di Oz l'ho gia' messo in lista a Netflix, ora mi manca da capire se devo ottenere una versione speciale del disco. L'effetto che si dovrebbe produrre e' la percezione di una sincronia, che alcuni dicono impressionante (altri no), tra film e musica. Io sospetto che siano necessarie alte somministrazioni di sostanze psicotrope per vedere alcunche' di strano, comunque ci provero'.

La prima testimonianza scritta del fenomeno, che e' stato battezzato Dark Side of the Rainbow (o anche Dark Side of Oz oppure The Wizard of Floyd), pare essere stata una discussione su un forum di fans dei PF intorno al 1994. Non e' invece noto chi abbia scoperto o inventato la cosa.
Se un giorno sentirete parlare di Koyaanisqatsi visto con le musiche di Ennio Morricone in sottofondo, quello, modestia a parte, l'ho scoperto io. Niente di iper psichedelico pero' decisamente bello, senza nulla togliere al buon Philip Glass.
You gotta be craaaaaazy...


31 March 2008

A portata/2


Un post appassionato




Un piccolo putiferio e' scoppiato tre settimane fa quando e' stata pubblicata un'indagine svolta da Associated press (AP) riguardo la presenza di farmaci in vari impianti di acqua potabile in tutti gli Stati Uniti.
Lo avevo gia' solo accennato, poi ho intercetatto (via fassbinder) un articolo del Manifesto che parlava della faccenda e mi e' venuta voglia di scriverne, che' l'argomento mi appassiona non poco.

Associated press ha incrociato i sempre piu' numerosi lavori scientifici pubblicati al riguardo, con i dati resi noti dagli organi ufficiali deputati al controllo delle acque potabili. Qualcosa non quadrava: mentre gli scienziati si guadagnavano la pagnotta (e si assicuravano le future) evidenziando risultati allarmanti, riguardo ormoni, antibiotici e vari altri medicinali trovati in fiumi, laghi e persino in impianti per il trattamento delle acque potabili, gli organi di controllo non davano il minimo segno di allarme alla popolazione. Certo e' di dovere sottolineare che la legislatura non prevede il controllo della maggior parte dei composti in questione nell'acqua potabile. Come dire: chi cerca trova. L'inchiesta mirava a far fronte a questa mancanza di informazione e ricerca da parte degli organi di governo e ad attirare l'attenzione pubblica sull'argomento.

Membri dell' AP National Investigative Team hanno passato in rassegna centinaia di rapporti scientifici, database federali relativi alle analisi delle acque potabili (...), intervistato piu' di 230 funzionari, ricercatori, scienziati. Un'inchiesta e' stata effettuata [sull'acqua potabile erogata] nelle 50 piu' grandi aree urbane e nei 12 piu' grandi impianti [americani] di erogazione di acqua potabile (...)

Per quanto riguarda i 62 impianti per il trattamento dell' acqua potabile presi in esame, le analisi sono stati effettuate in 28 siti e rese note per 27 (Dallas aveva detto al 9 Marzo che aveva effettuato i test e stava aspettando i risultati, ma ad oggi io non ne ho trovato nessun'altra menzione). Gli altri 34 siti hanno dichiarato di non avere effettuato le analisi. Una nota precisa che alcuni impianti avevano dichiarato che i test erano risultati negativi ma AP ha rintracciato studi indipendenti che dimostrano il contrario.


Ci sono alcune cose interessanti da sottolineare in tutta la faccenda, sul piano scientifico, 'informativo', persino sociologico.
Per cominciare, l'inchiesta non ha gran valore scientifico in se' stessa (del resto i giornalisti fanno i giornalisti e non gli scienziati): non si sa nulla sui protocolli utilizzati (il capitolo materiali e metodi di un lavoro scientifico), anche se viene (almeno) menzionato che questi variavano ampiamente e che non tutti i gruppi hanno testato lo stesso numero di composti. Per fare solo qualche esempio, sappiamo che i test svolti a: Albuquerque, Austin, Virginia Beach, sono risultati negativi, ma non sappiamo per quanti (e quali) composti; a Cincinnati l'acqua e' stata dichiarata positiva solo per caffeina, ma non sappiamo su quanti e quali composti monitorati. L'estremo opposto si e' verificato per Philadelphia dove i test sono risultati positivi per ben 56 composti. Qui faceva comodo alla citta' di Philadelphia rendere noto che lo screening era stato effettuato su 72 composti (dice: almeno noi abbiam fatto le cose come si deve). Ma quanti composti sono stati monitorati negli altri siti? In basso una tabella riassuntiva dei risultati noti [1].
L'argomento non e' poi cosi' nuovo, qui una lista (non so quanto completa) di pubblicazioni degli ultimi 14 anni. Pero', come viene accennato qui, e' interessante notare le stranezze relative al flusso di informazioni su questi dati sensibili. Se ne parla da tanto, ma se ne parla spesso in maniera 'parziale', mancando un dato od un altro. Da una parte ci sono gli impianti di erogazione delle acque potabili che quando trovano i composti chimici in questione non rendono pubblici i dati. Dall'altra ci sono gli scienziati che pubblicano lavori a iosa fornendo (quegli stessi?) dati, ma senza pubblicare le informazioni complete relative ai luoghi di campionamento. Infatti i siti oggetto di studio sono spesso confidenziali e la riservatezza al riguardo potrebbe essere la condizione indispensabile per i ricercatori per avere (o continuare ad avere) accesso ai campioni.
Molto interessante andare a sentire perche' invece i risultati delle analisi effettuate non vengono resi noti dalle citta' nel mirino. Indovina perche'? La risposta e' sintetica ed efficace: per via dell'undici settembre. Viene infatti, da molti, argomentato che si e' deciso di non rivelare quale composti chimici non vengono degradati nel trattamento delle acque, per evitare attacchi terroristici che potrebbero mirare ad immettere quegli stessi composti nel circuito. Arzigogolato. Ed in fondo poco convincente, ma le due paroline magiche in genere funzionano e ci si salva dal mancato adempimento delle proprie responsabilita'. Dice: perche' non avvertite gli utenti (i bevitori della vostra acqua) della presenza di questi composti? Undici settembre. Parole magiche passepartout.

Ora, siccome lo so che poi mi si dira' che seguo sempre la teoria del complotto o del massimo allarmismo possibile, non neghero' che coloro che dicono che, in fondo, le quantita' in oggetto sono minime e non correlabili ad un rischio per la salute, hanno forse anche ragione.
E gia' mi contraddico pur di citare il lavoro di un giovane ricercatore, nostro compatriota [il cui cervello e' ormai emigrato interra australiana] ed [ex]colleghi, su cui mi son documentata un minimissimo in questo pomeriggio grigiastro di fine marzo. Il Dr Francesco Pomati e' stato citato per aver recentemente pubblicato un lavoro sugli effetti e le interazioni di una miscela di 13 farmaci su cellule procariotiche ed eucariotiche, che mi riconosco incapace di sintetizzare. Chi puo' lo legga [2].
Tra l'altro queste scoperte sui farmaci nelle acque, non dovrebbero suonar poi troppo esotiche, visto che proprio il Dr Pomati, ancora lui, ha pubblicato diversi lavori su farmaci trovati in corsi d'acqua (quali Po e Lambro) e impianti di acqua potabile nel nostro Bel Paese [3].

Tornando ancora alla faccenda delle quantita', che da brava teorica della cospirazione non ho ancora definito: si tratterebbe di tracce dell'ordine di ppb o ppt, cioe' microgrammi o nanogrammi di composto in questione per litro d'acqua. Quindi forse ha ragone chi dice che non c'e' da allarmarsi, almeno non (ancora) per le quantita'. Io comunque penso sia giusto sottolineare l'importanza di monitorare ed informare.
Ci sono, infine, cose per me ancora piu' interessanti di cui parlare, per esempio: di come ci sono arrivati i farmaci nelle acque potabili e di alcuni effetti che potrebbero comportare per l'ecosistema a lungo termine. Ma questa (che confesso era l'unica di cui volevo scrivere in partenza) e' un'altra interessantissima storia... che forse 'sta volta raccontero', se vi interessa.
Ah vi interessa...
Ma non ora che l'ho fatta troppo lunga. Ora vado a fare la pizza.


[1]
(clicca per ingrandire)




[2]
F Pomati, C Orlandi, M Clerici, F Luciani, and E Zuccato
Effects and interactions in an environmentally relevant mixture of pharmaceuticals
Toxicological Sciences 102(1):129-37 (2008)

Lavoro precedente:
F Pomati, S Castiglioni, E Zuccato, R Fanelli, D Vigetti, C Rossetti, and D Calamari
Effects of a Complex Mixture of Therapeutic Drugs at Environmental Levels on Human Embryonic Cells
Environ. Sci. Technol., 40 (7), 2442 -2447 (2006)


[3]
S Castiglioni, R Bagnati, R Fanelli, F Pomati, D Calamari, E Zuccato
Removal of pharmaceuticals in sewage treatment plants in Italy.
Environ. Sci. Technol. 40, 357-363 (2006)

D Calamari, E Zuccato, S Castiglioni, R Bagnati,R Fanelli
A strategic survey of therapeutic drugs in the rivers Po and Lambro in northen Italy.
Environ. Sci. Technol. 37, 1241-1248 (2003)

S Castiglioni, R Fanelli, D Calamari,R Bagnati and E Zuccato
Methodological approaches for studying pharmaceuticals in the environment by comparing predicted and measured concentrations in river Po, Italy.
Reg. Toxicol. Pharmacol. 39, 25-32 (2004)

19 March 2008

Cowboy country




Ieri sera ho visto per la prima volta il film Brokeback Mountain.
Pensieri(ni) sparsi:

-) E' ambientato in Wyoming
-) Il Wyoming sta proprio qua sopra, in mezz'ora di macchina sconfiniamo
-) Il Wyoming ha una reputazione tutta sua : dire Wyoming e' un po' come dire Canicatti'*
-) Il Wyoming lo abbiamo attraversato tutto lungo una diagonale per andare allo Yellowstone ed in effetti la sua fama e' giustificata: il nulla ripetuto per centinaia di kilometri
-) In realta' il film e' stato girato nel sud dell'Alberta, Canada. Dicono comunque che i paesaggi somigliano parecchio a quelli del Wyoming. Somigliano pure al Colorado. Quei paesaggi che mi fanno esclamare: sembra come nei libri-illustrati-anni '70-dell'uncinetto, che aveva mia madre
-) Durante tutto il film ci siamo domandati le facce che avrebbe fatto il cowboy-phD-student del mio gruppo. Resisto, a malincuore, alla tentazione di domandargli un commento
-) Jack Twist ora e' il mio nome preferito, subito dopo Jo March. Bisogna dire che anche Ennis Del Mar non suona malaccio
-) Un po' piu' seriamente, me lo sentivo che m'avrebbe dato una batosta mica da poco, solo c'era da incassarla


*L'altro stato sfigato, ma forse ancora piu' sfigato, e' il Kansas (pronunciasi Kansaaaaas). Ma anche il Nebraska, dicono... Insomma, forse ce ne sono tanti di stati cosidetti sfigati, ma dopo essere morta dal ridere al panegirico [sarcastico] di una coppia di spagnoli, assolutamente folli, che vi hanno fatto una vacanza-trash, il Wyoming mi rimane nel cuore.

Promemoria erboristico




Scrivere un post sulla Stevia rebaudiana Bertoni, altrimenti detta sweet leaf.