20 February 2007

Luigino è partito













L'altro di' ho smarrito un orecchino. Uno di quelli che avevo comprato in India, lunghetto, con un disegno spiraleggiante. Mi ha pulsato strano il cuore quando me ne sono accorta.

Terminata la mia prima missione, sono tornata a seguire come un'ombra la persona a cui sono stata affiancata. Un ragazzone alto e grosso, un bel po' piu' giovane di me ed anche un bel po' piu' esperto. Si chiama qualcosa tipo Salvia, viene dal Neèèvada (e si incazza se non lo pronunci come si deve... con me è ancora indulgente), ha una macchina enorme e fa prodezza col lazo. L'ho visto lanciare la corda e 'catturare' una persona che camminava per il corridoio, serrandole il cappio alle caviglie. Ma dove sono finita?
Salvia mi sta svelando gli arcani dell'arnese grande ed inquietante che dovrò usare per i prossimi cinque mesi tutti interi. Un cosone grosso e quadrato con un ripieno di meccanismi fragili e delicati. Gli faccio "Ehi Salvia, ma il coso ce l'ha un nome? Mi sentirei più a mio agio piuttosto che chiamarlo analizzatore genetico" Salvia mi guarda, sorride ed approva. "Dobbiamo dargli un nome Italiano, visto che sarai la sua balia per i prossimi mesi. Perchè non lo chiamiamo Mario?" "Uhm, impossibile, Mario è il mio amico immaginario, troppa confusione." Salvia è un po' spiazzato ma alza le spalle e riprova: "Luigi?" (devono essere gli unici nomi italiani che conosce). Guardo di nuovo il cosone grosso, quadrato, fragile e delicato e la butto là: "Luigino." Sono già un po' pentita, ma ormai è fatta. Il coso si chiama Luigino ed ora ha tanto di targa sulla porta.

Oggi a pranzo stavo appresso a Luigino quando il compagno chercheur mi ha chiamato in laboratorio. Oggi era il grande giorno. Il chercheur ha portato la macchina -il furgone- che avevamo addocchiato la settimana scorsa da un meccanico per un parere. Mi racconta delle trattative col concessionario (di usato), che il meccanico ha detto che ci sono lavori pari a piu' della metà del prezzo di vendita e via dicendo. Bisogna prendere una decisione. Lo compriamo? Non so che dire, lo sguardo basso, che facciamo? Gli occhi mettono a fuoco senza che me ne accorga... ed è lì, ai piedi di Luigino... Il mio orecchino indiano...
Compriamolo.
Così è stato lasciato l'acconto, sabato dovremmo saldare il resto. Se riusciamo ad andare a fare l'esame per la patente che lo stato del colorado pretende per poter fare l'assicurazione. Se non faccio pratica su un cambio automatico a me mi bocciano.

Nel tardo pomeriggio Luigino è stato affidato alle mie amorevoli cure e per la prima volta gli ho dato istruzioni tutta sola. E' partito verso le otto stasera. Devo aspettare fino a domani per sapere che ha combinato.

Tornando al furgone... abbiamo dovuto abbandonare l'idea del Westfalia... ed il coso di cui stiamo per venire in possesso è esattamente quello che si vede in foto. Io dopo tre anni su due ruote senza motore, mi vergogno non poco.
Come lo chiamiamo?
"Bob?"

2 comments:

  1. Ma che Bob...direi che è in arrivo il TEMPESTONE!!
    attenta con il coso, Luigino...
    Saluti antropomorfi.
    Carmen

    ReplyDelete
  2. bel nome salvia..
    gli presento Olmo il figlio appena nato di un amica milanese..
    saluti floreistici

    ReplyDelete

Io lo so cosa stai pensando.
Lo scrivo, non lo scrivo, quasi quasi lo scrivo. Ma no dai...
E' lo stesso che penso anche io quasi ogni volta.
Ma tu prova, prova a lasciare una traccia.
Non sarà invano.

Prova pro-pro-prova